“Che Pasqua stiamo celebrando? La vittoria del Cristo sulla morte oppure una Pasqua in cui l’agnello rimane immolato?” È stata questa la provocatoria domanda con cui ieri il direttore della Caritas di Catania Padre Valerio Di Trapani ha presentato all’Help Center di Catania il Dossier relativo al trimestre Gennaio-Marzo 2011 sulla povertà, l’immigrazione e le emergenze sociali nel nostro territorio redatto dagli operatori della Caritas.

La decisione di consegnare il dossier alla città nel periodo pasquale è stata motivata dal fatto che dai dati si evince che non stiamo preparando una Pasqua cristiana bensì pagana, in cui l’agnello, rappresentato dai poveri e dagli emarginati, rimane immolato sull’altare dell’indifferenza, in una città in cui risulta sempre più evidente una mancanza di progettualità.

Catania si rivela una città in cui la sofferenza è sempre più presente: sono le estreme povertà quelle che si rivolgono all’Help center: 266 nuovi poveri solo nell’ultimo trimestre. Per farsi un’idea basti pensare che al Centro di Ascolto Diocesano, nel primo trimestre 2011, hanno fatto accesso 205 persone, il 67.5% in più rispetto al 2010.

  • È accresciuto il numero di coloro che, nell’ultimo anno, hanno perso il lavoro e tra questi quelli d’età compresa tra i 50 e i 65 anni trovano maggiori difficoltà nel reinserimento lavorativo.
  • All’emergenza lavorativa si aggiunge quella abitativa. A tal proposito, nel dossier è stata messa in risalto l’esigenza di “ridistribuire l’ingente patrimonio edilizio a favore dei cittadini senza casa” (a fronte di una famiglia senza casa ci sono 10 case sfitte in città) mettendo in atto delle politiche di housing sociale con affitti a prezzi moderati.
  • Occorre un presidio del territorio di tipo sociale per rinnovarne le opportunità, dare un sostegno reale alle periferie degradate sostenendo i progetti di tipo culturale, sociale e sportivo.
  • Tra gli impegni più urgenti è stata sottolineata l’importanza della creazione di lavoro regolare attraverso la valorizzazione del territorio e la formazione lavorativa per i migranti.
  • Riguardo al tema della salute mentale, spesso ignorato, è stata messa in evidenza la necessità di creare percorsi che siano efficaci rispetto alle inquietudini di chi vive una situazione di povertà e di emarginazione.
  • Un dato positivo concerne l’iniziativa di microcredito che finora ha dato dei buoni risultati, permettendo, così, di partire dal basso per ricostruire il tessuto produttivo e dare una speranza a chi non ne ha più.

In tale ottica, è fondamentale uscire dai “gusci dei nostri contesti” mettendo in atto un’azione concreta attraverso il volontariato, impegnandoci a sviluppare la prossimità e l’ ospitalità nei confronti di chi soffre e si trova vicino a noi.

Per chi volesse impegnarsi come volontario e per conoscere tutte le iniziative della Caritas di Catania: www.caritascatania.it

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