Chi è cresciuto negli anni ’80 o ’90 ha di sicuro visto decine di volte in televisione immagini del ballo di fine anno delle scuole americane. Era quasi inevitabile che in ogni telefilm ci fosse una puntata dedicata alla festa del liceo. Di solito, il ragazzo forte e vincente si accorgeva appena prima del ballo che la ragazza bruttina e studiosa nascondeva dietro gli occhiali un animo e un fisico da pin up. Forse è a causa dell’ammirazione per il mondo smagliante del piccolo schermo che l’Università di Catania, con il CASR -comitato attività sportive e ricreative-, il CUS  -centro universitario sportivo- e i rappresentanti degli studenti ha organizzato il “Gran Ballo di fine anno dell’Università di Catania”, che si è tenuto alla Cittadella universitaria la sera del 25 giugno scorso. Un evento che si presentava in grande stile, realizzato con fondi dell’università, in cui l’obbligo di sfoggiare i capi più eleganti del proprio guardaroba era fatto rispettare dalla selezione all’ingresso, e ha scatenato una serie infinita di polemiche.

A molti, e non solo ai “soliti comunisti”, è sembrato poco opportuno organizzare una festa di fine anno in un periodo buio per l’ateneo, a pochi giorni dall’annuncio del definitivo e disastroso aumento delle tasse per il prossimo anno accademico. Che sia una manovra distraente? Che serva a far credere che l’aumento sia giustificato da un rinnovato interesse nei confronti del benessere degli studenti? Si sa, senza ludi circensi è difficile governare, siano essi “arrusti e mancia” popolareschi o feste wannabe borghesi.

Diversa sorte ha avuto la “A Red Noisy Night”, festa organizzata ormai da anni dal collettivo Tiromancino, gruppo di studenti di ingegneria. La festa, aperta a tutti e organizzata senza oneri per l’università, a parte la concessione degli spazi di un parcheggio alla cittadella, è stata annullata poche ore prima dell’orario per cui era prevista, a causa di un complesso e misterioso intrecciarsi di questioni burocratiche. Chi volesse approfondire può leggere il comunicato del collettivo.

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3 Responses to “Dannata festa dell’università!”

  1. Francesco Marchese
    luglio 14th, 2010 at 00:11

    un evento simile si è tenuto anche in alcuni licei catanesi come il Boggio Lera ed il Principe Umberto. http://www.facebook.com/event......9253406803 in questo link c’è la descrizione della serata del boggio lera, quella degli altri licei non l’ho trovata.
    Comunque ad inizio dell’anno scorso il “ballo di fine anno” è stato strumentalizzato da tutte le liste del Boggio Lera per farsi eleggere!

  2. Carmelo Indelicato
    luglio 21st, 2010 at 02:00

    Ciao,

    sono iscritto alla mailing-list del vostro sito e spesso sono attratto dalle notizie riportate in un modo “originale” (che difficilmente ritroverei per forme e contenuti in altri mezzi di comunicazione).
    Ironizzo parlando di originalità perché sempre meno in Italia si fa’ un certo tipo di informazione, sia a livello nazionale che locale.
    Sempre meno si vede un tipo di informazione “pura” e “indipendente”.

    Mi spiace però notare che questo risultato non sempre viene raggiunto.
    Sicuramente non in questo articolo.
    Mi spiace pensare che anche in altri articoli le notizie non siano state riportate in modo “trasparente”, per come sono nella realtà.

    Nel caso specifico si parla di selezione all’ingresso, di iniziative mosse dal sogno di imitare qualche serie televisiva, di fondi spesi in un periodo buio dell’università’, di complessi e misteriosi meccanismi burocratici.

    Mi spiace non venga evidenziato che questa festa e’ stata organizzata con gli stessi soldi che oggi un qualunque studente spende per festeggiare la sua laurea.
    Che e’ stata spesa una cifra sicuramente inferiore alle tasse di un singolo studente.
    Mi spiace non vengano menzionate le persone che hanno “perso” diversi giorni della loro vita da studenti per poter aggirare, risolvere o evitare misteriosi e complessi meccanismi burocratici.
    Mi spiace non si parli di tutte le persone che hanno avuto libero accesso alla festa vestite come meglio credevano.
    Che non si parli delle persone che per protesta sono anche riuscite a salire sul palco (Forse il regime militare di selezione all’ingresso non ha funzionato adeguatamente).

    Sono stato in passato rappresentante degli studenti al Casr, Comitato Attività Ricreative e Sportive, e sono a conoscenza dei fondi e degli strumenti di cui ha goduto in passato.
    Ritengo che si possa criticare il gusto della festa o l’idea.
    Non credo sia corretto criticare l’UNICA ATTIVITA’ RICREATIVA che questo comitato ha potuto organizzare negli ultimi due anni (giusto per sottolineare che il periodo buio esiste).

    Conosco, direttamente e non, sia le persone che hanno organizzato l’evento che quelle che hanno protestato e, sinceramente, mi spiace per le altre feste che non sono state realizzate.
    Spero che i “soliti comunisti” (come vengono definiti nell’articolo) accettino il consiglio di non perdersi troppo dietro alle parole e alle proteste.
    I problemi (burocrazie) esistono spesso perché la loro mancanza in passato ha creato dei problemi (incidenti). La loro presenza oggi e’ quasi forzata.

    Si può quindi decidere se continuare a fare polemica considerandosi vittime del sistema o magari cercare di affrontare il problema, capire dove si e’ sbagliato o dove si e’ stati superficiali.
    Si può decidere di “perdere” del tempo per arrivare in futuro al risultato concreto.

    Sono convinto, infine, che le stesse persone che sono riuscite in questa occasione a concretizzare, siano disposte a condividere la loro esperienza e i loro strumenti.
    Sono convinto che l’importante non sia lamentarsi o protestare, ma riuscire, concretizzare.

    Grazie

  3. Caro Carmelo,

    Tutti i difensori dell’evento reiterano che non è stato speso “molto”, ma le cifre esatte non sono ancora state rese pubbliche, per quel che ci risulta: sarebbe certamente utile avere informazioni puntuali e dettagliate sul budget speso dal CASR per questo evento.

    Da quello che si è visto, sembra comunque difficile credere che possa essere costata meno dei circa €500 di tasse pagate da uno studente che per reddito e/o per merito rientri nelle prime fasce di contribuzione. Che la spesa sia poi stata inferiore al costo di una festa di laurea non solo è tutto da vedere (festa di laurea di chi?), ma anche decisamente irrilevante (e peraltro, volendo essere cinicamente venali, alla festa di laurea si ricevono anche tanti bei regalini che compensano per la spese fatte per i festeggiamenti).

    Sulla libertà o meno dell’accesso non c’è molto da dire: non solo il volantino stesso menzionava esplicitamente “ingresso in coppia elegante” (e i single e chi non aveva abiti eleganti?), ma non mancano le testimonianze di chi all’ingresso ha effettivamente avuto difficoltà (inclusi i “disturbatori” da te menzionati, ma non solo loro), quando non è stato addirittura respinto. Sorge il dubbio che quella che avrebbe dovuto essere una festa per _tutti_ gli studenti si sia concretizzata in forma più elitaria del necessario: ed essendo, come tu ricordi, l’unica attività ricreativa organizzata dal CASR negli ultimi due anni, sarebbe forse stato opportuno prestare un po’ più d’attenzione a questo aspetto.

    E per concludere tornando a parlare di soldi (e non solo), continua a non essere chiaro il motivo per cui subito prima sia stata invece annullata la Red Noisy Night : viene difficile pensare che possa essere stato per soldi (visto che il suo costo per l’Università, essendo nullo tranne che per la disponibilità degli spazi, era sicuramente inferiore a quello del Gran Ballo), e non è certo l’esperienza che manca a chi ha organizzato un simile evento 14 volte, di cui 13 con successo. Se lamentarsi è inutile, non lo è certo cercare di capire, come tu stesso fai presente.

    Ben venga la disponibilità degli organizzatori del Gran Ballo a condividere la loro esperienza ed i loro strumenti. Sperando che sia accompagnata dalla modestia di riconoscere che qualcosa sarebbe dovuta andare diversamente, quanto meno dal punto di vista della comunicazione.

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