Erano state sbandierate come uno degli strumenti privilegiati per rilanciare 22 aree depresse del paese ad alto disagio sociale ed economico, di cui 18 nel Mezzogiorno, attraverso esenzioni fiscali automatiche per le piccole e micro imprese che vi si fossero insediate, cioè sconti su ICI, IRAP e contributi da pagare ai dipendenti.

Piccoli paradisi fiscali, una sorta di laboratori della ‘fiscalità di vantaggio’, in cui per 14 anni le nuove piccole e medie imprese avrebbero dovuto godere di sgravi contributivi, per i primi cinque anni addirittura del 100%.

La Zfu prevista a Catania nel quartiere di Librino, avrebbe dovuto godere, solo nei primi due anni di attuazione, di incentivi per 7.349.992 euro.

Il 28 ottobre del 2009 i sindaci delle aree interessate erano stati convocati dall’allora Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola alla cerimonia ufficiale per la firma del progetto. A quel punto mancava solo il Decreto attuativo da parte del Ministero dell’economia, che non è mai giunto.

Con il fantomatico Piano per il sud le risorse destinate alle Zfu, per un totale di 150 milioni di euro, sono state invece depennate.

Dovrebbero essere sostituite dalle Zone a burocrazia zero (Zbz), che invece prevedono una nuova disciplina di aiuto con contributi diretti concessi dai sindaci a beneficio delle nuove iniziative produttive ma finendo di fatto con lo sminuirne il ruolo e azzerandone le funzioni, visto che l’ambito d’applicazione non è più tributario ma è quello strettamente amministrativo.

Se così sarà, saranno aboliti gli automatismi previsti delle Zfu che non si prestavano ai giochi della politica e dei favoritismi, per riportare l’iniziativa nelle mani dei politici locali che, elemosinando le risorse nei modi, nei tempi e nei riguardi di chi riterranno più opportuno, avranno a disposizione un nuovo, potente, strumento di clientelismo.

Secondo la Cgil, la trasformazione si deve esclusivamente alla tutela degli interessi imposti dalla Lega Nord, attratta dalle Zbz allo scopo di non deludere i tanti imprenditori del nord in grado di investire in aree non ricomprese fra le zone franche urbane.

Per tentare di contrastare queste decisioni, è cominciata da Matera la campagna di sensibilizzazione denominata ”Petizione itinerante pro Zfu day” per stimolare il Governo a emanare i decreti attuativi della legge istitutiva delle Zone franche urbane.

Il camper per la raccolta di firme è adesso arrivato in Sicilia, dove farà il giro di tutte le città che erano state individuate come sedi di Zfu.

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