Lettera aperta al Presidente della Provincia Giuseppe Castiglione

Piace oggi leggere su “La Sicilia” il Suo impegno per lo sviluppo del nostro porto, parole di autorevole stimolo agli amministratori di competenza portuale succedutisi dal 1994.
La intera provincia di Catania o area metropolitana come la si voglia intendere, non può permettersi, infatti, di rinunciare al solo ed unico sviluppo sostenibile rimastoci che è il turismo marittimo al centro del Mediterraneo ed alle falde del vulcano più alto d’Europa, un turismo oggi ancora inesistente nonostante tale favore concessoci da madre natura.
L’emergenza economica ed occupazionale che attanaglia la nostra terra non permette più scellerate alleanze politiche che coprano simili cattive amministrazioni della cosa pubblica o, peggio, interessi privati contrari al pubblico interesse.
Ci tranquillizzano quindi le sue parole che allontanano il sospetto, più che diffuso in città, di una alleanza politica fra destra e sinistra finalizzata a mantenere in vita lo scellerato Piano Regolatore del Porto ideato da indefinibili interessi nel 2000 ed avvedutamente bocciato nel 2007 dalla competente Commissione Consiliare che invano ne richiese, inascoltata a tutt’oggi, la dovuta correzione per emendare precise ed evidenti anomalie che avrebbero dato luogo ad ingiuste speculazioni.

Il caso della anomala procedura , oggi al vaglio del Magistrato, con la quale si intendeva  avvantaggiare una unica ditta per l’intero ampliamento portuale a fini edificatori speculativi camuffati da “porto turistico”, è il primo e concreto caso di tali speculazioni sul pubblico demanio.La S. V. è autorevole componente di diritto della Autorità Portuale e si trova quindi nella piena facoltà/responsabità di intervenire per assicurare uno sviluppo del porto che rispetti lo sviluppo effettivo, economico ed occupazionale, di Catania e della sua provincia, così come vuole la Legge 84/94.

Uno sviluppo colpevolmente impedito dalla ostinazione di un PRP che non rispetta la valorizzazione del patrimonio monumentale del centro storico e del turismo balneare della Plaia e neppure il recupero dei quartieri degradati a sud di Catania.
Una gestione del nostro porto che non ha mai potuto contestare i seguenti punti già posti al vaglio delle competenti commissioni consiliari, gli stessi punti che ora preghiamo la S.V. di volere sottoporre al Consiglio Provinciale.

  1. grues guaste da decenni, silos semivuoti, containers vuoti in sosta impropria a ridosso della lunga recinzione muraria oggi inutile ai fini doganali ed alla protezione dai furti per le merci;
  2. scriteriato ampliamento a sud lungo la Plaia sui bassi fondali preclusivi alle moderne navi mercantili o da crociera;
  3. cementificazione della prima spiaggia per lo sbarco giornaliero di 6000 autotreni fra Catania ed il turismo irrinunciabile della Plaia;
  4. edificazione di 1.100.000. metri cubi di edifici, anche per usi diversi da quelli portuali, alti fino a 20 mt. su 85.000 metri quadri – con indice = 13mc x mq;
  5. concessione unica per ben novanta anni ad un solo privato di tutto l’ampliamento portuale in danno dei tanti operatori aventi diritto ad una diretta concessione demaniale marittima;
  6. edificazione di 400.000 metri cubi di centri commerciali ed alberghi sul filo spiaggia alla foce del Torrente Acquicella in barba alle leggi ambientali ed al lavoro carente delle analoghe attività cittadine;
  7. grave danno collettivo per il mancato incremento turistico nel nostro porto nei sedici anni trascorsi ;
  8. ingiustificato danno occupazionale ed economico per il mancato corretto rilascio di plurime concessioni demaniali ad operatori del diporto nautico tra loro concorrenti per migliorare prezzi e servizi;
  9. ingiustificato danno futuro alle crociere le cui moderne navi non possono già ora superare il basso fondale del nostro porto avventatamente orientato a sud;
  10. ingiustificata rinuncia di un corretto ampliamento portuale nord su fondali adatti che assicuri la necessaria intermodalità crocieristica e di trasporto tra il mare , la FCE ed i paesi etnei.

Non ci resta che chiedere alla S.V. di presiedere un pubblico dibattito che dia voce alla Città ed ai paesi etnei e faccia emergere concreti e seri dati di sviluppo sostenibile che diradino le “nebbie” da troppo tempo stagnanti sul nostro Porto del Sole.

Con il sincero augurio di un buon 2011.

Comitato Cittadino Porto del Sole, il delegato Marcello Di Luise
Catania, 30.12.2010

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