Ogni scusa è buona per far pagare qualcosa al cittadino.

Ultimamente sta dilagando la moda di far pagare il parcheggio anche all’interno delle aree ospedaliere.

Ma se il parcheggio già esiste, essendo stato previsto quando si è costruito l’ospedale (con soldi pubblici), e non occorre alcun contributo economico per il suo funzionamento, perché l’Amministrazione sanitaria decide che debba essere pagato, al pari del ticket per una visita specialistica?

Che sia l’ultima trovata per ripianare i deficit del sistema sanitario?

Chi non è più ragazzo ricorda come negli ospedali si poteva entrare anche con l’auto. Poi si pose un limite: solo i dipendenti, gli accessi al pronto soccorso e chi doveva accompagnare un utente con difficoltà di deambulazione.

Comparvero allora i vigilantes all’ingresso, per scoraggiare reazioni violente contro chi cercava di far rispettare i limiti.

Da ultimo, il balzello con l’ovvio obiettivo di fare cassa. Con la differenza che in altre parti d’Italia ad essere rimpinguate sono le casse dell’Azienda sanitaria, dalle nostre parti spesso sono le tasche dei privati.

Ci si chiede quale sia il motivo per affidare questo compito a privati che hanno il solo scopo di riscuotere il denaro senza alcuna altra attività.

Uno dei motivi addotti – per gli ospedali ancora collocati nei centri storici – è scoraggiare quanti utilizzano gli spazi interni per mero parcheggio. Era quello che poteva accadere al vecchio ospedale Garibaldi di Catania o all’ex ospedale di Acireale (dove le auto restavano parcheggiate anche di notte).

Ma gli ospedali oggi sono quasi tutti lontani dal centro e spesso anche difficilmente raggiungibili con i mezzi di trasporto pubblici, specie per l’utenza di altri comuni.

Non vorremmo pensar male, ma viene il sospetto che vi sia interesse a far guadagnare il privato, trattenendo per l’Azienda solo una quota in percentuale.

Qual è il ricavato annuo di queste cessioni e quale quota rimane all’ente pubblico?  Quali servizi offre il privato in cambio di questa cessione?  Come viene spesa la quota di guadagno da parte del pubblico?

Ci pare che sia la stessa logica di “Sostare”: far pagare al cittadino l’impiego di soggetti assunti con criteri privati (se non clientelari) attraverso la cessione di spazi pubblici, senza alcun valore aggiunto, senza alcun ritorno per la collettività, ma soprattutto senza risolvere il problema della sosta selvaggia e del sovraffollamento delle città.

Negli ultimi tempi è tornata di attualità a Catania la questione dei parcheggi scambiatori, fino ad oggi inutilizzati perché di fatto non convenienti: qual è il motivo per cui un automobilista dovrebbe lasciare l’auto in periferia, pagando il posteggio e il biglietto dell’autobus, per arrivare in centro sicuramente dopo e meno comodamente?

E’ vero che in tutte le grandi e medie città d’Europa si paga il posteggio, ma il ricavato è interamente pubblico e vincolato al reimpiego nella viabilità, mentre i posteggi alle porte del centro sono gratuiti e con il servizio pubblico si riesce a raggiungere il centro in minor tempo rispetto a chi si reca in auto. Questo sarebbe il vero incentivo.

Quali proposte allora?

1. Riappropriarsi della cosa pubblica, reinvestendo tutto il guadagno per migliorare i servizi ospedalieri;

2. Prevedere esenzioni per chi si reca in ospedale per una visita specialistica e per chi è autorizzato dai medici a rimanere con il malato per l’assistenza diurna e notturna;

3. Prevedere agevolazioni per chi si reca in ospedale per andare a trovare un parente o amico: non occorre essere psicologi per capire l’importanza di una presenza affettiva per lo stato di salute del ricoverato.

Per un approfondimento di questi temi, vedi l’articolo amaro e quasi divertente sui parcheggi presso l’Ospedale Cannizzaro di Catania, l’inchiesta di Repubblica sui parcheggi degli ospedali fiorentini, altro articolo su Firenze,  altre inchieste che analizzano la situazione in diversi ospedali del centro-nord e nord, l’interessante proposta elettorale di un candidato sindaco per l’eliminazione del parcheggio a pagamento negli ospedali,  gruppi (a b c) su face book contro il pagamento del parcheggio in ospedale , l’inchiesta al Gemelli di Roma, all’ospedale di Adria.

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2 Responses to “Parcheggi in ospedale: altro balzello”

  1. Eleonora Caltabiano
    settembre 18th, 2010 at 22:46

    All’Ospedale Garibaldi di Nesima il parcheggio lo pagano anche i dipendenti!

  2. Quello che sta accadendo è una cosa incredibile,impensabile e inimmaginabile. All’ospedale di Acireale(Santa Marta e Santa Venera) il direttore sanitario ha stabilito di far pagare il transito o parcheggio persino a chi va al pronto soccorso. Diventa indispensabile quindi che che metta un ambulanza d’avanti al cancello antistante il pronto soccorso che conduca i malati all’interno. Si pensa di far pagare il parcheggio agli ammalati per far cassa e poi si esternalizano le analisi del sangue, con tutto che esiste nella struttura un laboratorio ben attrezzato, se chiedi il perché ti dicono che non ci sono i fondi por gestirlo. Tutto questo non è assurdo? Chissà con quale criterio è stato dato in appalto la gestione dei parcheggi dell’ospedale, e stato fatto un bando pubblico o per diretta conoscenza del direttore sanitario? So soltanto che mi è stata recapitata una lettera da una ditta sconosciuta PA.MA. Soc. Consortile ar.l. di cui l’amministratore risulta essere una certa Mangano Stefania con sede a Messina al Viale P.pe Umberto 67 Bis che mi chiede circa 30€ per aver transitato all’interno dell’ospedale. E’ vero si che ho transitato accompagnando una persona incidentata al pronto soccorso ma o pur ritenuto giusto e doveroso non pagare alcun biglietto, visto il mio umano gesto. Magistratura dove sei? E mai possibile che il primo che viene detta legge dei luoghi pubblici? Che ho pagato a fare 40 anni di tasse se poi devo pur pagare per accompagnare un mal capitato in ospedale?

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