Abbiamo ricevuto una lettera firmata da un cittadino che abita in un paese etneo a ridosso della zona nord della città. Vi si denuncia l’elevato e crescente costo del servizio di nettezza urbana, pressoché inesistente peraltro. A Napoli il problema della spazzatura è diventato un caso nazionale; in Sicilia, invece, non fa notizia. Neanche la spazzatura è uguale per tutti!

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Per una curiosa coincidenza, la spazzatura nella piazza sotto casa mia ha cominciato ad accumularsi proprio il giorno in cui Berlusconi a Napoli dichiarava vinta la ‘guerra della monnezza’ e presentava trionfalmente, con l’immancabile eco di stampa, questo risultato come merito del suo governo, mentre i cattivi governi locali di sinistra non erano riusciti nell’impresa.
Si tratta di coincidenza, certo, non posso pensare che la spazzatura alle pendici dell’Etna sia stata trasferita da Napoli. Vero è che i rifiuti compiono strani percorsi, anche marittimi: a volte arrivano sulla nostra spiaggia sacchetti provenienti da Messina, ma in questo caso è sempre ‘cosa nostra’; qui si tratterebbe di una ripresa degli antichi scambi tra le Due Sicilie, e non ci voglio credere. No, si tratta proprio della ‘nostra’ spazzatura, quella che tutti noi del quartiere scarichiamo nottetempo, quasi vergognandoci di accrescere la massa maleodorante e piena di rischi per la salute di noi stessi e dei nostri figli. Sì, appartiene a noi che riceviamo continuamente solleciti al pagamento della ‘tassa sui rifiuti’. Ne ho ricevuto uno a novembre scorso per il 2008 (e con senso civico eccessivo, di cui a questo punto mi pento, ho pagato subito), un altro a gennaio per il 2009 (stavolta non ho pagato) e adesso una cartella velata di nero – di quelle che ti fanno salire l’ansia appena le vedi: sono sempre foriere di guai e fastidi – in cui mi si chiede un saldo di qualcosa di arretrato, di cui non si capisce il motivo, dato che ho sempre pagato quanto mi hanno chiesto! Il sollecito di pagamento, pena “esecuzione forzata, nonché fermo amministrativo dei beni mobili registrati (ad es., automobili), all’ipoteca sugli immobili di proprietà, e ad acquisire presso i suoi debitori notizie sui crediti nei suoi confronti” (!), proviene dall’ATO CT 3 SIMETO AMBIENTE, quella stessa che lascia impunemente accumulare la spazzatura sotto casa mia, perché ha speso tutti i soldi che io e i miei concittadini abbiamo versato, per non so quali benefici, escluso quello di raccogliere l’immondizia che è la ragione per cui paghiamo.
Ma questi signori, che mandano con strabiliante tempismo proprio in questo momento le cartelle, non conoscono più i sentimenti non dico della vergogna (quello è scomparso da tempo dalle nostre parti), ma almeno del ridicolo? Quale “esecuzione forzata” e “notizie sui loro debiti” dovremmo reclamare nei loro confronti?
E il governo che tanto ha speculato, in termini di immagini e di voti, sulla monnezza napoletana, non ha nulla da dire su quella targata Sicilia? Perché le foto dei cassonetti napoletani stracolmi e dei roghi di spazzatura, che campeggiavano ad ogni ora nei telegiornali durante la campagna elettorale, non vanno più di moda? Forse perché la targa di questa monnezza, politicamente parlando, è diversa? Ma questi ATO, mangiasoldi a tradimento e pure tracotanti, chi li ha creati e li ha gestiti? O forse pensano che la immondizia sia tanto consonante al nostro sventurato luogo di origine e di residenza che sta bene mostrarla nelle strade come simbolo e marchio di ‘qualità’…

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