L’attuale procuratore di Catania, Vincenzo D’Agata, sta per lasciare il suo ufficio per raggiunti limiti di età. Il passaggio delle consegne al nuovo procuratore acquista un carattere di particolare rilevanza in una città come la nostra, in cui convivono e si intrecciano mafia ed economia legale, in cui il potere politico è risultato permeabile alla corruzione e in cui l’ informazione è spesso funzionale agli interessi delle classi dirigenti.

La ferma volontà di condurre indagini efficaci e libere da condizionamenti potrebbe contribuire ad instaurare un clima di legalità in tutti i livelli della vita sociale. Ecco perchè la scelta del nuovo procuratore sarà  determinante ed è motivo di attenzione e di preoccupazione per tutti i cittadini consapevoli. Alcuni operatori socio-culturali, sindacalisti ed esponenti dei movimenti di base hanno sottoscritto un appello per chiedere al CSM che il nuovo procuratore sia estraneo ai gruppi di potere che dominano la città.

Ecco l’appello:

La Sicilia è  la regione dove si trova la maggior economia sommersa del paese, come recenti e qualificati studi hanno evidenziato, e gran parte dell’imprenditoria che opera nell’isola usufruisce di complicità o “alleanze” con le organizzazioni criminali.
La mafia ha esteso da tempo i suoi interessi nell’economia “legale”, dove l’accumulazione della ricchezza avviene attraverso relazioni  e attività costruite sulla base del coinvolgimento diretto e sui favori scambiati con potentati economici, politici, professionali.
Si è creato così uno spazio dove lecito e illecito finiscono per entrare in commistione.
L’epicentro di questa “area grigia”,  dove si intrecciano gli interessi di mafia ed economia, è oggi Catania, come ribadito in una intervista anche dal Presidente di Confindustria Sicilia.
Una città dove,  da anni, diversamente che a Palermo o Caltanissetta, l’azione di contrasto della Procura è stata assolutamente inefficace. Emblematica, da questo punto di vista, è apparsa la gestione  dell’inchiesta che ha coinvolto il governatore Lombardo e il fratello Angelo.
Gli inquirenti si sono divisi sui provvedimenti da assumere in merito all’esito delle indagini sul Presidente della Regione e il Procuratore D’Agata, nelle prese di posizione pubbliche, ha dato l’impressione di un evidente imbarazzo e fastidio nei confronti dell’inchiesta.
Inoltre nell’intervista rilasciata a Toni Zermo, sul quotidiano di Mario Ciancio (a sua volta indagato in altro procedimento), il Procuratore sembra esprimere contrarietà per le considerazioni espresse da Ivan Lo Bello sul peso della imprenditoria mafiosa a Catania.
Per finire, una fotografia di diversi anni fa pubblicata in questi giorni ha riacceso i riflettori sul cosiddetto “caso Catania”, una vicenda giudiziaria nata dalla denunzia di Giambattista Scidà che lanciò l’allarme di contiguità tra criminalità mafiosa e frange della magistratura etnea.
Alla luce di tutti questi fatti e alla vigilia della nomina del nuovo Procuratore della Repubblica di Catania, facciamo appello al Csm affinché la Procura di Catania abbia finalmente un Procuratore capo assolutamente estraneo ai giochi di Palazzo e all’intreccio delle poco chiare vicende catanesi. Un magistrato che non subisca le forti interferenze esterne che hanno condizionato da decenni la direzione della Procura catanese.

Giolì Vindigni, Gabriele Centineo, Mimmo Cosentino, Angela Faro, Santa Giunta, Vincenza Venezia, Salvatore Cuccia, Luciano Carini, Giuseppe Di Filippo, Enrico Giuffrida, Lillo Venezia, Claudio Novembre, Massimo Blandini, Marzia Gelardi, Maria Concetta Siracusano, Francesco Duro, Margherita Ragusa, Antonella Inserra, Mario Pugliese, Giovanni Caruso, Elena Maiorana, Tuccio Giuffrè, Rosa Spataro, Paolo Parisi, Marcella Giammusso, Giuseppe Pappalardo, Raffaella Montalto, Giovanni Grasso, Federico Di Fazio, Claudio Gibilisco, Riccardo Orioles, Elio Impellizzeri, Ignazio Grima, Angelo Morales, Pippo Lamartina, Andrea Alba, Matteo Iannitti, Valerio Marletta, Marcello Failla, Alberto Rotondo, Riccardo Gentile, Barbara Crivelli, Massimo Malerba, Enrico Mirabella, Maria Lucia Battiato, Mauro Viscuso, Sebastiano Gulisano, Aldo Toscano, Anna Bonforte, Ada Mollica, Grazia Loria,Pierpaolo Montalto

per adesioni inviate mail a giolivindigni@libero.it, mimmocosen@hotmail.it

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