linea_77“Ci chiamiamo Linea 77 come l’autobus che prendevamo per andare in saletta a provare quando nessuno di noi aveva ancora la patente. Fortunatamente, come quell’autobus, crediamo di arrivare, ci fermiamo al capolinea per qualche minuto e poi riprendiamo la corsa.” Linea 77 via chat in Rock.it

Il gruppo è torinese, ma l’argomento di uno dei brani dell’ultimo album è molto vicino a noi,  al mare, a quel mare che i migranti attraversano e in cui molti hanno perso la vita. L’album è “Dieci”, perchè celebrano i dieci anni della loro carriera musicale. Il titolo del brano è A noi.

Così spiegano il senso della canzone Emi e Nitto, due membri della band, “È una canzone sulla libertà di vivere anche se si rivela come un inganno a cui natura e dio sono indifferenti e forse è giusto così. Quando, abbandonata la tua terra, il mare non te ne offrirà un’altra. Il brano è liberamente ispirato a “Bilal“, cronaca/romanzo/inchiesta sul fenomeno dell’immigrazione clandestina scritto da Fabrizio Gatti.” (Repubblica XL)

Con un nome falso, un tubetto di colla per nascondere le impronte digitali, un borsone nero, un paio di vecchie ciabatte e tre scatolette di sardine, Fabrizio Gatti si è trasformato in Bilal e ha potuto così raccontare “il dramma sconvolgente di chi si mette in marcia dal Sud del mondo per conquistare una vita migliore al di là del Mediterraneo. Ha attraversato il Sahara sugli stessi camion che trasportano clandestini. Ha incontrato affiliati di Al Qaeda e scafisti senza scrupoli. Ha superato indenne le frontiere. Si è infiltrato nelle organizzazioni criminali africane e nelle aziende europee che sfruttano la nuova tratta degli schiavi. Si è fatto arrestare come immigrato clandestino vivendo sulla propria pelle l’osceno trattamento riservato agli immigrati nei centri di permanenza temporanea. Ha scoperto i nomi, le alleanze e le complicità di alcuni governi che non fanno nulla contro il traffico di schiavi, anzi, ci guadagnano.” (rcs libri)

Questo accadeva nel 1995. Adesso con i respingimenti, abbiamo risolto il problema. Rimandiamo i migranti in Libia, a morire nel deserto o a subire trattamenti disumani in un paese che non ha accettato la convenzione di Ginevra. Così noi non vediamo quello che succede e ci sentiamo a posto… E pazienza se tra i respinti ci sono persone bisognose di protezione internazionale (nel 2008 il 75% di coloro che sono giunti in Italia via mare ha fatto richiesta di asilo, come dichiara l’Alto Commissariato ).

Leggi su Melting Pot Respingimenti in Libia – Oltre 500 e tutti illegali, a cura dell’ Avv. Alessandra Ballerini

Il testo della canzone

A noi

Evviva la vita amor mio
Per tutto quello che abbiamo passato
Amare il canto delle nostre favole
E il nostro dirci uomini.

A NOI
Lasciate l’immaginazione
A NOI
l’ assedio che divora il cuore
A NOI
Infondo eri tu che lo volevi
A NOI
Sangue d’ amore e colpa
A NOI, A NOI, A NOI
Tutta la vita a noi

Sei crudele ottimismo
Sei vana autocommiserazione
Non serve pietà
Vai a fottere

A NOI, A NOI, A NOI
Tutta la vita a noi

Fu solo
La luna che
Ci salutò
In mezzo al mare

A NOI
Affogo il capitano e la sua nave
A NOI
Il ghigno dell’eternità
A NOI
Forse neanche dio ti ci vedeva
A NOI
Sangue d’amore e colpa

Sei crudele ottimismo
Sei vana autocommiserazione
Non serve pietà
Vai a fottere

A NOI, A NOI, A NOI
Tutta la vita a noi

Fu solo
La luna che
Ci salutò
In mezzo al mare
Baciando
Le nostre lacrime
Ci guardò andare al fondo

E quando la notte scese
Soltanto la luna illuminò il cammino
Battendo i nostri cuori affamati
Come tasti di un pianoforte

Ma tutto porta a se
In fondo a se il mare
Che sordo ci ubriaca e non ci fa più vivere
Ma tutto porta a se
In fondo a se il mare
Che sordo ci ubriaca e non ci fa più vivere

Fu solo
La luna che
Ci salutò
In mezzo al mare
Baciando
Le nostre lacrime
Ci guardò andare al fondo.

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