“L’interesse più alto è quello di tutti”. E’ lo slogan di Banca Etica, un’esperienza che intende coniugare correttezza etica e convenienza economica. Ne ha parlato lunedì 11 aprile Gabriele Vaccaro, invitato nella sede di Mani Tese, in via Montenero.

Nata dodici anni fa “ad opera di organizzazioni del Terzo Settore, del volontariato e della cooperazione internazionale”, la Banca Etica si è ampliata e rafforzata, subendo in maniera meno dura di altre gli effetti della attuale crisi economica. E c’era da aspettarselo. La Banca investe infatti nell’economia reale e non punta sulla speculazione. Di più. Investe nell’economia reale che produce anche valore sociale. Lo dimostrano le imprese e i progetti finanziati, che danno lavoro anche a soggetti svantaggiati, come tossicodipendenti, ex detenuti, disabili, o tendono alla produzione di prodotti biologici, nel rispetto dell’ambiente e della natura, altro principio ispiratore di Banca Etica.

Presente in tutta Italia, Banca Etica, a differenza di altre istituzioni bancarie, raccoglie il capitale soprattutto al Nord, dove è maggiornmente conosciuta, ma investe maggiormente al Sud.

Le imprese, le persone, i progetti da finanziare vengono sempre sottoposti ad una valutazione in modo da verificare la loro capacità di produrre “valore sociale”. Sono, ad esempio, escluse le imprese che lavorano in nero o quelle che non rispettano i diritti umani. Il tutto nella massima trasparenza. Quando affidiamo i nostri soldi alle altre banche non sappiamo come vengano investiti, mentre Banca Etica permette ai suoi soci, e anche ai suoi correntisti, non solo di conoscere, ma anche di esprimere una preferenza riguardo ai settori in cui i soldi vengono impiegati. Non per niente è stata definita la banca dalle pareti di cristallo.

Essendo organizzata come una banca di credito cooperativo, a livello nazionale, assicura ai soci la possibilità di partecipare alle decisioni secondo il principio “una testa, un voto”, indipendentemente dal numero di azioni detenute.

La Banca ha una certa varietà di proposte. Tra queste, oltre al Conto Giovani, è interessante la formula prevista per i ragazzini al di sotto dei 18 anni, con il libretto Paghette. Un modo di responsabilizzarli gradualmente all’utilizzo del denaro. Da quando è stata stipulata una convenzione con le Poste, è possibile utilizzare gli sportelli postali per versare o prelevare fino a 4.000 euro. Per avere maggiori informazioni, consultare il sito www.bancaetica.com

Un esempio di attività finanziata al Sud è quello della cooperativa sociale L’Arcolaio di Siracusa, che occupa persone detenute e realizza biscotti dal suggestivo nome di Dolci Evasioni. Per produrli vengono utilizzate mandorle di produzione locale e semola di farina biologica. I detenuti sono remunerati sulla base delle ore di lavoro effettuate e contestualmente imparano un mestiere che potrà essere utile per reinserirsi nel mondo del lavoro. Di recente l’attività si è estesa alla preparazione dei pasti per le persone recluse.

Altro esempio è quello della Cooperativa Quetzal di Modica che gestisce una Bottega del Commercio equo e solidale e un laboratorio di produzione di cioccolata, che ha oggi 18 dipendenti. La “scommessa” di questa cooperativa è quella di creare “lavoro dignitoso sia nel Sud del mondo che nel Sud del nostro Paese” perchè “i nostri consumi sono uno strumento politico per agire e cambiare.”

I promotori finaziari di Banca Etica sono definiti “banchieri ambulanti”. Un esempio è proprio quello di Gabriele Vaccaro. Avendo Banca Etica escluso l’ipotesi di aprire una filiale nella Sicilia Orientale (l’unica presente in Sicilia è quella di Palermo) per evitare di fare lievitare le spese, tocca a Vaccaro spostarsi nei vari centri delle province di Catania, Enna, Messina, Siracusa e Ragusa, per promuovere la conoscenza della banca, stipulare contratti, vendere azioni.

Chi volesse contattare Gabriele può farlo chiamandolo al numero 3386386053 o inviandogli una mail all’indirizzo gvaccaro@bancaetica.it. Gli appuntamenti vengono concordati in modo da ridurre al minimo le spese degli spostamenti. A chi ritiene che il promotore “ambulante” sia interessato a moltiplicare il numero di correntisti e azionisti per aumentare le proprie provvigioni, Gabriele risponde di avere uno stipendio fisso, senza provvigioni, a garanzia del cliente.

Lavorare in Banca Etica, ma anche divenirne socio o correntista significa entrare in una rete di solidarietà che non può non coinvolgere le esperienze associative locali. E tutti coloro che credono negli stessi principi.

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