COMITATO CITTADINO PORTO DEL SOLE

Iniziativa di partecipazione democratica per la rinascita di Catania e del nostro Porto

In autunno a Catania, le nebbie del porto e sul porto si infittiscono così come il pensiero di alcuni amministratori, pubblicato da La Sicilia oggi 17.10.10, conferma:

1° – Se ancora oggi , come riconosciuto dall’assessore al ramo, la nostra amministrazione comunale non ha deciso, a norma del piano regionale del 2002, quale indirizzo debba avere il nostro porto, non è solo la triste attestazione della ennesima anomalia da sopportare assieme nella nostra Città. E’ un caso di precisa rinuncia dei propri poteri decisionali da parte del Sindaco che è anche componente di diritto dell’ente di gestione portuale a norma dell’ art.9, L.84/94. Speriamo che l’attuale Sindaco se ne renda conto e rimedi al tempo perduto nei due lustri di gestione portuale senza il nostro controllo dal 1994 ad oggi.

2°- La richiamata “competenza ministeriale” sulla gestione del nostro porto non è affatto esclusiva ma subordinata agli interessi generali della nostra città che ospita il nostro porto a norma dell’art. 5 c.1,2,3 stessa L.84/94. Pertanto se, i cotanto definiti , “molti” trasportatori alle dipendenze di pochissime ditte, forse unica, si debbano o meno trasferire ad Augusta è una decisione che spetta in via prioritaria al Consiglio Comunale. Nel frattempo la Autorità Portuale si compiace di apparire “costretta” a preferire le merci al turismo per mantenersi in vita nonostante la carenza di entrate finanziarie da movimentazioni mercantili.

3° Viene evidenziata l’altra perdurante anomalia amministrativa nella mancanza di uno studio economico che valuti gli effetti del trasferimento su Augusta delle merci e faccia quindi emergere i vantaggi collettivi per i trasporti che partano ed arrivino al centro della fascia Jonica della Sicilia, magari a dispetto di qualche sedentario operatore di settore riottoso ad auto-trasportarsi di soli 50 Km. Tuttavia si apprezza che finalmente venga sollecitato tale studio economico e si spera anche l’altro studio economico e sociale sul danno delle merci che persistono su Catania impedendone la valorizzazione turistica ambientale e monumentale.

4° Sorprende la notizia che la amministrazione comunale non abbia appellato la sentenza del TAR che consentiva ad un commissario ad acta di sostituirsi alla Conferenza dei Servizi preposta ad aggiudicare gare e di nominare al suo posto la ditta Acqua Marcia vincitrice di una gara, già di suo irregolare, per la “concessione” vicina ad un secolo di tutto l’ampliamento portuale . Come avrebbe fatto in questo caso il “bene della collettività” a “sposarsi con l’economia privata” risulta inspiegabile per una amministrazione comunale ancora una volta distratta nei confronti di Acqua Marcia come lo fu la precedente nel caso ex Mulino S.Lucia. Un caso dalle conseguenze urbanistiche paesaggistiche che sono sotto gli occhi di tutti e sulle bocche di pochi ancora un volta.

5° Sorprende ancora di più apprendere che il nostro comitato cittadino, insieme a LIPU , WWF e PRC, abbia mai accusato la sola Acqua Marcia di avere volontariamente falsificato la planimetria del luogo ove scorre il Torrente Acquicella, risultando per tabulas il preciso seguente dilemma :

A- simulazione del Torrente già predisposto ad essere deviato fuori dall’alveo o peggio tombato , in violazione della Legge 431/85,

B – peggio ancora, in alternativa, falsità di rappresentazione negli atti pubblici della gara, già irregolare per altri aspetti.

In entrambi i casi sarà la Autorità Giudiziaria e non la cittadinanza attiva a stabilire responsabilità e connivenze.

6° Al riguardo è significativo quanto oggi riferito dalla dirigente comunale arch. Sardella, che il Genio Civile OO.MM. non abbia ancora espresso il proprio parere obbligatorio sulla vicenda nebulosa che lo diventa ancora più se si osserva che negli atti del TAR giace un parere sperticatamente favorevole ad Acqua Marcia emesso dal consulente tecnico nominato dal commissario ad acta. Il nome di costui è ing. Pietro Viviano, già dirigente del Genio Civile OO.MM., lo stesso ufficio di cui l’attenta dirigente ha notato l’imbarazzato ed ancor più significativo silenzio.

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