Lo scorso 14 dicembre è stato reso pubblico il Rapporto finale del Comitato di presidenza degli Stati generali voluti dal sindaco Stancanelli con lo scopo di fornire all’amministrazione idee e progetti per la città.

Una lettura attenta del documento, a dire il vero, non desta particolari entusiasmi. Ci troviamo di fronte, infatti, ad un incrocio fra la lista della spesa e l’elenco dei regali da fare o che si vorrebbero ricevere.

Dopo un lavoro di circa 10 mesi articolato in sessioni generali e sottosessioni tematiche, da una mobilitazione di questa portata – e con questi costi – ci si sarebbe aspettato

quanto meno l’abbozzo di un ragionamento che aiutasse la città a ritrovare una sua identità e a costruire un progetto organico per il suo futuro. Solo all’interno di un quadro del genere alcune delle proposte avanzate acquisterebbero coerenza e organicità.

Ma, e questa è l’osservazione principale, lavorare in questa direzione dovrebbe essere il pane quotidiano di una amministrazione della città degna di questo nome: si tratta di idee e proposte che dovrebbero naturalmente sgorgare dall’iniziativa progettuale dalla maggioranza, peraltro in continuità politica e di persone con quella precedente, nonché disastrosa, e dalla dialettica fra le forze politiche presenti in consiglio comunale.

Siamo purtroppo ben lontani da questa realtà e non appaiono all’orizzonte segni significativi di speranza. Ciò di cui si sente la mancanza è proprio la capacità di attivare un indirizzo politico che contribuisca in modo determinante a definire una nuova idea di città e crei un ambiente capace di favorire la realizzazione di tale progetto.

Ad ogni buon conto, nel documento, prudentemente e anche giustamente, si mettono le mani avanti sottolineando che “non si è trattato di una serie di incontri finalizzati a prendere decisioni in grado di cambiare rapidamente il volto della città; (…) essi si sono configurati come un momento di ascolto, da parte delle istituzioni, delle aspettative della comunità locale”.

Le grandi aree attorno alle quali si è concentrata la discussione sono: l’integrazione, la sicurezza, la partecipazione. Mobilità, cultura e riqualificazione urbana sono invece tra le principali esigenze emerse dallo studio commissionato al Censis.

La città assediata e la mancanza del rispetto delle regole: questo è lo slogan che fotografa l’immagine della città e due ci sono sembrati gli spunti interessanti:

– il bisogno della città di farsi ascoltare dalle istituzioni.

– la domanda costante non solo di legalità, ma soprattutto di ricostruire una cultura delle regole: “il mancato rispetto delle regole, la deroga personale alle norme della convivenza, ha generato una situazione di degrado non più accettabile, fatta di mobilità insostenibile, di abusivismo diffuso, di spreco di risorse pubbliche e private, di mancanza di servizi sociali essenziali per far fronte a servizi superflui a favore di pochi.”

Ma si tratta di due richieste naturali e del tutto scontate: il fatto stesso che siano state avanzate indica a quale stato di degrado è precipitato il livello della qualità della convivenza civile.

Quattro sono le aree in cui sono state organizzate le proposte: a) riqualificazione urbana; b) cultura; c) sicurezza e rispetto delle regole; d) dialogo sociale e solidarietà.

Per rendere più trasparenti i nostri criteri di giudizio e dare la possibilità a chi legge di farsene un’idea più articolata abbiamo provato a riaggregare le proposte in nuovi gruppi, con diverse chiavi di lettura (i numeri sono quelli utilizzati nel Rapporto):

a) quelle ovvie e scontate (talvolta al limite della banalità) della serie “che stupidi a non averci pensato finora!” e quindi ininfluenti:

1) incentivare e sostenere la mobilità pedonale, con estensione dei marciapiedi e restituendo ad essi la natura di spazio riservato ai pedoni

12) illuminazione delle spiagge

24) squadra di operai che quotidianamente intervengano per eliminare le barriere architettoniche

30) maggiori controlli durante le ore notturne

31) chiusura degli esercizi alle ore 24

34) verificare l’adeguatezza dei servizi igienici negli esercizi pubblici

35) nominare dei curatori onorari dell’ambiente e del decoro

36) tenere desta l’attenzione dei cittadini sulla problematica antisismica

38) istituire il ruolo di garante della sicurezza sismica del cittadino

40) rafforzamento degli uffici relazioni con il pubblico

41) alimentare la piattaforma “i think catania”

b) quelle di buon senso, della serie “perché non le abbiamo fatte finora?”; proposte che si potrebbero attuare nel breve-medio periodo e con poca spesa, e che proprio perché non sono state già prese in considerazione e programmate la dicono lunga sulla effettiva volontà/capacità realizzatrice dell’attuale classe dirigente:

2) costruire nuove piste ciclabili

4) creare corsie riservate e protette per gli autobus

9) aumento degli spazi destinati a parcheggi alla Plaia

10) utilizzo della bretella s. Giuseppe la Rena come via di fuga

11) miglioramento dei segnali stradali lungo il viale Kennedy

15) tavolo interistituzionale per l’integrazione sociosanitaria

20) consulta delle cittadine e cittadini stranieri e apolidi

21) utilizzare immobili di proprietà comunale o beni confiscati alla mafia a spazi comuni per gli immigrati

22) portale plurilingue sul sito internet del Comune

23) istituzione di un cimitero islamico

25) unità di valutazione sulla disabilità (Udv)

26) incrementare l’uso delle telecamere nei punti sensibili

27) maggiore presenza di vigili urbani sul territorio

32) censimento di tutte le autorizzazioni e di tutte le licenze rilasciate agli esercizi del centro storico

33) rimuovere le affissioni ed i cartelloni pubblicitari abusivi

39) attivare gli istituti di partecipazione popolare

43) digitalizzazione dell’amministrazione comunale

c) idee innovative, che potrebbero apportare, se attuate (e sottolineo se), benefici interessanti:

8) specializzazione produttiva del porto verso la crocieristica e verso il diporto

14) riutilizzo del mercato ortofrutticolo con finalità di promozione della cultura e delle produzioni mediterranee

16) voucherizzazione dei servizi socio-sanitari

d) idee ricorrenti, in alcuni casi già parzialmente attuate in passato, in altri rientrate o fallite:

2) chiudere completamente il centro storico alle auto private

7) snellimento dell’ingresso sud della città

13) piano spiaggia (Pudm)

29) revisione della perimetrazione della ztl

e) quelle della serie “fate voi, perché noi non siamo capaci”:

28) convenzioni tra società di vigilanza e organizzazioni di imprenditori

37) incentivare le iniziative private con bonus sulla problematica antisismica

f) quelle della serie “che vuoi dire? non capisco, spiegati meglio!”:

17) contratti di quartiere

18) luoghi protetti dove genitori e figli sperimentino con l‟aiuto degli operatori un modo diverso di incontrarsi

19) investire sulla “tenuta educativa” di contesti come il lavoro di strada

g) l’elenco dei regali da chiedere a Babbo Natale (ormai l’anno prossimo): progetti costosi, pericolosi perché capaci di risvegliare il fuoco della speculazione che arde sempre sotto la cenere, la cui effettiva utilità è tutta da dimostrare

5) interramento della linea ferrata porto Faro Biscari

6) interramento della stazione centrale

42) copertura wi-fi con accesso gratuito in tutto il centro storico.

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One Response to “Catania, Stati generali … dell’acqua calda”

  1. …altro che lista della spesa !!!
    sembrava un gioco di ruolo o una letterina a babbo natale : mi spiace soltanto per il tempo che abbiamo dedicato (e perduto)a questo siparietto

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