Vi ricordate quel segno di servile ossequio, il baciamano offerto a Berlusconi dall’allora sindaco di Catania? Era uno Scapagnini quasi genuflesso che si chinava a significare omaggio deferente, riguardo e umiltà.
Ecco che adesso quella riverente sottomissione la ripropone lui, il premier, a un altro leader, Gheddafi, che, peraltro, un po’ gli somiglia, gli stessi capelli impomatati, color nero lucido da scarpe; lo stesso culto della personalità, la Sua; lo stesso interesse morboso per il sesso, se è vero che è stato proprio il dittatore libico l’inventore di quel bunga bunga praticato da Berlusconi con puntuale quotidianità. E chissà quali altre affinità e comparaggi tra i due.
Noi siciliani di baciamani ne abbiamo visti tanti. “Baciamo le mani a vossia”, dicono anche i picciotti poggiando le labbra sulle mani del boss. Scapagnini è napoletano ma a furia di stare in Sicilia… E Berlusconi frequentando Dell’Utri e Mangano…
Si sa, chi di baciamano perisce di baciamano ferisce.

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3 Responses to “Chi di baciamano perisce di baciamano ferisce”

  1. Forse non ho capito l’eventuale battuta, ma se questa non ci fosse allora hai sbagliato il proverbio.. inverti ferisce con perisce…

  2. Nessun errore. Il modo di dire “Chi di spada ferisce di spada perisce” è stato trasformato per adattarlo ai fatti avvenuti. Berlusconi prima ha ricevuto, e quindi subìto, il baciamano e poi l’ha appioppato a Gheddafi, ferendolo metaforicamente.

  3. salvo d'arrigo
    marzo 6th, 2011 at 20:14

    schifo schifo schifo
    fanno solamente schifo

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