La montagna partorì il topino e per giunta dopo due mesi buoni di gestazione. Tanto abbiamo atteso la risposta laconica, lacunosa e reticente, consegnata, infine, dai responsabili dell’Ordine notarile di Catania, ai quali avevamo chiesto un intervista sul caso Ciancico. Sul caso cioè – lo ricordate?- di uno dei notai più noti della città dell’Etna, già presidente dell’Ordine, che non ha versato all’Agenzia delle Entrate, trattenendole nelle sue tasche, imposte di registro per un valore di …? Chissà ..Non siamo proprio riusciti a saperlo, né nel corso dell’incontro veloce avuto con la presidente del Consiglio notarile di Catania Sebastiana Sciré Risichella, né dalle risposte alle nostre domande che la stessa, come promesso, ci ha inviato. Risposte diligentemente battute a macchina ma assolutamente non chiarificatrici ed esaustive rispetto ai tanti interrogativi sulla scandalosa frode nei confronti dello Stato e sulla truffa ai poveri utenti convinti di aver pagato i balzelli dovuti.

La dottoressa Sciré si limita a dare informazioni generiche, ripetendo, inoltre, su tanti punti ciò che Argo aveva già scritto, come si può verificare dai link ai nostri post precedenti. E cioè che il provvedimento di sospensione dalle funzioni di notaio per Vincenzo Ciancico è stato adottato dalla Commissione regionale di disciplina di Palermo (Co.Re.Di) sulla base di un istruttoria condotta dal Consiglio notarile di Catania, organo di controllo e vigilanza dell’operato dei notai sul territorio. Che la Co.RE.Di. è una commissione presieduta da un magistrato e composta da notai, non legata al distretto in cui opera il notaio “indagato” ma con competenze regionali. Ad essa viene deferito il notaio in caso di irregolarità. Che il Consiglio Notarile ha dimostrato alla CO.RE.DI. che Ciancico non ha versato all”Agenzia delle Entrate le imposte di registro pagate dai suoi ignari clienti per un certo numero non meglio precisato di atti. Che c’è un fondo di garanzia di diversi milioni di euro, un’assicurazione che copre eventuali errori e illeciti, costituito in tempi non sospetti. Che gli atti del procedimento sono stati trasmessi anche alla Procura per quanto di sua competenza.

Nessuna risposta alla domanda se Ciancico avesse sanato o meno le situazioni debitorie, nessuna sull’ammontare dell’ammanco, nessuna sul numero di atti non regolari. Reticente anche il quotidiano La Sicilia che continua a ignorare il caso, salvo ospitare graziosamente la smentita alla notizia mai data con una lettera dello stesso Vincenzo Ciancico. Chissà, forse è un fatto di feeling. In fondo tra Ciancio e Ciancico c’è solo una C di troppo.

Sulla sospensione di Ciancìco leggi su Argo  Il caso Ciancìco e la notizia mai data e Dopo il caso Ciancìco, istruzioni per l’uso

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One Response to “Caso Ciancico, la risposta laconica dei colleghi notai”

  1. qualche news sugli sviluppi di questa vicenda?

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