La riforma degli ATO in discussione all’ARS, a nostro giudizio, rischia di cambiare poco o nulla rispetto al passato e probabilmente di peggiorare lo stato delle cose.

La riforma così come è stata congegnata conferisce le responsabilità ai Comuni, gli oneri economici agli utenti e la gestione ai nuovi ATO. Tali ATO in nome della gestione integrata dei rifiuti dovranno consegnare la completa gestione dei rifiuti del proprio ambito in mano a grosse ditte private che agiranno in assoluto monopolio.

In questo modo la responsabilità di come le ditte private gestiranno il ciclo integrato dei rifiuti ricadrebbe sui comuni.

Sarebbe opportuno, invece, instaurare tre livelli di competenze suddivisi tra Comuni, ATO e Regione.

I comuni dovrebbero avere l’onere del servizio di raccolta differenziata ed indifferenziata dei rifiuti e dello spazzamento in totale autonomia e sotto la propria responsabilità. I Centri Comunali di Raccolta dei rifiuti dovrebbero essere gestiti o dai comuni o in affidamento a ditte pubbliche o private, prevalentemente locali, in regime di libera concorrenza.

Gli ATO dovrebbero avere il compito di coordinare e supervisionare sulla realizzazione ed il funzionamento dei centri di selezione e di recupero delle materie prime (per la componente secca), dei centri di compostaggio/digestione-anaerobica (per la componente umida) e delle discariche. Ciascuno di essi dovrebbe essere gestito in maniera indipendente dagli altri da ditte pubbliche o private, prevalentemente locali, in regime di libera concorrenza.

La Regione dovrebbe individuare i siti delle discariche.

Frazionando la gestione dei rifiuti si renderebbe la vita più difficile ai comitati d’affari ed inoltre ciascun Ente locale sarebbe costretto ad assumersi le proprie responsabilità.

Nella nuova proposta di legge non appare chiaro come avverrà il passaggio dai vecchi ai nuovi ATO. Invece si evince che i Comuni saranno chiamati a pagare i debiti delle vecchie ATO, attraverso anticipazioni della Regione da restituire in 10 anni, in tal caso sarà molto probabile che i Comuni per pagare i debiti degli ATO o andranno in dissesto o non potranno garantire alcun minimo servizio.

Affinché la raccolta differenziata raggiunga le percentuali imposte per legge è necessario responsabilizzare ed incentivare economicamente i cittadini attraverso la commisurazione della tariffa di ciascun utente ai rifiuti differenziati ed indifferenziati conferiti.

Ancora per quanto riguarda le tariffe, la proposta di legge individua degli standard minimi e massimi fissati dal piano regionale a cui i Comuni dovranno attenersi senza poter tener conto delle loro diverse realtà.

E’ importante fare tesoro delle precedenti esperienze degli ATO che hanno causato dissesti economici e sperperi.

In ultimo reputiamo necessario un sistema di controllo della spesa degli ATO e della specificazione delle norme di premialità e/o penalizzazione rispetto agli obiettivi prefissati dal nuovo pianto regionale dei rifiuti.

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