Si sono mobilitati, hanno espresso, con dignità e fermezza, le loro ottime ragioni, hanno incontrato le autorità ma, ancora, non hanno risolto nulla. No, non parliamo né di studenti e ricercatori che difendono l’istruzione pubblica, né di operai che, giustamente, contestano il ritorno a condizioni di lavoro ottocentesche. Ci riferiamo ai migranti che, anche a Catania, hanno manifestato contro la “sanatoria truffa”.

Un provvedimento che, invece di affrontare e superare il dramma della clandestinità e della conseguente assenza di diritti, è servito a tantissimi “onesti datori di lavoro” e allo stesso stato italiano a fare cassa, incamerando, anche illegalmente, cifre significative in cambio della possibilità, rivelatasi per troppi infondata, di accedere alla sanatoria. (Per capire meglio i termini della questione, leggi Giù dalla gru, non solo a Brescia)

Contro tutto questo anche a Catania si sono mobilitati migliaia di migranti dando vita a cortei, partecipati e consapevoli, che hanno coinvolto esponenti di tutte le comunità straniere presenti in Città. Una partecipazione importante che, però, non è stata sufficiente per ottenere risposte significative dalle autorità. In particolare, decisamente deludente è stato il ruolo giocato dalla Prefettura.

Infatti, la richiesta di istituire “un tavolo di lavoro” per affrontare l’insieme dei problemi in modo organico non ha determinato nessun risultato positivo poiché le autorità si sono dimostrate disponibili solo ad affrontare pochi casi individuali. Del resto era difficile aspettarsi di più in un contesto nel quale la violazione delle regole più elementari dello stato di diritto è praticata proprio da chi dovrebbe farle rispettare, come dimostrato durante la gestione al Palanitta del recente sbarco di migranti.

Per questo, è auspicabile che muti anche l’atteggiamento dei cittadini catanesi, troppo spesso –tranne qualche lodevole eccezione – poco interessati a questi temi che dovrebbero interessare tutti, dato che i diritti non hanno colore. Nonostante le difficoltà, grazie anche al contributo della Rete Antirazzista e di altre organizzazioni, i migranti non hanno, però, gettato la spugna.

La mobilitazione continua in due direzioni. Per quanto riguarda gli aspetti legali, utilizzando tutti gli strumenti disponibili (assistiti gratuitamente da un gruppo di avvocati locali) per contestare le mancate risposte alle richieste di sanatoria. Per quanto riguarda gli aspetti “politici”, proseguendo nello sforzo di coinvolgere tutti coloro che sono interessati, al di là della provenienza e del colore della pelle, a difendere i diritti umani.

Primo appuntamento giorno 1 gennaio 2011 dalle ore 19,00 alla Camera del Lavoro di Catania (via Crociferi ,40) per un primo dell’anno Interetnico con proiezione video, dibattiti suoni, immagini, sapori, musica e danze dei cittadini del mondo.

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