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Oggi, 24 settembre, proseguirà il processo che si sta tenendo a Roma, a carico di Marco Travaglio, Giuseppe Giustolisi, e Paolo Flores d’Arcais, che ha per oggetto il filone principale del cosiddetto “Caso Catania”, scoppiato sul finire del 2000 e mai venuto ad effettiva chiusura.

Del suo inizio, nessun giornale (locale o nazionale) – dichiara Giambattista Scidà,, ex presidente del Tribunale per i minorenni di Catania (fino al 2002) – ne ha dato informazione. Autocensura funzionale – afferma Scidà – a nascondere le responsabilità delle amministrazioni precedenti a Scapagnini e soprattutto le responsabilità della mancata repressione degli abusi da parte delle Procure della Repubblica.

Il querelante, costituitosi parte civile, è il dott. Giuseppe Gennaro, Procuratore della Repubblica Aggiunto presso il Tribunale di Catania, già membro del CSM (’94-’98), e due volte Presidente dell’ANM (1999 e 2006).

L’articolo, oggetto di querela, è quello apparso su Micromega (3/2006) dal titolo “Arrivano i catanesi”. In esso si menzionano fatti rilevanti di connubio tra mafia, politica e imprenditoria nel territorio di San Giovanni La Punta e viene dato ampio spazio al cosiddetto “Caso Catania”, soprattutto attraverso le dichiarazioni del pm Niccolò Marino e dello stesso Giambattista Scidà.

I fatti citati riguardano l’acquisto, da parte del magistrato e di parenti di personaggi politici in vista, di ville costruite dalla società Rizzo, considerata in odore di mafia.  Nell’articolo si scende nel dettaglio e si fa riferimento ad es., alle dichiarazioni di uno stretto collaboratore dell’imprenditore Rizzo circa presunti sconti di centinaia di milioni a favore di magistrati e politici.  Si fa riferimento anche al trasferimento della proprietà ad altra società pochi giorni prima che venisse stipulato l’atto di vendita (per non far figurare il nome di Rizzo come venditore diretto).  Si considera assodato che fosse notorio a San Giovanni La Punta il ruolo di Rizzo come prestanome del clan Laudani.

Accostando fatti incontrovertibili (come lo scioglimento del Consiglio Comunale di San Giovanni La Punta per infiltrazioni mafiose) a ipotesi sulle quali appare necessario un approfondimento, l’articolo fa riferimento anche a problematiche interne al mondo giudiziario (es. l’ accusa ai vertici della Procura di Catania, “troppo morbida e protettiva nei confronti del costruttore e di altri suoi indagati”)

Al di là delle potenziali “pressioni politiche irresistibili” denunciate da Scidà, rimane il fatto che è necessario che questo processo non passi inosservato.  Sarebbe importante che servisse almeno a fare maggiore chiarezza su alcuni passaggi oscuri della nostra storia cittadina.

Leggi l’intero articolo di Scidà  in archivio:  catania-matrigna-4ago09

Leggi l’articolo su  micromega_3_06

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