Sebbene la maggior parte dei migranti continui ad arrivare in Italia via terra, gli sbarchi sulle nostre coste non sono finiti. L’accordo con la Libia e i respingimenti hanno momentaneamente ridotto il loro numero, ma i trafficanti di esseri umani non hanno rinunziato definitivamente ai loro profitti. Stanno trovando nuove rotte e soprattutto nuovi tipi di imbarcazioni per portare in Europa, attraverso l’Italia, coloro che premono per entrare, dal Sud e dall’Est.

Tacciono i giornali e la televisione, che ci avevano riempiti di immagini delle “carrette del mare” cariche di immigrati, infondendo in noi un sentimento di timore e preoccupazione (o anche di compassione, per chi ha ancora un po’ di sensibilità…). Si trovano qui e là solo brevi accenni ai nuovi arrivi, che non devono mettere in crisi le certezze proclamate dal governo: la politica dei respingimenti è stata vincente, l’Italia è stata liberata dal “pericolo” dell’immigrazione clandestina.

I cosiddetti clandestini già da prima entravano soprattutto dalla zona del Carso, trasportati sui Tir, a volte anche sotto i Tir. Ancora più spesso arrivavano ed arrivano direttamente in aereo, con un visto turistico che non verrà rinnovato o forniti di documenti falsi che hanno pagato migliaia di euro. Lo stesso ministro Maroni ha dichiarato che l’aeroporto di Malpensa “è la frontiera più avanzata per l’ingresso di immigrati clandestini”. Ma non è una novità perchè era risaputo che la maggior parte degli stranieri immigrati non arrivavano affatto in Italia dal mare.

In questi ultime settimane, però, sebbene il ministro abbia dichiarato che “i controlli sulle coste libiche hanno chiuso le rotte e nei primi mesi di quest’anno non è arrivato praticamente più nessuno”, gli sbarchi dal mare sono ricominciati. In maniera ancora ridotta quanto al numero, ma soprattutto con modalità nuove per quanto riguarda i punti di scalo e la tipologia di imbarcazioni.

Lampedusa non è più la regina degli sbarchi. Chi arriva alle isole Pelagie, viene sbarcato a Linosa o a Lampione, la più piccola e meno abitata dell’arcipelago (Corriere, 9 agosto). Altri migranti sbarcano sulle coste dell’agrigentino o tra Pachino e Porto Palo. Più di un centinaio sono stati fermati a Palma di Montechiaro, dove è stata individuata una banda che gestiva viaggi e sbarchi. Ne ha parlato anche Fabio Russello su Repubblica di Palermo.

Nel resto del Sud i luoghi di approdo più frequentati sono la Puglia e la Sardegna. Nel Salento arrivano pachistani, curdi, afgani, bengalesi, iracheni e iraniani, provenienti da Smirne, in Turchia. Recentemente a Porto Badisco, tre km da Otranto, la Guardia di Finanza ha fermato un veliero insospettabile con 66 immigrati tra cui molte donne e bambini. Ciascuno di loro ha pagato 5000 euro il viaggio della speranza (vedi il sito di Avvenire). L’altra rotta navale tornata in auge va dal porto algerino di Annaba alla costa cagliaritana. Qui arrivano spesso i minori non accompagnati. Lo sanno bene le associazioni di volontariato, Caritas in testa

Ma quello che è più interessante è il cambiamento delle imbarcazioni adoperate. Non più carrette del mare, ma barche a vela o altre imbarcazioni insospettabili, talora rubate.
Il mutamento nasce proprio dai pattugliamenti. Come afferma Oliviero Forti, dirigente della Caritas, intervistato dall’Adnkronos, “chi gestisce l’immigrazione si adegua a un contesto mutato con modalità sempre più raffinate; arrivano con barche di lusso rubate nei porti turchi e greci, e vengono stipati in questi velieri”. (La disperazione migrante continua a sbarcare su Guidasicilia.it)

“I migranti – spiega ancora il dirigente della Caritas – in questo modo sono maggiormente vessati anche sotto il profilo economico dagli stessi trafficanti, perchè aumentando le difficoltà aumenta il costo della traversata“.
Che i risultati sbandierati dal governo non siano credibili lo conferma il rapporto sulle periferie urbane svolto dall’Università Cattolica proprio per il Viminale. Ne emerge che la percentuale degli irregolari è in aumento, dal 9,1% sul totale registrato a inizio 2009 al 10,7% del primo trimestre 2010.

D’altra parte le persone che dal Corno d’Africa e dall’Africa subsahariana sono arrivate in Libia per passare in Europa non intendono rinunciare al loro proposito. E si tratta di circa 450 mila persone…
Insieme a loro non demordono, come dicevamo, nemmeno i trafficanti di uomini che “sono alla ricerca di nuove rotte mediterranee per proseguire una delle attività illecite più remunerative con un giro d’affari di svariati milioni di euro” (Avvenire).

Più che di fine degli sbarchi si dovrebbe parlare di fine delle informazioni sugli sbarchi, come ha detto Felice Belisario dell’Italia dei Valori “Altro che governo della sicurezza, questo è il governo delle menzogne“.

Leggi Migranti: Caritas, sbarchi in aumento su Rassegna.it , e i relativi articoli su Repubblica del 9 Agosto 2010 e  su SiciliaInformazioni

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