L’efficacia di un gruppo organizzato che si propone di venire incontro ai bisogni degli immigrati si misura dalla sua capacità di adattare le strategie di intervento al mutare della situazione.

E’ proprio il caso del Centro Astalli di Catania che innanzitutto ha cambiato la sua collocazione nel territorio, aprendo la nuova sede in via Tezzano, una traversa di via Crispi mediana fra la via di Sangiuliano e la zona della stazione ferroviaria e degli autobus.

Si tratta infatti di quartieri strategici per l’arrivo o la ricerca di alcuni servizi essenziali per moltissimi immigrati, soprattutto quelli non ancora stabilizzati o solo in transito.

Sebbene molti dei servizi offerti dal Centro siano ormai da tempo sempre gli stessi, è cambiata la provenienza dei migranti che ne usufruisce. In passato si trattava soprattutto di maghrebini, provenienti soprattutto dalla Tunisia e  dal Marocco. Nell’ultimo periodo i migranti che richiedono aiuto provengono per lo più dall’Africa subsahariana, dal Corno d’Africa e dall’Afghanistan.

Il Centro mette a loro disposizione un ambulatorio medico, un doposcuola, una scuola d’italiano, uno sportello legale e uno sportello del lavoro. Molto richiesto e apprezzato il servizio docce, una quarantina al giorno. Da alcuni anni un gruppo di volontari sostiene i migranti che sono in carcere, luogo in cui essi sperimentano ancora di più la solitudine e l’abbandono.

Il centro ha sospeso alcuni servizi offerti in passato, come la distribuzione vestiti e la distribuzione dei viveri del banco alimentare. Dettata da necessità pratiche, questa scelta è diventata un modo per integrare il proprio intervento con quello di altre organizzazioni, che magari hanno strutture più idonee e competenze più specifiche.

I volontari del Centro cercano sempre di dare risposta alle esigenze che emergono. Di recente hanno organizzato un laboratorio artistico per bambini in modo da consentire alle loro mamme, adesso che è finita la scuola, di lasciarli tranquillamente per poter andare a lavorare.

La scuola d’italiano è un servizio molto frequentato: si registra la presenza costante di una quarantina di adulti. Nel periodo scolastico funziona un doposcuola, frequentato da bambini srilankesi o mauriziani. Pochi gli africani, soprattutto senegalesi.

Particolarmente importante è lo sportello lavoro, che cerca di incrociare le domande di lavoro dei migranti con le richieste di lavoro locale.

Ad ottobre dovrebbe riaprire la casa di Via del pino, il bene sequestrato alla mafia che era stato dato in gestione al Centro. Al momento il Comune (proprietario dell’immobile) sta facendo la gara per la sua messa a norma.

A livello nazionale il Centro Astalli lavora soprattutto con i Rifugiati, difendendone i diritti e aiutandoli ad ottenere il riconoscimento della qualifica di rifugiato o di avente diritto alla protezione internazionale. Ecco perchè il servizio legale offerto dal Centro ha un’importanza fondamentale. Molto ampia la tipologia di pratiche che vengono seguite dai volontari, dalle richieste d’asilo ai ricorsi contro il diniego alla concessione dello status di rifugiato, dalle richieste di protezione internazionale (quando non ci sono gli estremi per la richiesta di asilo politico ma c’è pericolo per l’incolumità) ai ricorsi contro le espulsioni.

Viene offerto un supporto legale ai carcerati e vengono trattate cause di lavoro o relative a lesioni e maltrattamenti. Un capitolo importante è quello relativo alle donne, molte delle quali sono vittime di tratta o soggette a violenze di vario tipo.

L’aiuto fornito riguarda comunque persone fragili e provate, bisognose di accoglienza e di calore umano.

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One Response to “Come cambia il Centro Astalli”

  1. Letizia Di Mauro
    luglio 29th, 2010 at 20:37

    Salve come va
    sono Letizia,la volontaria che quest inverno
    svolgeva attività d’arte per bambini
    al centro, il giovedì pomeriggio,
    a presto
    un abbraccio grande
    Letizia

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