Solo un malore improvviso quanto opportuno gli ha impedito di finire dietro le sbarre del carcere. Così il gip ha concesso ad Antonino Novello gli arresti domiciliari e solo successivamente lo ha rimesso in libertà. Rimane comunque indagato nell’inchiesta per lo scandalo dei servizi sociali scoppiato nel luglio scorso, 52 indagati, 16 arresti, 11 ai domiciliari, venti pagine di capi d’accusa: associazione, falso, truffa ai danni dello Stato, abuso d’ufficio; sequestrati beni per 12 milioni di euro. Secondo l’accusa ci sarebbero stati una serie di appalti truccati a discapito delle fasce più deboli della società.

In altre parole i bisogni di anziani, di bambini, di disabili, venivano presi a pretesto per arricchirsi e fare arricchire chi si aggiudicava gli appalti. Questi venivano assegnati senza gara, solo per “affidamento diretto”, su richiesta della stessa cooperativa appaltante e per maggiori importi di spesa, in modo che la differenza potesse finire nelle tasche degli indagati. Tra questi è, appunto, Antonino Novello, avvocato, consigliere regionale della sezione etnea dell’Unione italiana ciechi, già presidente (si è autosospeso) ma comunque rappresentante della cooperativa Città del sole.

Le pesanti ipotesi di reato non hanno precluso però, alla Cooperativa Città del Sole, l’affidamento di un nuovo importante e delicatissimo incarico, un progetto finalizzato all’inserimento dei detenuti nel mondo del lavoro, del quale l’ex presidente Novello è ideatore e direttore. Lo hanno presentato giorni fa in pompa magna, e tra il plauso dei media locali, nell’auditorium della stessa cooperativa sociale.

Si chiama “Formazione e lavoro: nuove prospettive di vita” , é finanziato dal Fondo sociale europeo attraverso l’assessorato regionale alla famiglia ed ha preso il via il 30 settembre scorso con la compartecipazione delle direzioni penitenziarie di Catania e di Giarre.Tutta l’attività (cinque corsi da 150 ore ciascuno, tre a Piazza Lanza, due a Giarre più un periodo di work experience di 480 ore) si svolge sotto la supervisione del Nucleo regionale permanente del Fondo sociale europeo per la Sicilia, organismo di coordinamento del Provveditorato regionale per l’amministrazione penitenziaria (Prap) per la Sicilia che dipende dal Ministero della Giustizia e coordina i lavori gestiti da partenariati tra enti privati e carceri.

Alla presentazione del progetto erano presenti tra gli altri, il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Orazio Faramo e i direttori delle carceri di Catania e Giarre, Rosario Tortorella e Aldo Tiralongo. Non poteva mancare, naturalmente, l’ideatore e direttore del programma nonchè rappresentante de La Città del Sole, cooperativa sociale capofila delle imprese e dei consorzi che partecipano al progetto. Sì avete capito bene; proprio lui, Nino Novello. Che i vertici delle istituzioni pubbliche non sapessero nulla dell’inchiesta sullo scandalo dei servizi sociali?

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4 Responses to “Un indagato per il progetto carceri”

  1. marianna nicastro
    febbraio 1st, 2011 at 19:49

    E’ u progetto di re-inserimento sociale! Che si riferisse a sè stesso?

    Ottimo pezzo!

  2. pezzo di ladro questa è la razza peggiore dei delinquenti quasi al livello dei pedofili, robin hood dei ricchi

  3. infame!!!!

  4. Beh, un’ altra persona “perbene” che viene arrestata, che tristezza che provo, sfruttare i più deboli, spero con tutto il cuore che non sia così ma d’altra parte abbiamo anche i preti cocainomani di che ci stupiamo?

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