Fermiamo il razzismo

Dopo i terribili giorni di Rosarno, il 2010 sta dimostrando le disumane conseguenze del “pacchetto sicurezza” e della legge Bossi-Fini sulle condizioni di vita e di lavoro di milioni di migranti nel nostro paese.

Oggi migliaia di migranti rischiano ogni giorno di perdere il permesso di soggiorno a causa della crisi e della perdita del lavoro. Per altri è impossibile essere assunti perché le questure impiegano tempi lunghissimi per rinnovare il permesso, lasciando i migranti con in mano una ricevuta che non vale niente. E’ quasi impossibil e per chi è irregolare regolarizzarsi, se non aspettando la farsa del solito decreto flussi.

Intanto per migliaia di migranti la sanatoria si è già trasformata in una truffa: dopo aver pagato 500 euro allo Stato (e spesso molti di più a presunti datori di lavoro) per presentare la domanda, i datori di lavoro rifiutano l’assunzione ; diverse questure stanno scartando le domande presentate da chi ha subito un’espulsione posticipando pregiudizialmente gli esami di migranti provenienti da intere aree geografiche a “rischio”, secondo i nostri solerti tutori dell’ordine.

Così, la sanatoria diventa una schedatura di massa.

A Catania alla Fiera dallo scorso gennaio, la situazione degli ambulanti, soprattutto senegalesi, è sempre più peggiorata e si sta estendendo in tutta la città anche agli altri ambulanti. I controlli si moltiplicano e nei sequestri a volte si usano metodi violenti.

In una città dove l’abusivismo regna sovrano, dove le cosche mafiose controllano interi territori e settori centrali dell’economia e non solo, i rappresentanti delle istituzioni hanno scelto di risolvere la vertenza degli ambulanti senegalesi per via militare. La divisione e la ontrapposizione fra occupati e precari, fra catanesi e migranti, fra regolari ed irregolari non può che rafforzare il potere di chi ci sfrutta. Perché non si persegue chi produce la merce con i marchi contraffatti? Ha pensato, qualche fautore della criminalizzazione degli irregolari, che così li si spinge verso la ricca ed indisturbata criminalità locale (che forse ha anche interesse nel business della contraffazione dei marchi e che ricicla i suoi profitti in tante attività commerciali formalmente “regolari”)?

Facciamo appello a vigilare ed accendere i riflettori su queste ingiustizie, visto che oramai , nell’Italia delle leggi ad personam, anziché combattere la povertà ci si riduce a far la guerra ai poveri, criminalizzando le vittime e lasciando impuniti i carnefici. Chi ci governa, mentre taglia sempre più le spese sociali, aumenta solo quelle militari e sta dilapidando ingenti risorse pubbliche per militarizzare non solo i confini, ma l’intera società (vedi i violenti sgomberi dei centri occupati Experia a Catania e Laboratorio Zeta a Palermo, luoghi aperti alla socialità ed anche all’accoglienza dei migranti).

Dopo le riuscite feste in piazza Carlo Alberto e le manifestazioni nei mesi scorsi per denunciare gli abusi nei confronti degli ambulanti facciamo appello alle comunità migranti ed all’associazionismo antirazzista per costruire una forte risposta all’emergenza prodotta dalla crisi economica e dalla nuove leggi razziali.

Per costruire una mobilitazione che abbia al centro la questione della sanatoria truffa e della regolarizzazione; per la cancellazione del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro (“contratto di soggiorno”) , per l’estensione della regolarizzazione ad altre forme di lavoro dipendente ed autonomo, per la fine dei respingimenti e la chiusura dei CIE .

La storia siciliana ce l’ha insegnato: emigrare non è reato !

Nell’ambito delle iniziative che si stanno moltiplicando per la giornata internazionale del rifugiato e delle manifestazioni contro i respingimenti nella costa adriatica ( nei porti di Venezia, Ancona, Bari, Igoumeninitsa e Patrasso), indiciamo:

Martedì 22 giugno dalle ore 19 c/o Gapa via Cordai 47

Proiezione video “Welcome indietro non si torna”

e “Terra mia, terra di tutti” segue assemblea

Stiamo organizzando “Mediterraneo Antirazzista”, primo torneo di calcio a 5, per info-iscrizioni:

3293679857 o c/o Arci, piazza Carlo Alberto 47

promotori: Rete antirazzista catanese, Arci-Melquiades , Cpo Experia, Cobas, Gapa, Pdci

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