Dal Comitato Cittadino Porto del Sole riceviamo e pubblichiamo il testo della Lettera aperta presentata all’on. Adolfo Urso (Viceministro allo Sviluppo Economico) in data 4 Ottobre. Mette in evidenza alcune importanti problematiche

“Leggiamo oggi su La Sicilia della Sua visita al nostro porto cittadino e la ringraziamo per l’interesse dimostrato.Porto_Catania

La Sua autorevole presenza, tuttavia, è stata utilizzata da coloro che hanno l’interesse, non certo encomiabile, di infischiarsene del futuro sostenibile del porto e con esso di tutta la nostra Catania.

Infatti il piano regolatore del porto – PRP che Le è stato descritto come “fermo al Consiglio Comunale dal 2004” non risulta affatto fermo ma clamorosamente bocciato con voto unanime dalla competente Commissione Consiliare – cioè dai delegati di tutti i partiti – a causa delle enormi volumetrie di uso difforme agli usi portuali ed altre “amenità” simili riscontrate in sede di esame e debitamente contestate dal massimo organo democratico di Catania che è appunto il Consiglio Comunale.

Non è vero neppure che il PRG ed il PRP “non necessariamente devono camminare di pari passo” non solo perché lettera e spirito della Legge 84/94 istitutiva della Autorità Portuale vietano una simile ipotesi, ma anche perché è facile dedurne il delirio di oltre un milione di metri cubi di edifici per usi civili sulle banchine demaniali – una città nella città- che il PRP, avvedutamente e fortunatamente bocciato, avrebbe preteso porre in “concorrenza” alla edificabilità delle aree private in città.

Naturalmente, signor Viceministro, Le è stato taciuto il fatto che la darsena traghetti, laddove prevede una altra “milionata” di metri cubi di calcestruzzo sulla spiaggia della Plaia, servirà solo a separala definitivamente dalla città e dal suo unico sviluppo realmente sostenibile nel turismo e balneazione.

Fare attraccare i moderni traghetti, che oggi pescano oltre i tredici metri, su fondali sabbiosi di appena sette – otto metri che abbisognano di periodici dragaggi dal costo ben maggiore di quello iniziale dei centomilioni di Euro occorrenti per il solo calcestruzzo dei nuovi piazzali, rappresentano un delirio uguale o forse maggiore degli edifici di uso improprio che si vorrebbero innalzare sui piazzali già esistenti.

Quello stesso nuovo calcestruzzo che Le è stato indicato come una risorsa ma che tale non è affatto risultando al contrario, insieme ai successivi ma sottaciuti dragaggi, un inutile sperpero di denaro pubblico facilmente evitabile ubicando la darsena per le merci, come si fa in tutto il mondo, su porti dai fondali adatti perché naturalmente profondi. Nel nostro caso sulla vicina Augusta previo accorpamento delle due Autorità Portuali le quali vogliono ostinatamente mantenere le rispettive individualità con poltrone e prebende ben nutrite e distinte.

Nel caso di Catania, se solo si rapportasse la enorme spesa prevista a carico delle Stato per costruire e mantenere la darsena traghetti con il numero dei chili di merci che la stessa potrebbe in realtà movimentare, facilmente si potrebbe pensare ad un trasporto più conveniente degli stessi chili prima a nuoto e poi sulle spalle delle moltitudini di odierni “precari” con il vantaggio di distribuire per effettivi fini sociali una massa di denaro pubblico altrimenti malspeso.

Un commento a parte merita la dolente nota del “porto turistico” alla S.V. indicato, correttamente nella forma ma strumentalmente nella sostanza, come “chiesto a gran voce” . Le sono stati taciuti infatti i motivi che hanno impedito al secondo più esteso porto di Sicilia, quale è il porto di Catania con suoi 65 e passa ettari di sedime totale, di accogliere uno o più scali per il diporto comunemente chiamati “porti turistici”. In particolare Le sono stati taciuti i motivi che possano avere mai costretto l’ente a cui è stato affidato il nostro porto ad abbandonare al sudiciume materiale e morale, fin dal lontano 1994, la stessa area oggi designata quale darsena traghetti. Un pubblico bene che risulta finora essere ricettacolo di immondizia e di turpi delitti anzicchè sede di marineria e sport come stabilito dalla Autorità Marittima con formale provvedimento del 6.10.1994.

Da una parte quindi, signor Viceministro, l’ente gestore del nostro porto cittadino lamenta la carenza di “porto turistico” ma dall’altra non riesce a giustificare il disuso da ben 15 anni della area naturalmente vocata per tale scopo.

Non riesce neppure a dimostrare la convenienza economica collettiva del traghettamento merci su Catania, poiché non ha mai documentato concreti rilevamenti statistici o serie proiezioni di settore nel PRP ostinatamente riproposto tale e quale in dispregio della avvenuta bocciatura.

Lo stesso ente non riesce infine a dimostrare come abbia fatto ad ottenere, come dice di avere ottenuto, un finanziamento della darsena che non risulta esentata dalle prescritte VIA – Valutazioni di Impatto Ambientale. Un adempimento di legge che se fosse stato eseguito non avrebbe mai potuto disattendere il previsto sconvolgimento dell’ arenile della Plaia e la devastazione urbanistica ed ambientale causata ogni giorno da migliaia di TIR e Containers che qualcuno vorrebbe si compisse impunemente a due passi dal centro storico e monumentale di Catania.

Signor Viceministro on. Adolfo Urso, Siciliano e uomo di grande cultura prima che autorevole uomo di Governo, a nostra volta Le chiediamo non un sostegno di interessi particolari ma la salvaguardia di tutta la nostra città relegata alle ultime posizioni nazionali da perverse logiche simili ed affini a quelle sopra esposte.”

Per il Comitato Cittadino Porto del Sole, il portavoce Marcello Di Luise

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One Response to “Visite eccellenti al porto di Catania”

  1. vorrei confermare con forza “il sudiciume materiale e morale” e il “ricettacolo di immondizia e di turpi delitti” di cui parla Marcello Di Luise,avendo personalmente più volte segnalato da più di 10 ANNI il mercato degli schiavi (donne,minori,ecc)che si svolge davanti l’ingresso posteriore del porto.
    Il Centro Astalli molti anni addietro sollecitò fortemente un intervento pregando anche Pinella Leocata di scrivere un articolo su “La Sicilia”:lo scrisse,bellissimo ed esaustivo,tra l’altro rischiando un’aggressione insieme al fotografo,e subito dopo vennero installate fotoelettriche,Pinella venne convocata e il mercato cessò,(…spostandosi alla spiaggia libera n.1),per poi riprendere con rinnovato vigore meglio di prima…
    tutto questo avveniva 7 anni addietro…

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