Può una unità operativa sanitaria essere valutata solo per le sue capacità “produttive”? No. Eppure la Uoc di Medicina Tropicale dell’Azienda “Policlinico-V. Emanuele” rischia di essere chiusa perchè considerata non produttiva. E potrebbe non essere sufficiente a salvarla il fatto che sia  considerata un “fiore all’occhiello dei programmi di integrazione fra ospedale e territorio” o il fatto che esista da venti anni una convenzione tra l’Ateneo e la Caritas diocesana.

Se queste sono le conseguenze della trasformazione degli enti ospedalieri in aziende, abbiamo la prova che il nostro futuro sanitario è a rischio. Ci cureranno solo se non perdono soldi….

Questo non vuol dire che non si debbano gestire le strutture sanitarie in modo oculato, evitando spese inutili o arricchimenti illeciti di privati a danno del pubblico. Ma trasformare la salute in una merce su cui fare profitto, questo no. Non ci stiamo.

Ecco perchè pubblichiamo l’appello dei proff. Bruno Cacopardo, Luciano Nigro e Maria Teresa Mughini, affinchè la collettività tutta, e in particolare le associazioni che si occupano della difesa degli emarginati, degli immigrati, della cooperazione internazionale facciano sentire la propria voce presso le autorità competenti, in modo che sia evitato questo impoverimento della nostra realtà sanitaria, sociale e civile.

“In molti Atenei italiani sono consolidate, ormai da anni, esperienze qualificanti di cooperazione decentrata che sono supportate da importanti competenze professionali ed arricchite da contatti con gli Organismi non Governativi Territoriali e con le Agenzie Internazionali di Cooperazione allo Sviluppo.

In questi Atenei le Unità di Medicina Tropicale vantano ricche esperienze di realizzazione di progetti nei Paesi in via di sviluppo, svolti in autonomia o in collaborazione con le Autorità sanitarie locali e con le Agenzie italiane ed internazionali. A tali attività di Cooperazione, si affiancano numerose iniziative didattiche inserite in contesti nazionali ed internazionali.

Inoltre, le Unità di Medicina Tropicale assolvono il compito di fornire assistenza sanitaria agli immigrati ed alle fasce deboli della popolazione garantendo integrazione socio-sanitaria ed accesso alle strutture diagnostiche e terapeutiche. Tutto ciò in accordo con gli auspici della Organizzazione Mondiale della Sanità, dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite..

In epoca di globalizzazione, inoltre, le Aziende Sanitarie non possono delegare ad altri il confronto con le nuove problematiche e debbono necessariamente interfacciarsi con i processi multi- ed interculturali che, inevitabilmente, mettono alla prova ed esaltano il livello di civiltà e di umanità della professione medica.

Infine vogliamo ricordare che nel 1990, anno di istituzione della U.O.C. di Medicina Tropicale, è stata siglata una convenzione tra l’Ateneo di Catania, rappresentato dal Magnifico Rettore prof. Rodolico, e la Caritas diocesana di Catania, con delibera del consiglio di Amministrazione del 28-2-1990, dove l’Università e per suo tramite l’Unità di Medicina Tropicale si fa carico dell’assistenza medica degli immigrati; la convezione a meno di disdetta si intende tacitamente rinnovata di anno in anno. Dal 1990 l’UOC di Medicina Tropicale garantisce, fra l’altro, l’assistenza di medicina generale e di malattie infettive e tropicale agli immigrati.

Sulla base di queste premesse i docenti del settore MED 17 si permettono di segnalare alle SS. LL. la necessità e l’importanza di mantenere attiva, dotata di sufficienti risorse, la Unità Operativa Complessa di Medicina Tropicale, dell’Azienda Ospedaliera “V. Emanuele Policlinico di Catania”, la cui sopravvivenza appare al momento minacciata da programmi di chiusura.

L’UOC di Medicina tropicale si propone, oggi, come modello, unico e difficilmente riproducibile, di efficace integrazione socio-sanitaria territoriale e come moderna risorsa assistenziale, scientifica e didattica.

L’UOC di Medicina Tropicale, se dotata di sufficienti risorse, è in grado di svolgere e fornire fra l’altro:

  • degenza altamente specializzata per patologie tropicali, includendo la tubercolosi e le infezioni a trasmissione sessuale per soggetti migranti e viaggiatori;
  • ambulatorio per gli stranieri per le prestazioni sanitarie di base e specialistiche di primo livello;
  • servizio di parassitologia la diagnosi microscopica delle malattie tropicali e parassitarie e gli ambulatori.;
  • ambulatorio per la prevenzione diagnosi e cura della tubercolosi;
  • ambulatorio per i viaggiatori per la consulenza preparatoria al viaggio (turismo, lavoro, volontariato)
  • consulenza diagnosi e cura al rientro dal viaggio; ambulatorio per il viaggiatore internazionale per le esigenze sanitarie che possono presentarsi al turista nel corso del soggiorno;
  • ambulatorio per la prevenzione, diagnosi e cura delle malattie a trasmissione sessuale rivolta a tutti i cittadini, italiani e immigrati;
  • compiti di informazione per la profilassi delle patologie del viaggiatore e di prevenzione, diagnosi e cura per le persone migranti promuovendo programmi di collaborazione con le agenzie pubbliche e del terzo settore (ONG, Associazioni di volontariato) del territorio
  • proseguire il progetto di collaborazione siglato tra l’Ateneo e l’ospedale Luisa Guidotti in Zimbabwe.

Per quanto riguarda le necessità didattiche potranno essere organizzati in linea con quanto articolato ed effettuato nei più prestigiosi atenei europei:

  • Corso di perfezionamento in “Gestione delle Problematiche HIV/AIDS nei Paesi a risorse limitate”.
  • Corso di perfezionamento in “Aspetti clinici, diagnostici e terapeutici della tubercolosi
  • Diploma di tecniche diagnostiche di parassitologia rivolto a Tecnici, Biologi e Medici di laboratorio.
  • Diploma sulle tematiche legate alla medicina tropicale rivolto a mediatori culturali ed assistenti sociali.
  • Formazione e aggiornamento professionale degli operatori destinati ad operare nei Paesi in Via di Sviluppo
  • ADE di Medicina Tropicale
  • Organizzazione di convegni scientifici
  • Stage formativi in Africa per gli Specializzandi e per gli studenti

Per quanto attiene la ricerca scientifica la sopravvivenza della UOC di Medicina Tropicale consente di implementare la partecipazione a trials nazionali ed internazionali di sperimentazione clinica nella terapia delle malattie tropicali ed a studi immunologici, epidemiologici e patogenetici.

Infine non si può fare a meno di osservare la singolare dicotomia tra la ventilata volontà di sopprimere la UOC di Medicina Tropicale da parte dell’azienda e l’enfatica presentazione della stessa (Art 12 comma 4 dell’Atto Aziendale) come fiore all’occhiello dei programmi di integrazione fra ospedale e territorio.

In conclusione gli scriventi chiedono a tutte le Associazioni di farsi portavoce presso il Magnifico Rettore, l’Assessore Regionale alla Sanità e il Direttore Generale e il Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera “V. Emanuele-Policlinico” di Catania affinché rivedano le loro posizioni e mantengano attiva l’UOC di Medicina Tropicale a beneficio non solo di un’ampia fascia di persone altrimenti negletta ma della comunità tutta.

Si porgono distinti saluti

Prof. Bruno Cacopardo

Prof. Luciano Nigro

Prof. Maria Teresa Mughini

Docenti Settore MED 17 – Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’ Università di Catania

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One Response to “Non chiudete l’Unità di medicina tropicale!”

  1. l’Associazione Centro Astalli del Servizio dei Gesuiti per i rifugiati coglie immediatamente l’appello,grata e riconoscente per il supporto e l’aiuto continuo di questa u.o.c.senza la cui collaborazione non avremmo saputo come fare in tutti questi anni.

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