Come la signora Morli, protagonista della commedia pirandelliana, provava un doppio affetto, per l’amante e per il buchevulcano marito, fino al punto di farla sentire due persone diverse, così il presidente Castiglione sembra essere strabico quando guarda ai problemi del trasporto pubblico in provincia di Catania.

Non più tardi del 19 gennaio scorso Castiglione lanciava infatti, con grande dispiego di comunicati stampa, l’Operazione “Freccia rotta“, per denunciare l’inadeguatezza della rete ferroviaria in Sicilia, a cominciare dai lunghi tempi di percorrenza tra le due maggiori città dell’Isola che arrivano a superare le cinque ore.

“La nostra è un’iniziativa di sensibilizzazione e non di protesta – spiegava allora il presidente Castiglione -: vogliamo aprire una nuova stagione per migliorare i servizi pubblici nell’interesse dell’utenza e adeguare la rete infrastrutturale alle esigenze della mobilità in Sicilia“.

Apprendiamo adesso, da un comunicato di Rifondazione comunista, che esiste il rischio concreto di perdere oltre 150 milioni di euro per la manutenzione e l’ammodernamento della viabilità della provincia di Catania.

Si tratta di fondi stanziati con la finanziaria del 2007 dal governo di allora, il famigerato governo Prodi, che avrebbero dovuto interessare strade provinciali, chiuse per frana, inagibili, senza guard-rail e muretti di protezione.

Come per tanti altri documentati casi (i tagli ai fondi FAS per 4 miliardi di euro alla regione Sicilia e gli ormai chimerici 140 milioni di euro che il comune di Catania attende inutilmente da oltre un anno), anche in questo il governo Papi ha scelto di seguire il principio evangelico: a chi ha, sarà dato; a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha.

E Castiglione? … Abbozza!

O forse ha trovato una geniale e rivoluzionaria (absit iniuria verbis) soluzione: trasformare le tonnellate di rifiuti che periodicamente si accumulano lungo le strade della provincia di Catania in ecoballe per consolidare frane, costruire guard-rail e muretti di protezione, tappare buche.

L’unico problema, per così dire, tecnico, sarebbe quello di eliminare la puzza che emanerebbe da queste ecoballe. Lo si potrebbe risolvere innaffiandole con un’essenza agli agrumi, ricavata dalle altrettante tonnellate di arance prodotte e non vendute dai nostri agricoltori.

Quanti piccioni con una sola fava!

Vi sembra una (eco)balla? Probabilmente lo è, ma con tante che ne girano, una più una meno, cosa volete che sia?

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