COMUNICATO STAMPA

Sull’epistolario de La Sicilia un dirigente della Autorità Portuale, sostituitosi ai poteri rappresentativi dell’ente, si è scagliato con inusitata animosità contro la federazione Canottieri Riuniti di Catania “colpevole” di avere gareggiato e vinto nel 1994 una pubblica gara per la concessione di uno scalo per il diporto nautico.

Ha infatti elencato un numero di “atti pubblici” simulandoli come prova di infondatezza delle ragioni della Canottieri e della verità dei suoi scopi associativi. Tali atti in realtà dimostrano l’esatto contrario di quanto detta persona vorrebbe far credere.

Precisamente :

  1. Il primo di detti atti, la censura della Corte dei Conti, non riguardò la Canottieri ma l’Autorità Portuale la cui gestione venne definita testualmente “inefficiente” ed “inefficace”;
  2. Ugualmente i “Senatori e Deputati”, citati dal sorprendente dirigente, hanno ripetutamente interrogato in Parlamento i Ministri sulla gestione del porto e non sulla gestione della Canottieri;
  3. Idem la richiamata “Commissione Antimafia” presso cui giace, tuttora inevaso, il dossier dell’on. Nichi Vendola dal profetico titolo “porto delle nebbie” riferito alla sola gestione portuale;
  4. Idem le “Commissioni interministeriali e Ministeri” che non possono avere avuto alcun compito di censurare la Canottieri ma, semmai, la Autorità Portuale quale ente pubblico sottoposto alla loro vigilanza;
  5. La “Procura della Repubblica” non ha mai indagato la Canottieri la quale, al contrario, aveva denunciato le anomalie gestionali del nostro porto e non aveva ricevuto alcuna contro denuncia per calunnia da coloro che ancora oggi temono si faccia piena luce in Tribunale su tutta la triste vicenda “porto delle nebbie”.
  6. Inoltre il suddetto dirigente portuale non si pone scrupolo di dichiarare alla Stampa che un “Giudice Amministrativo in primo e secondo grado” abbia mai potuto motivare la sua decisione attraverso personali valutazioni di merito ed azzardati sospetti del tipo:

6.1 “discutibilità dell’ assenza di scopo di lucro” verso una associazione di circoli impedita ad operare e quindi a lucrare o meno;

6.2 “discutibilità delle benemerenze sportive ” nonostante il campionato mondiale vinto nel 1990 dal circolo cofondatore della Canottieri Riuniti , la Canottieri Jonica ;

6.3 “opere di grande rilevanza” nonostante il diverso parere tecnico assolutamente favorevole della Soprintendenza ai BB.CC.AA e di tutti gli altri enti preposti alla gara vinta dalla Canottieri;

6.4. “associazione non affiliata alle federazioni sportive” come se fosse consentito affiliarsi senza potere esercitare alcunchè.

Ammesso inoltre che un giudice amministrativo sia caduto in tali gravi errori, non si giustifica il fatto che il fantasioso dirigente portuale taccia alla Stampa che nessuno dei privati concorrenti-ricorrenti contro la Canottieri ottenne vittoria alcuna nei due gradi di giudizio.

Taccia ancora che il secondo giudice, nel secondo grado, non è affatto caduto negli errori del primo: Il CGA infatti si limitò a rilevare la mancata variazione di destinazione d’uso dello scalo conseguito dalla Canottieri.

Cioè lo stesso adempimento procedurale ingiustificatamente omesso da coloro che vollero e vogliono contrastare con ogni mezzo la consegna di uno scalo ad una associazione senza scopo di lucro , precisamente:

A) Il militare della Capitaneria di Porto istruttore fino al 1994 della gara partecipata dalla associazione senza scopo di lucro Canottieri Riuniti, che tentò di annullare la stessa gara allorquando stava per essere assegnata alla Canottieri, per come lo fu, in forza della meritorietà del suo compito statutario ai sensi dell’art.37 del C.d.N.;

B) L’attuale dirigente portuale, già militare agli ordini del suddetto primo militare e con lui corresponsabile degli stessi impedimenti contro la Canottieri , successivamente premiato con la sua assunzione per chiamata diretta nell’ ente pubblico Autorità Portuale in cui presta attuale servizio;

C) Lo stesso ex militare che oggi nasconde alla Stampa il lungo iter della travagliata gara vinta dalla Canottieri e l’unanime parere positivo ottenuto da tutte le Autorità e gli enti preposti;

D) La Autorità Portuale che continua ad omettere l’adempimento formale rilevato dal CGA sulla corretta destinazione d’uso dello scalo rimasto così inutilizzato fin dal 1994.

E) Ancora una volta il solertissimo dirigente, che dovrebbe osservare l’interesse pubblico ma tace del tutto sulla cessione gratuita al Comune da parte dei cittadini iscritti alla Canottieri affinchè tutti gli altri cittadini di ogni classe di reddito possano accedere alla nautica da diporto senza venire sottomessi alle esose tariffe dei concessionari privati che imperano su tutta la costa.

Catania, Santa Pasqua 2011

Marcello Di Luise, VI° presidente pro tempore della federazione diportistica senza scopo di lucro Canottieri Riuniti Catania, pronto a dimettersi dopo l’accertamento della verità.

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One Response to “Risposta della Canottieri Riuniti a dirigente Autorità Portuale”

  1. 1.la mancanza di serietà delle affermazioni del Sig. De Luise è ampiamente illustrata dal fatto che sconosca ben due sentenze che riguardano la “Sua” associazione, delle quali un piccolissimo estratto è stato pubblicato nella lettera dello scrivente a “La Sicilia;
    2.la scarsa attitudine alla verità è altrettanto ampiamente dimostrata dal fatto che lo scrivente, quando ancora ufficiale delle CC.PP., nel 1994 prestava ancora serviaio a Siracusa e non poteva essere _ come afferma il Sig. Di Luise _ a Catania quale “corresponsabile” di non si capisce cosa..;
    3.che qualcuno provi ad estrarre:
    a_un elenco dei soci di questa Canottieri Riuniti;
    b_una certificazione rilasciata da un Organo Federale che attesi a quante manifestazioni sportive eventuali atleti e teesserati della stessa vi abbiano preso parte.
    tutto il resto è soltanto NOIA…..

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