sindaco-sceriffoUno archeologo e studioso di storia locale del 3033, in contatto paranormale con la nostra redazione, ci ha trasmesso questo prezioso documento che dice di aver trovato fra gli incunaboli e le cinquecentine dei resti della famosa biblioteca dell’antica Università di Lebrino.
Essendo scritto nell’ampolloso e impotente burocratese degli avvocaticchi del tempo, lo riportiamo con solo qualche adattamento linguistico, per renderlo comprensibile ai più.

A far data dall’uno di agosto del 2009 l’Illustrissimo ed Eccellentissimo signor don Raffaele Stancanelli, principe di Regalbuto, già vice Governatore del Regno di Trinacria, gran senatore della Repubblica italica, Capitano generale della città di Catania (olim felix),

pienamente informato dell’intollerabile stato di insicurezza in cui è vissuta e vive questa Città per cagione di:
– vagabondi e accattoni molesti che recano turbativa, impediscono o limitano l’accesso, la fruizione o l’utilizzo di luoghi pubblici
– donne esercitanti la prostituzione e persone che accedono alle prestazioni del meretricio in modo indecente o che comunque sono trovate in atteggiamento congruente all’offerta o contrattazione di prestazioni sessuali
– bande di bulli che, anche per l’abuso di alcool e di stupefacenti, si abbandonano ad azioni di violenza, vandalismo e molestia
– bivaccatori, camperisti e campeggiatori abusivi
– graffitari e deturpatori di edifici pubblici e privati
– soggetti inqualificabili e senza cuore che abbandonano per terra carte, mozziconi di sigarette, lattine, bottiglie, generi e oggetti vari, esponendoli al grave pericolo di essere raccolti dal primo spazzino casualmente passante per detti posti

assolutamente risoluto di voler essere obbedito da ognuno, e fregiandosi dell’invenzione dell’acqua calda, vieta:
– atti vessatori, intimidatori e persecutori nei confronti di terzi
– l’esercizio della prostituzione ovvero accedere alle prestazioni del meretricio (ma solo in modo da offendere la pubblica decenza)
– attività e comportamenti degenerativi e di degrado delle condizioni di decoro urbano
– i bivacchi e la posa di attrezzature di camper, roulotte e tende
– le attività di accattonaggio molesto, con modalità ostinate ed insistenti o addirittura minacciose
– le attività e i comportamenti che sono fonti e causa di fatti e situazioni quali: graffiti e scritte sui muri, danneggiamenti e atti vandalici che deturpano la città.

Dichiara e definisce tutti coloro compresi in questo bando, così di questa città, come forestieri, per questa sola reputazione, senza altri indizi, meritevoli di essere posti alla corda e al tormento, ed ancorché non confessi di delitto alcuno, di essere mandati alla galea per un triennio o, in alternativa, all’applicazione di una sanzione pecuniaria da euro 50 ad euro 500, con facoltà, per i responsabili, di estinguere l’illecito con il pagamento della sanzione in misura ridotta di euro 200, o, in alternativa ancora, alla partecipazione obbligatoria per un’intera settimana, ad un’allegra tavolata a base di tarallucci e vino da tenersi nel cortile di Palazzo degli Elefanti, alla presenza del Consigio comunale e della Giunta al completo (almeno fanno qualcosa).

Evidentemente a quei tempi, ogni tanto, la Giunta Stancanelli si dava un pizzicotto per essere certa di essere ancora in vita e metteva mano a provvedimenti di importanza strategica di cui tutti sentivano spasmodicamente, ma senza saperlo, la mancanza.

A questo punto non restava che la (ri)costituzione delle squadre (pardon, delle ronde) civiche, ad opera di vecchi manganellatori nostalgici e tutti, ma proprio tutti, i problemi della città sarebbero risolti, consentendo ai catanasi finalmente di andare  dormire lasciando le porte aperte, per far ventilare di più.
In cambio della diligente sollecitudine con cui era stato adottato il pacchetto sicurezza il governo Papi – Bossi avrebbe elargito generosamente: una bambolina rotta (rifiutata da Noemi), un sacchetto di caramelle usate e altri 140 milioni (di balle): era la prima tranche dell’annunciato nuovo piano straordinario per il Mezzogiorno.

Ordinanze del sindaco Stancanelli

Comunicato ANPI sulle Ordinanze

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One Response to “Le ‘grida’ di Stancanelli, il sindaco-sceriffo”

  1. come al solito tolleranza zero, pugno di ferro verso i deboli , i colpevoli dello sfascio del mondo , potenti banchieri imprenditori corrotti inquinatori mafiosi colletti bianchi massima indulgenza loro sono la casta intoccabile e allora leggi severe verso i poveri i derelitti , a >Catania i protagonisti dello sfascio della citta rimangono impuniti e con tutti i loro privilegi rintanati nello loro lussuosissime residenze
    la solita storia

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