Lo sapevano i ragazzi dell’Experia quello che si preparava per loro, ma hanno creduto e sperato che non accadesse.
Ecco quello che avevano scritto nell’invito alla conferenza stampa indetta per il 29:

“Ci è giunta notizia che il Tribunale di Catania ha emesso un’ordinanza di sgombero dei locali del CPO Experia. Non conosciamo le motivazioni di questa ordinanza ma siamo intenzionati a non subire passivamente qualsiasi tentativo di cancellare un’esperienza territoriale, sociale e politica come la nostra che da 17 anni ha un ruolo attivo sulla città e sul quartiere Antico Corso attraverso le sue proposte e le sue attività.
Chiediamo una risposta politica su questo sgombero, chiediamo alle parti in causa di non delegare alla magistratura assunzioni di responsabilità politiche su questa città ormai allo sbando.
Questa classe dirigente politica che amministra da più di 10 anni la città di Catania e per la quale non riesce più a deliberare un solo atto importante in seno al consiglio comunale (che riesce ad riunirsi a malapena una volta al mese), pensa che noi e la nostra struttura popolare siamo un problema da reprimere e da cancellare.
Questa è una città in emergenza e in pieno dissesto finanziario;questa è una città in ginocchio e, nonostante ciò, quello di cui si preoccupa è chiudere, far tacere ogni dissenso e ogni pratica di autorganizzazione dal basso che risponde allo stato di crisi generale con queste proposte: aggregazione popolare basata su principi della solidarietà; aggregazione giovanile non veicolata dalla cultura commerciale e dello ”sballo”; aggregazione popolare attraverso un Doposcuola gratuito gestito insieme alle famiglie del quartiere; uso dei locali per la Palestra Popolare che attraverso le discipline offerte (lotta greco-romana, judo, boxe, capoeira, giocoleria) crea un servizio non-profit per il quartiere e per la città.

Questo è quello che vogliono chiudere. QUI SIAMO E QUI RESTIAMO!”

E invece è accaduto. Ecco il modo in cui essi stessi lo descrivono:

Questa mattina alle ore 5.30 polizia, guardia di finanza e carabinieri in tenuta anti-sommosa hanno sgomberato il Centro Popolare Experia di Catania.

Centinaia tra militanti, occupanti, sostenitori e abitanti del quartiere per tutta la notte hanno effettuato un presidio contro lo sgombero attendendo la notifica dell’ingiunzione di sgombero emessa dal Tribunale di Catania dal dottor Serpotta e preceduta da una campagna denigratoria a mezzo stampa da parte di AN (Pogliese, Bellavia, Messina). Ancora adesso non ci è dato sapere le motivazioni di tale procedimento ed è stato impedito agli avvocati di assistere al sopraluogo della struttura.

Centinaia di sostenitori sono stati caricati dalla polizia immediatamente e sono decine i contusi medicati dal 118 chiamata dagli stessi militanti.

Questo è uno sgombero politico che ha l’obiettivo di far tacere e cancellare un’esperienza sociale e politica che lotta da 17 anni e che ha ridato al quartiere popolare come l’Antico Corso uno spazio di aggregazione che per decenni era abbandonato. Doposcuola popolare, una palestra popolare, la ciclofficina etnea, il laboratorio di giocoleria e decine di altre attività di aggregazione sociale cancellati a colpi di manganelli.

A quanto pare lo sgombero è stato richiesto dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Catania nella persona di Gesualdo Campo lo stesso che nel 1999 avallò i lavori da parte della Facoltà di Giurisprudenza nell’area della Purità (nella parte esterna del Centro Popolare) ben sapendo che l’area conteneva reperti archeologici importantissimi per la storia della nostra città.

Solo una lunga lotta del Centro Popolare e del Comitato Antico Corso sono riusciti a bloccare questi lavori speculativi rilanciando proposte concrete per l’utilizzo dell’area: riapertura di via Bambino, la realizzazione di una bambinopoli nello spazio esterno del Centro Popolare espropriato da Giurisprudenza, la creazione di un Parco Archeologico per valorizzare i ritrovamenti. […]”

In serata si è svolto, come previsto, il concerto del cantautore Giacomo Sferlazzo, “testimonial della mobilitazione del popolo di Lampedusa a favore dei diritti dei migranti contro le stragi nel Mediterraneo.”  Concerto e, insieme, presidio, con tanti giovani ad ascoltare e a farsi ascoltare. Partecipazione e solidarietà.

Domani alle 16, dallo spazio antistante il Centro  (via Plebiscito 782), partirà un corteo.  Non lasciamoli soli.

Ecco un video che mostra alcune delle attività svolte nel Centro Experia:
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Ed una intervista in voce ad uno dei ragazzi del centro

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