Continuando la nostra panoramica sulla situazione dell’economia della nostra regione, è il momento di dare uno sguardo a quel settore turistico che, nella retorica sicilianista, dovrebbe avere una funzione di traino.

Un articolo di Asud’europa (pag 25 del 4 ottobre scorso) ci fa da guida e l’affermazione di apertura mette subito le cose in chiaro: “Il turismo siciliano è al collasso”.

Prima ancora che esplodesse la crisi economica mondiale le presenze totali di turisti nella nostra isola sono passate dalle 14.592.498 del 2006  alle 12.497.745 del 2009. Dunque, un crollo del 14,5% in tre anni.

Se poi si tiene conto che in questi ultimi cinque anni “l’isola ha avuto a disposizione ingenti stanziamenti europei, come mai prima d’ora e forti investimenti che hanno portato alla creazione di nuovi posti letto, passati dai 164.085 del 2005 ai 190.618 del 2009 con un incremento del 16%”, le cifre del disastro risultano ancora più pesanti.

L’Osservatorio Turistico della Regione Siciliana si aspetta peraltro una crescita nel 2010: ciò sembra che si stia verificando, ma limitatamente ai grandi e tradizionali centri di attrazione turistica (Taormina, Cefalù, Siracusa).

Il dato tuttavia non deve entusiasmare più di tanto perché, “secondo un recente rapporto di Bankitalia, nei primi sei mesi del 2010, i turisti italiani in Sicilia hanno speso 175 milioni di euro, 36 milioni in meno rispetto al primo semestre 2009 quando furono 211 milioni. Anche l’impatto dei visitatori stranieri fa segnare una performance negativa: una spesa pari a 356 milioni, con una riduzione di 26 milioni (382 milioni nel primo semestre 2009).

Ciò, almeno in parte, è dovuto al fatto che gli operatori turistici, per fronteggiare la crisi, hanno dovuto ribassare le tariffe al limite, quando non al di sotto, dei costi di produzione.

E a Catania la situazione non è migliore: nel 2006 infatti le presenze erano 1.779.104 mentre nel 2009 sono state 1.527.372 con un calo del 14% al contrario i posti letto sono passati dai 21.729 del 2006 ai 23.687 del 2009.

Per la stagione in corso, Pietro Agen, presidente della Camera di Commercio etnea e di Confcommercio Sicilia ha dichiarato che, in assenza di stime ufficiali,  “i dati sono contrastanti. In certe aree, dopo un luglio promettente, agosto pare sia stato un mese terribile. In molti parlano di un calo del 30% in tutti i settori, dagli alberghi e B&B ai ristoranti. E i turisti stranieri mancano più di quelli italiani”.

Le associazioni di categoria rimproverano agli organismi istituzionali regionali la più totale mancanza di progettualità, la mancanza d’infrastrutture, l’incapacità di attrarre investimenti dall’esterno dell’area.

Evidentemente non hanno colto la grande intuizione strategica che l’assessore alla mortadella N. Strano ha lasciato in eredità, prima di essere sostituito: aprire la Sicilia al turismo gay.

Scherzi a parte, noi pensiamo tuttavia che anche da parte loro gli operatori del settore dovrebbero avere l’onestà di riconoscere che spesso si offrono servizi di basso livello a tariffe inconcepibili

Questa situazione di crisi diffusa li ha comunque spinti a portare avanti un progetto di sviluppo turistico possibile anche in assenza della politica regionale, un progetto complessivo che sia in grado di utilizzare le risorse attualmente disponibili, ma che riesca anche ad immaginare un nuovo modello di organizzazione che coordini le esigenze degli operatori pubblici e di quelli privati, secondo un obiettivo comune e condiviso.

L’elaborazione di questo progetto sta avvenendo anche attraverso una serie di dieci incontri localizzati in tutte le province, in modo da dare la possibilità a tutti gli operatori locali di contribuire con osservazioni e proposte legate alla specificità dei territori

La bozza di questo progetto dovrebbe essere presentata in occasione di Travelexpo In, il Salone dell’offerta turistica siciliana di eccellenza che si svolgerà a Palermo dal 10 al 12 dicembre 2010.

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One Response to “Nell’isola del mito, il turismo è un mito … sgonfiato”

  1. Buongiorno,
    innanzi tutto complimenti per l’ottima descrizione.
    Dopodichè ti chiedo se posso pubblicare interamente l’articolo sul mio (naturalmente linkandolo) e se sei a conoscenza anche della forza lavoro persa nel periodo in questione.
    Un caro saluto per l’amore che dimostri verso la tua Regione e per il modo che hai di esprimerti.

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