ambulatorio_librinoNei resoconti del confronto, avvenuto nella scorsa settimana,  tra il direttore generale dell’Asl 3 e i capigruppo del Comune di Catania non si fa cenno (vedi articoli su La periferica poliambulatorio e La Sicilia offerta-sanitaria-a-librino) ad alcune questioni sollevate nei giorni scorsi (vedi nostro articolo precedente: Ambulatori ambulanti):

1. Perché si vogliono concentrare al centro gli uffici amministrativi quando la tendenzaredazione-argo-32x38, già da tempo attuata in tutte le grandi città, è quella di spostare in periferia gli uffici per decongestionare il centro storico?
2. Perché smantellare il poliambulatorio di Via Santa Maria La Grande, sede storica ex-INAM, che è stato ristrutturato 9 anni addietro proprio per rendere i locali idonei ad accogliere gli ambulatori?
3. Perché mantenere l’ambulatorio di Via Pasubio (famoso, tra l’altro, per i ricorrenti avvisi di sfratto), che ha una offerta di specialisti di gran lunga minore e una struttura non altrettanto adeguata alle prestazioni specialistiche?

Negli articoli citati si preferisce dare ampio spazio alle presenze degli amministratori (forse a dimostrazione di un impegno assunto) e ad affermazioni di principio.
La soluzione di mantenere aperto l’ambulatorio di via Santa Maria La Grande al 50% delle ore, fino a quando non saranno disponibili i nuovi locali di Via Cifali che ospiteranno altri servizi ambulatoriali, sembra avere convinto i consiglieri comunali.

Ma alle domande rimaste inevase se ne aggiungono altre:
4. Quali ambulatori si trasferiranno in via Cifali, considerato che presso detto immobile è previsto il trasferimento di tutte le attività attualmente svolte presso il presidio di P. Lanza (che non ha al suo interno ambulatori)?
5. Presso l’ex-INAM rimane allora solo un punto prelievo e un ufficio per le certificazioni, o saranno presenti altri ambulatori?
6. Più in generale, l’offerta dei medici specialisti interni, per i cittadini che gravitano nel centro di Catania, viene mantenuta inalterata anche dopo la ridefinizione di questo “processo di innovazione, implementazione e razionalizzazione delle prestazioni e della spesa sanitaria dell’Asl 3”? Ovvero, per quali prestazioni l’unica offerta sarà solo a Librino?

Di tutt’altro tono e contenuto, invece, la conclusione dell’articolo della Sicilia:
«Esprimiamo viva soddisfazione per il positivo epilogo della nostra pubblica denuncia – hanno scritto in una nota i consiglieri Nello Musumeci, Gemma Lo Presti e Manfredi Zammataro, del gruppo La Destra-As – e apprezzamento per il senso di responsabilità dimostrato dai vertici dell’Asl 3 e dalla presidenza del consiglio comunale. Quando le battaglie per la giusta causa si combattono senza pregiudizi di parte, chi vince è sempre il cittadino. Questo è uno degli esempi più eloquenti».

Considerate le domande rimaste aperte, possiamo essere d’accordo?

Leggi l’articolo in archivio: poliambulatorio-a-librino

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