Acropoli_Selinunte

Prima di Natale il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di decreto legislativo per regolare il passaggio di una parte del patrimonio Statale agli Enti Locali, ritenendo che gli enti territoriali siano in grado di gestire meglio tali beni e iniziando, con questo provvedimento, il cammino verso quel decentramento su cui si dibatte da anni.

Concretamente, lo Stato individuerà i beni da dismettere e li indicherà “per specifiche categorie: tutti i beni attualmente inclusi nel demanio marittimo (le spiagge e i porti di interesse regionale) e nel demanio idrico (i fiumi, i laghi), tutti gli aeroporti di interesse regionale, tutte le miniere, tutte le aree e i fabbricati statali”, successivamente, all’interno di questa lista, gli enti territoriali individueranno ciò che vogliono acquisire. Se questa è l’anticamera del federalismo, cominciamo bene.

Infatti, in base a quali evidenze gli enti locali gestiranno meglio dello Stato questo patrimonio? Che fine faranno i beni, si presume meno interessanti, ovviamente rispetto alle possibili ricadute economiche, che gli enti territoriali non richiederanno? Visto che anche soggetti privati potranno partecipare alla gestione, cosa eviterà il rischio di una svendita del patrimonio pubblico? E, soprattutto, cosa impedirà, domani, ad un ente locale di alienare un immobile e, attraverso una variante, far sì che laddove, ad esempio, c’era una caserma inutilizzata possa sorgere una “ben più interessante” area residenziale? Domande tanto più importanti visto che parliamo di beni valutati, secondo stime dell’Istituto di ricerche “Scenari immobiliari” oltre 200 miliardi di euro.

Il patrimonio siciliano rappresenta circa il 4% di quello nazionale (in testa troviamo, ovviamente, il Lazio, seguito da Veneto e Lombardia). Sono parte di questo patrimonio: la Valle dei Templi di Agrigento, i teatri Greco e Romano di Taormina, i resti archeologici di Naxos, l’Orecchio di Dioniso di Siracusa l’Acropoli di Selinunte, la necropoli paleolitica di Pantalica e il Palazzo dei Normanni.

Per approfondire leggi:  Federalismo demaniale a la carte di Alberto Zanardi 02.02.2010 www.lavoce.info
Col federalismo lidi, palazzi storici e foreste. Un patrimonio di 3,2 miliardi cerca padroni di Dario Cirrincione, A Sud’Europa, 17 maggio 2005

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