Non è più un terra multiculturale, ponte naturale tra le sponde del Mediterraneo. Oggi la Sicilia è la piattaforma di una nuova controffensiva di guerra. Lo ha affermato in modo deciso il giornalista Antonio Mazzeo, da anni impegnato a scrivere sui temi della pace, dell’ambiente, dei diritti umani. Lo ha fatto sabato sera, al convegno su “Il diritto di sapere e di denunciare. Il commercio e lo sviluppo degli armamenti in tempo di crisi”, di cui abbiamo già parlato lunedì.

Dalle sue parole è venuto fuori un quadro d’insieme preoccupante, in cui si incastrano come in un mosaico le tessere che disegnano la militarizzazione della nostra isola.

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01- Il dottor Stranamore a Sigonella
02- Muos, preoccupanti i dati ARPA
03- Bugie a microonde
04- Niscemi, tremila in piazza contro il MUOS
05- Sigonella si espande e Ciancio ci guadagna
06- Guerre stellari a Sigonella
07- Sigonella, il Grande Fratello

Mazzeo ha citato innanzi tutto la moltiplicazione dei sistemi radar,  inquinanti e pericolosi per la salute che già sono stati installati in oasi marine e riserve naturali, creando, ad esempio nella zona di Agrigento, con le loro microonde, problemi agli elettrodomestici, ai sistemi di allarme, all’accensione delle auto, e  che nel tempo  sono destinati a generare danni alla salute delle popolazioni vicine.

Ma non è tutto,  prodotti in Israele, paese che viola da tempo il diritto internazionale, sono stati acquistati con i soldi dei fondi strutturali della UE destinati al “progetto sicurezza”, con il fine precipuo di individuare le imbarcazioni veloci di migranti che si avvicinano alle nostre coste.

La base di Sigonella è quella che più di ogni altra dimostra l’escalation dell’attuale militarizzazione dell’isola, che avviene in controtendenza con gli altri paesi europei, attualmente sulla strada, Germania in testa, della riduzione delle spese militari. E’ destinata a diventare il più grande aeroporto dei Global Hawk, immensi aerei senza pilota, che hanno sia funzioni di controllo del territorio sia di attacco, anche nucleare. Attualmente sono già operativi due, forse tre Global Hawk e se ne prevedono altri, fino a venti.

Nella grande infrastruttura militare siciliana saranno ospitati i sistemi di comando e di controllo dell’AGS, (Alliance Ground Surveillance), il nuovo sistema di sorveglianza terrestre della NATO, che avrà i suoi Global Hawk. A Sigonella quindi saranno centralizzate le attività di raccolta e di analisi delle informazioni trasformando questa base in un’immensa centrale di spionaggio, un “Grande Orecchio” della NATO.

Il sistema AGS, disputato in passato da alcuni paesi europei, interessati agli investimenti previsti dal progetto, è stato via via rifiutato dai governi per la sua pericolosità. Ultimo il governo Zapatero, che non ha accettato di fare di Saragozza il centro del Comando AGS, a causa dei pericoli che avrebbe corso il traffico civile del vicino aeroporto. Nonostante la vicinanza tra Sigonella e Fontanarossa, terzo aeroporto italiano per intensità di traffico, nonostante si conoscano i problemi creati ai dispositivi di bordo, saremo noi ad ospitare il Comando AGS.

Non sono consapevoli di questi rischi le autorità politiche locali e nazionali? Perchè la stampa non ne parla? La risposta può essere l’esistenza di forti interessi economici che coinvolgono soggetti politici, aziende economiche e criminalità, tutti interessati alla crescente militarizzazione del territorio, che comporta nuovi appalti.

La presenza della mafia in questi business è non solo prevedibile per il presente e per il futuro, ma accertata in molti casi del passato. A Comiso, ad esempio, l’arrivo dei missili nucleari fu l’occasione che permise la penetrazione delle organizzazioni criminali nel territorio del ragusano, fino ad allora immune dal fenomeno.

Sappiamo del resto da varie inchieste giudiziarie che per decenni  alcune attività economiche all’interno della base di Sigonella sono state monopolio di società direttamente o indirettamente collegate alla mafia. Tra queste la realizzazione di infrastrutture o la gestione di servizi come lo smaltimento dei rifiuti, molti dei quali di tipo speciale e radioattivo, portati nelle discariche di Lentini, con gravi conseguenze per la salute e la sicurezza dei cittadini.

Nella nostra isola sarà installato anche uno quattro terminali terrestri del nuovo sistema di telecomunicazione satellitare mondiale, il MUOS. Sarà collocato all’interno di una riserva naturale pregiata, l’ultima sughereta presente in Sicilia, a Niscemi, dove già esiste una grande base di telecomunicazione per i sottomarini nucleari.

La scelta di Niscemi nasce dalla necessità di allontanare il MUOS da Sigonella, sua destinazione iniziale, dopo i risultati di uno studio sull’impatto delle onde elettromagnetiche emesse da questi radar. Dallo studio è emersa infatti la loro estrema pericolosità sia per l’atterraggio e il decollo degli aerei sia per il rischio di autoesplosione delle testate nucleari presenti nella base. Ma la popolazione di Niscemi non è stata a guardare e con una serie di manifestazioni di protesta è riuscita a fermare il progetto per più di un anno.

Proprio alcuni giorni fa, tuttavia,  il governatore Lombardo, che si era espressamente dichiarato contrario a questo progetto, è intervenuto di autorità. Ha convocato il Consiglio Comunale e si è presentato con due tecnici e un generale delle forze armate dichiarando che il MUOS si farà comunque. I cittadini di Niscemi non avranno diritto neanche alle opere compensatorie concesse a chi subisce la vicinanza di strutture pericolose e inquinanti. Il MUOS infatti è stato dichiarato, d’autorità, a impatto ambientale zero!

Quale sarà allora il futuro della nostra regione? Essa è già una base operativa statunitense per le guerre presenti. Lo sarà anche per le future, già previste, non solo contro il Medio Oriente ma contro tutto il continente africano?

Gli USA hanno infatti creato un nuovo comando, l’Africom, che permette di tenere sotto controllo le dinamiche sociali ed economiche, migrazioni comprese, dei paesi africani, e soprattutto le ricche risorse minerarie, energetiche e idriche del continente, ormai oggetto anche delle mire cinesi. Una delle sue sedi sarà proprio Sigonella.

La centralità strategica della Sicilia nel Mediterraneo potrebbe essere la nostra ricchezza ma sta forse divenendo una delle cause della nostra povertà. Gli affari che si fanno sulle commesse e sugli appalti militari hanno arricchito varie mprese, legate o meno ad interessi criminali, ma non hanno avuto nessuna ricaduta di crescita e di sviluppo sul territorio. I rischi invece, all’ambiente e alla salute, sono per tutti noi.

Questo incontro è servito a renderci più consapevoli, soprattutto perchè ha svelato le interconnessioni tra questi interventi.  Avevamo da prima il diritto di sapere, adesso abbiamo anche le informazioni per agire. E uno dei modi per agire è quello di fare circolare queste informazioni, che, purtroppo, tranne eccezioni come questa, vengono taciute e rimangono sconosciute ai più. Argo aveva già scritto su molti di questi argomenti, ma è importante tornarci per tenere sempre alta l’attenzione.

Leggi su Argo: Il dottor Stranamore a SigonellaMuos, preoccupanti i dati ARPA, Bugie a microonde, Niscemi, tremila in piazza contro il MUOS, Sigonella si espande e Ciancio ci guadagna, Guerre stellari a Sigonella, Sigonella, il Grande Fratello

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2 Responses to “Sicilia militarizzata”

  1. La Sicilia è considerata e trattata alla stregua di una colonia, ma questo non preoccupa la classe dirigente siciliana , da tempo abituata a barattare la dignità propria e dei siciliani con gli interessi privati, alleata con la mafia.

  2. Sono preoccupata per le conseguenze derivanti dalla presenza dei droni in un’area con un intenso traffico aereo civile (Fontanarossa, Catania). Queste macchine sono in grado di “vedere” ed evitare velivoli presenti sulla loro traiettoria? Si tratta di velivoli a bassa osservabilità e quindi difficili da vedere dai radar del controllo di volo?
    Saluti
    Sara

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