Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato del Comitato pendolari siciliani a proposito della mancata stipula, da parte della Regione Sicilia,  del contratto di servizio per il trasporto ferroviario che avrebbe dovuto trasferire alla Sicilia la gestione del trasporto ferroviario regionale.

Esso ci consente, fra l’altro, di aggiungere un altro tassello al disastroso quadro del trasporto pubblico in Sicilia.

Da esso si evince che:

1. lo stato delle infrastrutture costituisce una delle principali palle al piede dell’economia siciliana e l’arretratissima rete ferroviaria ne è il fiore all’occhiello;

2. la politica aziendale di Trenitalia sta risultando sempre più punitiva per la Sicilia sia per il settore passeggeri che per quello merci;

3. che la nostra classe dirigente locale è fatta di incompetenti, capaci solo di ammuccari passuluni, come il piano di riorganizzazione delle tratte ferroviarie siciliane presentato da Trenitalia alla Regione Siciliana più di un anno addietro;

4. che la chimera del Ponte sullo Stretto è solo la foglia di fico per mascherare i reali problemi che non si voglio affrontare e risolvere.

Ecco dunque il comunicato:

Un anno fa, ed esattamente il 7 settembre 2009 a Roma, venivano sottoscritti i contratti di servizio tra le regioni italiane e Trenitalia per il trasporto ferroviario. Quel giorno, l’assessore regionale ai trasporti, pro tempore, Nino Strano presente a Roma, non sottoscrisse il contratto di servizio per la regione Sicilia, prendendo qualche altro giorno di tempo.

Di tempo, dall’incontro romano, è trascorso un anno e del contratto di servizio in Sicilia non se ne è più parlato. Cosa è successo di così grave per non averlo sottoscritto? Perché è rimasto top secret? Di chi è la colpa? Quali problematiche nasconde?. Questi sono gli interrogativi che abbiamo deciso di porre a tutta la classe politica siciliana, in considerazione del fatto che le altre regioni, sono già sul piede di guerra per gli ulteriori tagli ai finanziamenti statali per il trasporto pubblico ferroviario del 2011.

Desideriamo far notare che nessuna presa di posizione è stata messa in atto dalla Regione Siciliana, a fronte dei tagli effettuati da Trenitalia alle corse-treno a media e lunga percorrenza sino ad oggi.

In merito, invece alle dichiarazioni del neo-presidente siciliano di Rete Ferroviaria Italiana Ing. Dario Lo Bosco, basterebbe andare a constatare cosa prevedeva l’Accordo di Programma Quadro, sottoscritto in Sicilia nell’ottobre 2001, per rendersi conto di quali e di quante opere infrastrutturali erano previste e quali e quante di queste sono state realizzate in questi dieci anni trascorsi dalla firma dell’APQ siciliano.

Tra l’altro desideriamo denunciare la scomparsa dei 1970 milioni di euro, già finanziati per il completamento del raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo sulla relazione Messina-Catania. Due miliardi di euro circa rimessi in circolo, in piccoli lotti, nei contratti di programma 2007-2013, con il tacito consenso della nostra classe politica siciliana che anziché reclamare lo storno del finanziamento, non perde occasione per denunciare l’arretratezza infrastrutturale della Sicilia, aspettando che lo sviluppo della Sicilia si realizzi con i continui proclami e fiumi di inchiostro, facendo così contenti e gabbati tutti i siciliani.

Giosuè Malaponti,  Coordinatore del Comitati pendolari

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