Riceviamo da alcuni docenti del Liceo Spedalieri un documento di protesta motivata nei confronti degli interventi del ministro Gelmini e dei tagli decisi dal ministro Tremonti. I firmatari hanno deciso di dire basta anche ricorrendo in futuro, come molti colleghi di altre scuole, al rifiuto di assumere ore aggiuntive rispetto all’orario contrattuale di 18 ore e/o di accompagnare gli studenti durante gli stage all’estero e i viaggi di istruzione.

I sottoscritti docenti del Liceo classico “N. Spedalieri” di Catania, a fronte delle difficoltà del sistema scuola a seguito del “riordino Tremonti – Gelmini”, si dichiarano esasperati dall’operato degli ultimi governi nei confronti della scuola, che ha eroso fondi e manipolato la sfera della trasmissione della cultura tramite una logica che appare poco interessata all’aspetto educativo – didattico, creando così di fatto le condizioni per lavorare con sempre maggiore disagio.

Ecco alcuni dei punti nodali alla base della riflessione e della protesta:

  • la possibile prevista presenza di un numero di alunni (anche fino a 31/32) per classe, contro tutte le norme vigenti di sicurezza oltre che contro le più ovvie necessità pedagogiche;
  • il taglio delle cattedre, che ricade sulla possibilità dei precari di occupare posti vacanti e sui docenti di ruolo divenuti soprannumerari;
  • il blocco totale, per la durata di un triennio, degli scatti di anzianità (uno dei pochissimi comparti ad avere ricevuto questo trattamento);
  • la soppressione delle sperimentazioni, a volte eccessive nel numero, ma certamente spesso positive,  di cui il riordino non ha per nulla tenuto conto;
  • la riduzione dei fondi per il pagamento delle supplenze, che vede molte scuole con i bilanci in rosso per avere anticipato, negli ultimi due anni, somme dovute dal Ministero e poi, retroattivamente, negate;
  • la riduzione del personale ATA che, oltre alla perdita dei posti di lavoro, comporta effettive difficoltà nell’attenzione da prestare quotidianamente alle esigenze della comunità scolastica
  • la politica relativa al sostegno durante le ore di lezione, che priva gli alunni più bisognosi di scuola e di educazione speciale di diritti e opportunità e ricade pesantemente sulle possibilità di occupazione dei docenti qualificati, mortificandone l’identità professionale.

Se è vero che i licei pagano meno le scelte previste dal riordino dei cicli rispetto agli altri indirizzi scolastici, è altrettanto vero, per esempio, che l’avvicendamento di tre insegnanti di Lettere nel biennio ginnasiale non è dovuto a motivi didattici, ma alla logica del taglio del personale e delle ore di insegnamento, derivata non da politiche pregresse, come più volte sostenuto dal Ministero, bensì dalla riduzione netta del monte ore in tutti gli ordini di scuola, dalla primaria alla secondaria superiore, imposto a priori prima ancora della determinazione dei quadri orari.

Dopo anni in cui il senso del dovere della nostra categoria professionale e la passione per il nostro lavoro quotidiano ci hanno portato a tentare di arginare le carenze e di rimediare ai guasti provocati dalle politiche dei vari governi, pensiamo che sia giunto il momento di dire basta! Basta alla riduzione delle risorse, alla logica del progetto proposto solo in quanto riempitivo delle lacune dell’offerta formativa, a scelte che penalizzano la formazione degli alunni e la qualità della professione docente.

Abbiamo scelto di manifestare il nostro disagio in questo documento e poi attraverso la possibile scelta, per ogni docente, di altre forme di protesta già in atto, per questo anno scolastico, in molte scuole del territorio catanese e nazionale, quali  il rifiutarsi di assumere ore aggiuntive rispetto all’orario contrattuale di 18 ore e/o il non accompagnare gli studenti durante gli stage all’estero e i viaggi di istruzione che verranno effettuati.

Come ribadito in un recente studio di Bankitalia (F.Cingano, P.Cipollone, I rendimenti dell’istruzione, settembre 2009), ci chiediamo quale sarà il futuro di un paese che non investe in formazione e in ricerca e svilisce l’attività professionale dei docenti.

Consapevoli della necessità della riforma della scuola, ne auspichiamo una che garantisca i diritti e le libertà di tutti nel rispetto della nostra Costituzione, e non questa segnata solo da calcoli aziendali tesi al risparmio, che hanno determinato le combinazioni orarie prima dei contenuti delle discipline, ancora da fissare nonostante si sia dato il via al riordino.

Invitiamo genitori ed alunni a comprendere le ragioni della nostra protesta, per continuare a discutere insieme di scuola e di modelli di sviluppo per il nostro paese.

Catania, 28/10/20010

Augusta Luciano – Battiato Loredana – Buemi Agata – Caminiti Concita – Caminiti Cristina – Cantaro Adriana – Consalvo Rosanna – Costanzo Alessia – Crispo Lina – Cro Vincenzo  – Di Nardo Michele – Di Vita Carmelisa – Ferlito Maria – Florio Maria Fabiola – Giuffrida Grazia – Gutkowski Emanuela – Lamantia Alessandra – Leonardi Corrada – Leonardi Giovanna – Leonardi Piera – Liotta Benedetta  – Maccarone Concetta – Malaponte Maria – Marchisello Maria Grazia – Monaco Felice – Motta Claudia – Napoli Carmelo – Pisano Stefania – Privitera Giuseppe – Puglisi Elvira – Reganati Giuseppina – Reitano Anna – Russo Antonina – Sanfilippo Valeria – Tricomi Chiara – Trovato Francesco.

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2 Responses to “Tagli Tremonti-Gelmini, ancora una protesta di docenti”

  1. Ilaria Di Pietra
    novembre 8th, 2010 at 19:33

    Mi associo alla protesta e non aggiungo altro. Resistere resistere resistere!!!!

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  1. Tagli Tremonti-Gelmini, ancora una protesta di docenti

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