Dal comitato dei candidati dimenticati riceviamo e pubblichiamo, come ulteriore contributo al dibattito su una questione che sembra ingarbugliarsi in modo irreversibile, una replica alle proposte di emendamento al Lodo Siragusa pubblicato su Aetnanet il 26/7/2010.

Gli emendamenti alla Proposta di legge n.3286 chiesti dal comitato ricorrenti e partecipanti al concorso DS in Sicilia, tendenti all’eliminazione della ricorrezione degli elaborati, sono “poco onorevoli” per tutti, perché mirano ad una allegra spartizione dei posti a Dirigente scolastico, in barba ai principi di costituzionalità e di uguaglianza finora sbandierati.

Se consideriamo che molti di quegli elaborati, sia quelli dei candidati vincitori del concorso, sia quelli dei candidati bocciati, contenevano ( così come rivelato nella nota trasmissione Mimandaraitre), gravi errori o non presentavano alcun contenuto, perché probabilmente qualche elaborato è stato consegnato in bianco o con argomentazioni ridicole ed inconsistenti; se si aggiunge la presenza di candidati che, pur avendo superato lo scritto sono stati bocciati all’orale e che adesso verranno comunque “sanati”, se si aggiungono i candidati che si erano presentati al concorso con riserva perché privi di laurea specialistica o di un numero insufficiente di anni di ruolo e di titoli, così come richiesti dal bando originario; se aggiungiamo il fatto che questa spudorata sanatoria è appoggiata anche da “paladini” della legalità e della giustizia come l’Italia dei Valori o da un sindacato, come la CGIL, che tradizionalmente si è sempre dichiarata a difesa dei lavoratori e dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, e tutto questo soltanto per difendere gli interessi particolari di un gruppo di persone, allora ne esce un quadro dell’Italia così terrificante da farci rabbrividire ed esecrare il destino che ci ha fatto nascere e lavorare nel nostro Paese.

Vogliamo ricordare qui quello che abbiamo scritto già diversi mesi fa: quando nel 2004 fu bandito il concorso alla Dirigenza scolastica, esso prevedeva una preselezione sulla base della valutazione dei titoli da cui molti candidati risultarono esclusi perché non possedevano un punteggio sufficiente. Alcuni accettarono i termini del bando e per correttezza evitarono di presentarsi “inutilmente” agli esami. Altri, più temerari, nonostante l’esclusione negli ultimi mesi prima degli scritti, pensarono bene di fare ricorso al TAR e, spalleggiati dai sindacati che fino a pochissimo tempo prima avevano cercato di scoraggiare le proteste contro le ingiustizie del bando, si presentarono agli esami a cui vennero ammessi con riserva. Bisogna precisare che tra gli ammessi con riserva c’erano anche quelli il cui numero di anni di servizio di ruolo era insufficiente, docenti con semplice Diploma triennale, ecc., ecc. Alcuni di questi riservisti hanno superato il concorso e, nonostante la riserva ancora pendente, sono stati assegnati regolarmente, quali vincitori, alle rispettive sedi scolastiche di competenza.

Il 9 ottobre 2009 il concorso viene annullato, per una serie di scorrettezze che tutti ormai conosciamo e subito dopo nuovamente bandito. Ma qui sta il garbuglio. Chi verrà convocato ai nuovi esami che si terranno il 14 e il 15 ottobre 2010? Solo i concorrenti che nel concorso precedente si erano presentati agli scritti, compresi i riservisti. E quelli che avevano fatto la domanda, ma avevano evitato di presentarsi con riserva perchè rispettosi del bando, è giusto che vengano esclusi soltanto per non essere stati abbastanza astuti? Ma quando i concorsi pubblici vengono annullati, di solito essi vengono ripetuti ex novo riconvocando tutti coloro che a suo tempo avevano presentato la domanda e non soltanto quelli che hanno effettivamente sostenuto gli esami, per di più con riserva . Così facendo si trasforma un concorso pubblico in un concorso riservato. .

Le istanze sopra esposte sono condivise da numerosi docenti che intendono portare avanti la propria protesta: essi chiedeno il rispetto della sentenza del CGA che ha annullato il concorso e il diritto di poter partecipare alla ripetizione degli esami scritti il 14 e 15 ottobre c.a., pronti ad intraprendere, se ciò non fosse possibile, delle azioni legali che blocchino la sanatoria e rallentino lo svolgimento delle procedure concorsuali.

Il Comitato dei candidati al concorso DS 2004 rispettosi della legge e, proprio per questo, dimenticati da tutti: professori Arcidiacono Salvatore, Bellia Patrizia, Bonanno Mario, Ciancio Filippo, Coco Carmelo, Grasso Maria Antonia, Castorina Giuseppe, Fatuzzo Salvatore, Foti Carmelina, La Fauci Laura, Oddo Calogera, Vilma Piazza, Pappalardo Vincenzo, Raneri Tiziana, Savarino Maria Pia, Spiraglia Sebastiano,Spoto Giuseppe, Vitale Claudia,Tomasello Giuseppe.

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3 Responses to “Concorso presidi: una storia infinita?”

  1. Sono d’accordo con voi su quanto scritto e pronto ad associarmi a voi nel proseguo della protesta al fine di poter partecipare alla ripetizione degli esami scritti nei giorni 14 e 15 ottobre 2010. Se ciò non fosse possibile mi trivate al vostro fianco per intraprendere le azioni legali.

  2. gli emendamenti che sono stati presentati non sono stati chiesti dal Comitato Ricorrenti, smentisco categoricamente questa notizia falsa.
    I colleghi devono essere stati indotti in errore dal fatto che in apparenza alcuni di questi emendamenti riguardavano ricorsi “pendenti” (diremmo oggi: quali sarebbero?).

    Nella speranza che i colleghi non cadano più vittime delle trame ordite al fine di disunire la platea concorsuale, vi saluto cordialmente,
    Valeria Mendola

  3. Premesso che gli oltre quattrocento dirigenti scolastici, di cui in oggetto, sono stati nominati tali in forza della legge del 27/12/2006 n. 296, art. 1, c. 619, la LEGGE 3 dicembre 2010, n. 202, intende porre rimedio ad una situazione alquanto particolare, creatasi a seguito delle sentenze n. 477 e n. 478 del Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) della regione Sicilia, che hanno annullato il concorso ordinario a dirigente scolastico, bandito il 22 novembre 2004, a seguito del ricorso presentato da due insegnanti escluse e successivamente bocciate per altre due volte da commissioni differenti. Il Cga ha ritenuto imperfetta la composizione delle due sottocommissioni, poiché avendo lavorato contemporaneamente la presenza del presidente non era stata costante.
    Invece, nel resto d’Italia, la giurisprudenza del Consiglio di Stato ha chiarito che la presenza del presidente nelle eventuali sottocommissioni costituite per la valutazione delle prove di concorso non deve consistere in una presenza fisica continuativa, poiché questa impedirebbe alle sottocommissioni di lavorare simultaneamente e ne vanificherebbe quindi la funzione, ma piuttosto in una supervisione e in un coordinamento (sentenze del CdS: n. 7964 del 15 dicembre 2009; n. 1920 del 10 aprile 2003).
    L’accaduto fa emergere una contraddizione del sistema giurisdizionale italiano per effetto della quale i cittadini italiani, a seconda che risiedano in Sicilia o nel resto d’Italia, godono oppure non godono di determinati diritti.
    Non è possibile, in ogni caso, che in Italia una procedura concorsuale a carattere nazionale, espletata in tutte le regioni nello stesso modo, possa essere annullata solo in Sicilia e non nelle altre.
    Si sottolinea che la magistratura penale ha avviato un’inchiesta a riguardo, successivamente archiviata in quanto non è stata rilevata alcuna irregolarità, né tanto meno reato.
    Il fatto poi che agli oltre quattrocento dirigenti scolastici in questione, il Consiglio di giustizia amministrativa abbia sino ad oggi precluso la possibilità di intervenire nel procedimento che ha visto travolgere le loro posizione professionale e sociale, poiché non li ha considerati «controinteressati», solleva il dubbio della violazione della previsione costituzionale che riconosce il diritto di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi (articolo 24 della Costituzione).
    Sentitamente

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