Nessuna revoca, al momento, dell’ennesimo balzello che saremo costretti a pagare se utilizzeremo le autostrade siciliane e i raccordi autostradali gestiti dall’ANAS. Solo un impedimento tecnico ha fatto slittare la data dell’entrata in vigore del decreto n. 78 del 2010 art. 15, Cap. IV, modificato dal Decreto legge del 5 agosto 2010 n. 125.

Ogni giorno leggiamo sui giornali prese di posizione sull’argomento: ovviamente tutti si dicono contrari ma, entrando nel dettaglio, diverse sono le modalità e le proposte. C’è chi parla di revoca e propone di attivare i necessari percorsi istituzionali per ottenerla; c’è chi prende semplicemente posizione senza individuare alcuna azione concreta; c’è chi parla di sospensiva, lasciando aperta la possibilità di reintrodurre il balzello; c’è chi parla di subordinare il pagamento (che viene quindi accettato) alla destinazione d’uso degli introiti.

Partiamo da quest’ultimo caso. Lo Stato non può riscuotere direttamente i pedaggi, che andranno all’ANAS; i finanziamenti statali all’ANAS sono stati quindi diminuiti a partire dal 2011, con la conseguenza che i nuovi introiti serviranno solo per la normale amministrazione. E’ evidente che in tal modo le condizioni delle attuali autostrade non miglioreranno. Così come non siamo convinti che una società mista tra ANAS e Regione sicilianaproposta dal Presidente Lombardo – possa “aumentare l’efficienza e ridurre gli sprechi”.

Solo di recente abbiamo registrato una presa di posizione netta da parte di gruppi di sindaci e da parte della presidenza regionale che chiedono una revoca, senza alcuna disposizione a trattare. A giorni vi sarà un incontro a Roma, con il Ministro delle Infrastrutture.

Certo è che tra Regione siciliana e Governo si sta continuando a colpi di sospensiva e decisioni del TAR:  ”Qualche tempo fa – afferma Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all’Assemblea regionale siciliana – il governo Berlusconi ha deciso di scippare alla Sicilia le autostrade gestite dal Cas per consegnarle all’Anas: è quindi intervenuto il Tar che, dopo avere concesso una sospensiva, si è pronunciato accogliendo il ricorso della Regione e riconoscendone il ruolo, e ha sottolineato come provvedimenti del genere debbano essere ‘concertati’ fra Roma e la Sicilia. Ma nei giorni scorsi il Commissario dello Stato (Vedi anche SiciliaInformazioni) ha bocciato la norma approvata dall’Ars che prevedeva la trasformazione del Consorzio Autostrade Siciliane in ‘Ente pubblico economico”

Non mancano poi gruppi di cittadini che utilizzano facebook per esprimere e far esprimere dissenso attraverso migliaia di mail spedite ad indirizzi istituzionali.

Non riusciamo a comprendere, invece, i consiglieri comunali del PDL di Palermo che stanno raccogliendo delle firme di protesta contro il decreto che impone il balzello.. Sarà che vogliono essere sia maggioranza che opposizione?

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