Nonostante i gravi problemi che affliggono oggi le carceri italiane, ci sono alcune esperienze che dimostrano come sia possibile fare diventare il periodo di reclusione un momento positivo di formazione.

L’IPM, Istituto Penale Minorile, di Catania, sotto la direzione della dott.ssa Randazzo, sta offrendo ai giovani reclusi esperienze formative innovative, particolarmente importanti per questi ragazzi che vengono spesso da ambienti emarginati e deprivati.

L’ultima di queste avventure ha veramente dello strabiliante e dimostra il coraggio e la generosità della giovane direttrice e dei suoi collaboratori: un corso di vela!

Eccone la descrizione.

Quattro giovani detenuti dell’Istituto penale per i minorenni  di Catania hanno partecipato ad un progetto di “inizializzazione alla vela” organizzato in istituto, a titolo volontario, dall’ ammiraglio Stefano Leuzzi, delegato regionale della Lega Navale Italiana per la Sicilia.
Il laboratorio ha previsto n. 8 incontri (con cadenza settimanale di tre ore ciascuno presso un’aula didattica della struttura minorile) e due stages in una barca a vela messa a disposizione dal presidente della società cooperativa Etnasail (specializzata nel noleggio) con partenza dal molo del Porto di Catania.
Scopi del progetto:  portare i ragazzi ad una maggiore consapevolezza delle loro possibilità ed appassionarli all’apprendimento; stimolare la crescita culturale in genere e formare figure professionali al momento molto richiesta e mancanti nell’ambito delle strutture del Diporto Nautico Siciliano.
Gli argomenti trattati nelle lezioni teoriche sono stati:

  • Diamo un nome alle nostre rotte;
  • Impariamo a rispettare l’ambiente ed il mare
  • Impariamo a correlare gli strumenti meteorologici

Le navigazioni in mare hanno avuto come tematiche:

  • Conosciamo la nostra isola dal mare
  • Impariamo a conoscere noi stessi
  • Impariamo a farci carico delle responsabilità.

Nel corso della navigazione l’istruttore ha fatto conoscere: l’uso propulsivo delle vele; i 3 nodi fondamentali (gassa d’amante – savoia – parlato); l’impiego della carta nautica e del GPS; la manovra di disormeggio ed ormeggio affiancato e di punta.
La partecipazione dei ragazzi agli stages è stata possibile grazie alla concessione, da parte del magistrato di sorveglianza del Tribunale per i minorenni di Catania, del beneficio del Permesso Premio dalle ore 8.00 alle ore 15.00 e dagli operatori dell’area educativa e della sicurezza che hanno accompagnato i giovani e condiviso con loro l’originale esperienza.
Luigi, Carmelo, Christian e Giuseppe hanno seguito il corso con curiosità, conquistati dall’impegno dell’ammiraglio Leuzzi, capace di essere con loro autorevole e, allo stesso tempo, attento – come solo i veri uomini di mare sanno essere. Stupore ed entusiasmo hanno caratterizzato soprattutto l’esperienza del prendere il mare in barca a vela.
Unica trasgressione:  la richiesta di fare una nuotata,  che il direttore ha autorizzato.

Un’avventura di libertà e  una scommessa.

Per altre esperienze condotte nell’IPM vedi i post

L’istituto minorile penale presenta…

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One Response to “Corso di vela in carcere? Si può !”

  1. un grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso possibile questa straordinaria cosa : siete bravissimi !

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