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Chi vive a Catania non ha potuto fare a meno di notare, appeso in ogni dove, un manifesto dedicato ai festeggiamenti per l’anno di occupazione dell’ex circolo didattico XX settembre, oggi Centro Cervantes, da parte dei giovani della destra catanese.

In occasione di questo evento, che ha goduto di un ospite importante come lo scrittore Pietrangelo Buttafuoco, e della presenza delle autorità cittadine nella persona dell’assessore alla cultura e alle politiche giovanili Fabio Fatuzzo, il Secolo d’Italia ha pubblicato un articolo, a firma di Giovanni Bandini. Nell’articolo “Catania, il centro Cervantes si racconta e fa festa”, scritto in puro stile futurista, la nostra città viene descritta come un luogo in cuisi è fermi alla denuncia, al dito puntato, all’istinto dell’abbandono”.

È un’immagine poco lusinghiera, e soprattutto non corrispondente al vero. A smentirla ci sono varie associazioni, di ogni colore politico, che quasi ogni giorno propongono dibattiti, incontri, azioni sul territorio. In effetti, però, non si può dar torto a Bandini quando lascia intendere che i centri sociali a Catania scarseggiano. Fino a Ottobre, oltre al Cervantes, era attivo almeno l’Experia, poi sgomberato. Sarà certo dispiaciuto all’assessore e all’amministrazione tutta ricevere notizia dello sgombero, e di certo qualcuno a Palazzo degli Elefanti si starà adoperando, con gran fatica e difficoltà, a cercare una sede alternativa per l’Experia, dato che oggi si rende manifesto un loro apprezzabile interesse per i luoghi di aggregazione giovanile e per i centri sociali occupati.

La sede dell’Experia era in un quartiere ancora in gran parte popolare, ma che oggi sta cambiando fisionomia. Grazie alla presenza delle sedi dell’università le aree intorno all’Antico Corso stanno acquistando maggiore valore economico, diventando più appetibili agli occhi di eventuali investitori. La struttura che ospitava l’Experia è, inotre, una struttura antica, con un certo valore storico e architettonico, e che quindi ricade sotto la tutela della sovraintendenza.
Il Cervantes ha sede in una costruzione molto più recente, molto meno centrale, e quindi forse meno interessante sul piano economico. Tra l’altro rimane incerta la questione della sua agibilità, perché si tratta di una ex scuola elementare abbandonata dopo il terremoto del 2002. E’ un problema che dovrà essere affrontato e risolto soprattutto nel caso in cui l’amministrazione voglia regolarizzare la situazione.

Somiglianze tra i due centri possono essere individuate in relazione alle attività in essi praticate. Importanti sono i punti in comune: sia l’Experia che il Cervantes offrivano attività di studio, sportive e ludiche. Sorge spontaneo chiedersi perché le attività dell’uno siano state interrotte in modo repentino e brutale mentre per l’altro si parla di regolarizzazione. Pare infatti che l’assessore Fatuzzo si sia impegnato in prima persona a considerare la possibilità dell’assegnazione dello spazio.


Perché questa differenza di trattamento? Non ci piace pensare che l’amministrazione comunale abbia figli e figliastri. Non possiamo però fare a meno di constatare che le posizioni politiche dell’uno siano diametralmente opposte a quelle di chi attualmente governa la nostra città. Mentre le posizioni dell’altro, pur con gli eventuali distinguo, sono sicuramente più conformi a quelle degli amministratori, assessore Fatuzzo compreso. Sappiamo che a pensar male si fa peccato, come diceva Andreotti, ma anche che a volte ci si azzecca.

Bisogna dare atto ai giovani del Cervantes di avere manifestato pubblicamente, con un comunicato, la loro contrarietà allo sgombero dell’Experia. È impossibile valutare fino a che punto abbiano agito per correttezza, o spinti da un istinto di autoconservazione. Magari è stato solo un bel gesto, un atto di quella cavalleria di cui hanno il gusto. Dopo aver adottato Peppino Impastato, e riempito la città di scritte in suo onore, suggeriamo a questi giovani “cavalieri erranti” persi nella Mancha catanese, di scrivere sui muri anche “Onore ai caduti dell’Experia!”.redazione-argo

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5 Responses to “Centri sociali: figli e figliastri?”

  1. Subcomandante Marcos
    aprile 22nd, 2010 at 00:36

    non è vero che ci sono figli e figliastri, ci sono soltanto zii e nipotini…il famoso assessore alla “cultura” Fatuzzo, noto picchiatore fascista, è anche lo zietto di quel figlio di papà che gestisce la baracca denominata Cervantes…ora, visto che nella cultura dell’estrema destra, incostituzionale ergo illegale, ci sono gerarchie, se lui è il capetto e lo zio assessore alla cultura è facile capire di che tipo di copertura politica godono i fascisti del terzo millennio nella nostra bella città! Mi congedo augurando un bel 25 aprile di lotta e resistenza a tutte e tutti i cittadini catanesi!

  2. le posizioni di fatuzzo le potete leggere qui, la faccenda è più semplice di quanto sembri
    http://lnx.cataniapolitica.it/.....apolitica/

  3. ho seguito le vicende di questi due centri di aggregazione tramite il web e la stampa e da quanto ho potuto apprendere dai giornali (compresa un’intervista all’assessore Fatuzzo di Pinella Leocata – che di certo non è di destra- ) la differenza è che l’Experia non ha mai fatto richiesta di assegnazione e quando convocati al comune per discutere di una eventuale regolarizzazione, non si sono mai presentati. Il Cervantes ha fatto regolare richiesta di regolarizzazione. In ultimo (per curiosità ero presente quindi non riporto per sentito dire ma per aver visto) c’è stato un incontro promosso dal Comune, sabato 24 aprile, sulle comunità giovanili ed aperto a tutti (erano presenti molte associazioni dalla diocesi, agli scout, alla protezione civile a varie associazioni universitarie. Tuttavia il Cervantes era presente e l’experia no.
    Non si può parlare di figli e figliastri, nipoti e zii, zio paperone e paperino, banda bassotti e paperinik se quando si cerca il dialogo una parte manca all’appuntamento. Allora si fa solo demagogia e Catania non ha bisogno di demagoghi ma di persone che operano attivamente nel sociale.
    p.s: oltre agli ovvi distinguo tra i due gruppi uno di sinistra ed uno di destra e che mi pare che siano palesi a tutti, una differenza sta nel fatto (e l’intervento del subcomandante ne è la riprova)che quelli del Cervantes non parlano contro qualcuno (sono arrivati a prendere posizioni per i loro antitetici), contro qualcosa, contro questo e contro quello…. Qualcun’altro sì, passando il tempo ad insultare ed insinuare (ad una persona non schierata politicamente ne con gli uni ne con lgi altri questi atteggiamenti risultano semplicemente fastidiosi). Quando le argomentazioni sono poche, si cede il passo alla denigrazione. Purtroppo in questi ultimi anni la politica si è ridotta a questo, mera offesa e calunnia sull’altro. Al posto di parlare tanto e a vanvera, bisognerebbe portare avanti delle azioni sociali per la città.

  4. diciamo che se avevano voglia di dialogare magari potevano risparmiarsi l’esercito in formazione cattura di Provenzano: con una raffica di manganellate e una pioggia di avvisi di garanzia forse il tuo ipotetico interlocutore potrebbe indisporsi… E poi, di cosa dovremmo discutere con chi è indegno, inetto, incapace e in malafede nel governare questa città? Del cervantes, permettetemi non me ne frega nulla, è un club privato, che presto beccherà ancora più soldi per i motivi di cui sopra. Trovo fuori luogo il solo citarlo nel dibattito sulla necessità di aggregazione in città.

  5. Il tentativo FALLIMENTARE dei capetti del Cervantes di apparire politicamente corretti (vedi comunicato di solidarietà all’Experia la mattina del()lo sgombero ad es.) davanti alla massa di studenti che vorrebbero portare dalla loro parte è solo riprova di come il fascismo non tiri più e di come sono disposti a mascherare la loro vera identità alla luce del sole pur di attirare a se nuovi adepti… non a caso hanno smesso di firmarsi (come facevano quando militavano in Forza Nuova) con le svastiche sostituite ora con le baionette (simbolo meno conosciuto e assimilato al nazi-fascismo)…

    Bravi bravi, forse qualche 14enne lo convincete… ma solo fascisti siete.

    Da Impastato al Che e ai centri sociali…
    Poi andate alla messa per il Duce…

    COME CITTADINO CATANESE NON POSSO CHE PROVARE GRANDE RABBIA NEL VEDERE CHE MIGLIAIA DI € VANNO A DEI FASCISTI PER LE LORO ATTIVITÀ DI PROPAGANDA GRAZIE ALL’AIUTO DELLO ZIETTO ASSESSORE MENTRE LA CITTÀ CROLLA SU SE STESSA E SUI SUOI DEBITI!

    Chiudete radio, palestre e cavolate finanziate con i soldi pubblici e poi avrete un briciolo di dignità!

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