centro_astalliRiceviamo da Elvira Iovino, volontaria del Centro Astalli, questa lettera  inviata al dottor Tony Zermo in data 29/01/09, in risposta al suo articolo su La Sicilia, e rimasta senza riscontro e senza pubblicazione

Sono una volontaria del Centro Astalli, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati presente in tutto il mondo per accompagnare e difendere i rifugiati e gli sfollati. Da molti anni opero come volontaria, ex articolo 78, nella Casa Circondariale di Piazza Lanza, in quella di Bicocca Alta Sicurezza e nell’Istituto Penale Minorile di Bicocca, per sostenere moralmente e materialmente gli immigrati che non effettuano colloqui con i familiari.

Non voglio entrare nel merito del tono dell’articolo del dott. Zermo: in questi momenti la “questione Lampedusa”  e la continua violazione dei diritti umani richiedono un’ attenzione ed una estrema delicatezza su questi argomenti che la mia indignazione non mi consente di avere.

Voglio solo evitare che si abbocchi all’amo dell’ “emergenza stranieri” nelle carceri con quei toni enfatizzati al massimo che non tengono volutamente conto di tutti quei parametri che  ridimensionerebbero fortemente il fenomeno: per i cultori della sacralità del dato statistico, le cifre confermano l’oggettiva maggiore “propensione a delinquere” degli immigrati, ma, analizzate più attentamente, mostrano che gli immigrati sono oggetto di una
discrezionalità che ne accentua la repressione e le condanne. Gli stranieri vengono fermati di più, controllati di più e inoltre va sottolineato che tra gli italiani per ogni 100 denunciati si hanno 16 arrestati mentre tra gli stranieri 35 !!!

Inoltre molto raramente gli stranieri hanno i requisiti per accedere alle misure alternative alla detenzione : il rapporto tra il tasso di carcerazione degli stranieri e quello degli italiani è 6, ossia gli stranieri sono incarcerati 6 volte più degli italiani !!! Va sottolineato fortemente che, per gli stranieri in posizione regolare, l’incidenza sulle denunce penali e sulle presenze in carcere è del 6%, esattamente come gli italiani.

Dei 20.175 stranieri in cella alla fine di giugno 2008, solo 6.991 scontavano una pena definitiva. Nei primi 5 mesi del 2008 sono entrati in carcere oltre 9.000 stranieri rimasti “dentro” meno di una settimana:  all’inizio di giugno solo 208 erano ancora detenuti !!!

Inoltre circa 12.000 stranieri entrano in prigione ogni anno per violazione della legge Bossi-Fini. L’incidenza media degli stranieri condannati su quelli denunciati è 53% .
Il 62% dei detenuti italiani è in carcere per condanne definitive e il 35% in attesa di giudizio : per gli stranieri il dato è esattamente ribaltato.

Elvira Iovino

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2 Responses to “La discriminazione dei numeri”

  1. Oggi c’è soprattutto bisogno di voglia di comprendere LA REALTA’!
    Ma per conoscere la realtà ci vuole 1) Buona volontà, 2) Istruzione, 3) capacità di mettersi nei panni degli altri -la cosiddetta Empatia-, 4) voglia di comprendere le cose per assumersi e far assumere a ciscuno le proprie responsabilità, ecc ecc. insomma: UN LAVORACCIO!
    Lavoriamo allora per primi, innanzitutto su noi stessi, così saremo testimoni e divenendo testimoni credibili e rendendoci visibili… speriamo di far proseliti!

  2. Carissima Elvira, CONTINUA COSI’!
    Grazie per la tua testimonianza e soprattutto per il tuo lavoro che rende migliori tutti noi italiani… Grazie di cuore a te e a tutti quelli che operano come te!

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