Sotto gli occhi di tutti, o meglio mentre tutti fanno finta di non vedere, si moltiplicano gli effetti perversi della “sanatoria truffa” che ha riguardato, e riguarda, i migranti senza permesso di soggiorno presenti nel nostro Paese.

Nonostante le tante, e particolarmente partecipate, manifestazioni (che si sono sviluppate anche a Catania), per troppe persone si allontana sempre più la possibilità di regolarizzare la propria posizione.

I cittadini catanesi che fanno parte, insieme con il Coordinamento Immigrati, delle Associazioni che hanno dato vita al Coordinamento Antirazzista (Rete Antirazzista, Arci, Confederazione Cobas, Cpo Experia, Rifondazione Comunista, Unione Sindacale di Base, LILA) si sono interrogati sui motivi di tale disattenzione e sui danni che sta contribuendo a determinare.

In primo luogo va osservato che le modalità della sanatoria sembrano pensate apposta per gettare i migranti nelle braccia di truffatori e profittatori. Infatti, è il datore di lavoro che deve richiedere la regolarizzazione e tutto ciò ha determinato la proliferazione di personaggi con pochi scrupoli che hanno venduto la loro disponibilità.

In troppi casi, perciò, i migranti si sono dovuti fare carico di un doppio esborso: da un lato hanno pagato il contributo dovuto allo Stato, dall’altro hanno elargito ai presunti datori di lavoro significativi contributi.

Ancora una volta la storia si ripete, come si sono dovute pagare cifre enormi, quasi sempre gestite dalla criminalità internazionale, ai trafficanti che gestiscono la fuga dai paesi di origine, ora bisogna pagare per garantirsi quello che dovrebbe essere un diritto, ma che non è riconosciuto come tale, in un mondo nel quale le merci girano liberamente mentre gli esseri umani sono sottoposti a controlli e vessazioni.

Le Istituzioni presenti a Catania non stanno contribuendo a rendere meno drammatico questo quadro. La verifica delle richieste di sanatoria, e la difusione delle relative informazioni, procede con estrema lentezza; il tavolo di lavoro proposto dal Coordinamento Antirazzista è stato, di fatto, rifiutato; gli avvocati che seguono gratuitamente i migranti devono continuamente fare i conti con ‘problemi burocratici’ che, in un clima di collaborazione, non dovrebbero sussistere.

Per modificare questo quadro, il Coordinamento reputa fondamentale coinvolgere i cittadini catanesi. La mobilitazione dei migranti pone, infatti, questioni che riguardano l’esercizio di diritti che appartengono a tutti e che, quindi, tutti devono difendere. Il diritto a un’esistenza dignitosa non può, evidentemente, essere legato al colore della pelle o al luogo di provenienza.

Per questo sono in programma, nei prossimi giorni, altre mobilitazioni con l’obiettivo di sensibilizzare e modificare l’atteggiamento sin qui tenuto dalle Istituzioni, ma, soprattutto, si sta definendo un fitto calendario di iniziative culturali e ricreative perché “stare insieme” senza conoscersi è davvero difficile.

Infine, a conferma del fatto che i diritti non hanno colore, il Coordinamento chiederà ai Metalmeccanici della CGIL e alle Organizzazioni Sindacali di Base, che hanno indetto lo sciopero genrale del prossimo 28 gennaio per contrastare il tentativo della FIAT di tornare a condizioni di lavoro ottocentesche, di prevedere, nei comizi che concluderanno le manifestazioni (in Sicilia a Palermo), anche la presenza  di rappresentanti dei migranti.

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