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Ci sono riusciti. I ragazzi di Monte Po che giocano nel campetto comunale del quartiere, lasciato in stato di abbandono dall’amministrazione, hanno completato i lavori di ristrutturazione e ieri pomeriggio l’hanno inaugurato. Sono una settantina i giovani presenti a questa inaugurazione “ufficiale”, con un torneo di dieci squadre e una festa conclusiva. Ma – ci dice Marco- i giovani coinvolti sono ancora di più. E hanno collaborato anche gli adulti, perchè è una cosa che sentono propria.

Hanno sostituito la rete metallica, rinnovato la porta di accesso, sistemato le porte interne e aggiunto le rispettive reti, inserito le parti mancanti di tappeto. E così via. Tutto con le proprie mani, dal montaggio alla verniciatura, Un lavoro di squadra fatto con entusiasmo per realizzare un “sogno”, rendere più bello e funzionale qualcosa che già si sentiva proprio e che adesso lo è più che mai.

Per comprare il materiale hanno usato i soldi raccolti con la gestione di una “tenda” di Mani Tese all’interno stesso del quartiere. I pochi soldi che mancavano li hanno aggiunti tassandosi con un euro a testa. E adesso hanno la soddisfazione di vedere il lavoro ultimato e di giocare sul “loro” campo.

Punto di riferimento per tutti è stato, ed è, Lorenzo Valastro. Sta accanto a questi ragazzi da quasi dieci anni, da quando l’associazione Mani Tese realizzò a Monte Po un progetto contro il lavoro minorile, “Bambini a giocare, genitori a lavorare”. I bambini di allora sono cresciuti, hanno vent’anni o anche più, e attorno al vecchio gruppo crescono le nuove leve.

Assente, totalmente assente, l’amministrazione comunale. Gli incontri con gli assessori allo Sport e ai Lavori Pubblici hanno avuto un esito negativo. I soldi non ci sono, hanno dichiarato e hanno fatto una controproposta: prendete il campo in gestione. Ma almeno datecelo con l’illuminazione funzionante, è stata la risposta dei ragazzi. Sono arrivate le squadre del Comune per verificare quali danni impedissero al sistema di illuminazione di funzionare, hanno aperto i tombini, li hanno lasciati deformati o chiusi male e sono sparite. Adesso c’è un pericolo di più attorno al campo, la possibilità che i ragazzi si facciano male.

Non l’unica, perchè c’è un muretto con i pali della vecchia recinzione piegati e contorti, ci sono aiuole piene di piante secche ed erbacce. I ragazzi hanno già fatto una prima pulizia, radicale, accumulando sacchi e sacchi di rifiuti. E fanno il possibile per mantenere il luogo accessibile e utilizzabile.

Tutto attorno, dalla collina su cui il campo è stato costruito, si gode di un bellissimo panorama, si vede il mare, ci sono spazi verdi liberi. Sarebbe il contesto ideale per fare un parco, per offrire al quartiere e alla cittadinanza tutta un luogo di bellezza e di svago “pulito”. Possibilmente senza speculazioni e cementificazioni. Altrimenti è meglio lasciarlo così. Magari il parco lo fanno i ragazzi. Hanno imparato a gestirsi e ad amare quello che hanno contribuito a realizzare. Nessuna migliore scuola di cittadinanza. Bravi, ragazzi! Bravo, Lorenzo! E non parlate male dei ragazzi di Monte Po…
Notizie e immagini sulla situazione del campo prima della ristrutturazione, nell’articolo su Argo Riusciranno i ragazzi a salvare il campo?

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