Lunedì 15 giugno Città Insieme ha offerto alla cittadinanza un’occasione di dibattito e di riflessione sul referendum del prossimo 20 e 21 giugno.altanreferendum_240

In un salone meno affollato del solito si è svolto un pacato confronto. Ha sostenuto le ragioni del sì Giuseppe Greco (segretario regionale di Cittadinanzaattiva Sicilia), mentre Orazio Licandro (in quanto rappresentante del Comitato Promotore contro il Referendum elettorale) motivava quelle del no. Non il no – com’egli stesso ha spiegato – al quesito referendario, ma un no al referendum stesso: una proposta, cioè, di astensione, in modo che la mancanza del quorum necessario lo faccia decadere.

E’ apparsa subito la puntualità e la precisione delle ragioni del no rispetto alla genericità delle motivazioni a sostegno del sì. L’esigenza di dare una scossa alla vita politica, di dare voce ad una maggiore volontà di partecipazione, di spingere verso una semplificazione della vita politica sono tutti elementi largamente condivisi. Resta da capire, tuttavia, come questo referendum potrebbe costituire una risposta a queste aspettative. La relazione di Licandro e alcuni interventi del pubblico hanno permesso di focalizzare alcune problematiche.

Il passaggio dal sistema proporzionale a quello maggioritario non ha fino ad ora facilitato l’auspicata semplificazione della vita politica e non ha fatto scomparire i piccoli partiti. Non si capisce d’altra parte in che modo un risultato positivo di questa consultazione dovrebbe garantire una maggiore partecipazione alla vita politica: non vengono reintrodotte le preferenze e si assicurerebbe un ingiustificato premio ad un partito che non gode di un consenso così diffuso da aver ottenuto una maggioranza reale. Non si capisce soprattutto perché non sia stata proposta piuttosto l’abrogazione totale del cosiddetto Porcellum, giudicato da tutti una pessima legge elettorale.

Entrare nel dettaglio di singoli articoli di una legge, con i suoi tecnicismi, non dovrebbe essere compito di una consultazione popolare ad ampio raggio come il referendum abrogativo. Nello spirito dei padri costituenti questa consultazione è stata pensata come uno strumento attraverso cui la maggioranza del popolo italiano potesse esprimere un orientamento generale su problematiche di natura culturale ed etica, su grandi questioni generali. Ne sono stati esempio i grandi referendum del passato (divorzio, aborto, nucleare), tutti temi di largo respiro, coinvolgenti e lineari, su cui ciascuno ha potuto esprimersi in modo chiaro e semplice permettendo alla classe politica di legiferare entrando nel merito dei dettagli tecnici.

Città Insieme propone ancora alla città delle importanti occasioni di confronto e di discussione, ruolo che ci auguriamo continui sempre a svolgere.

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