Uno è quello piantato all’interno del parco Falcone, vicino al viale Sanzio, a Catania. Gli altri diciannovemila carrubi sono un po’ ovunque in Sicilia, a Catania come a Messina , a Sciacca, a Palermo. Diciotto anni fa, nel primo anniversario della strage di Capaci, la Forestale ne fece dono a istituzioni, soprattutto Comuni, e a privati che vollero adottarli. Promotore dell’iniziativa, il magazine Vivere, coordinato dal giornalista Giuseppe Lazzaro Danzuso che, inoltre, riuscì ad avvalersi dell’opera di una squadra di collaboratori di tutto rispetto, Gesualdo Bufalino che aveva descritto con grande poesia i carrubi, Piero Guccione che li aveva dipinti , Peppino Leone che li aveva fotografati.
Da allora sono passati diciotto anni. “Quei monumenti vivi al sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani – scrive in un suo blog Giuseppe Lazzaro Danzuso – sono adesso maggiorenni”.

“Spesso, in questi anni, – sono ancora le sue parole – mi sono chiesto come sia cresciuta la dignità della Sicilia e dei siciliani che pensavo potesse essere incarnata da questi alberi. A volte penso che è venuta su rachitica, malata. E mi verrebbe di cedere allo sconforto. Altre volte sono sconsideratamente fiducioso. Soprattutto quando mi soffermo sul sorriso sornione di quei due, che, nella foto sul muro davanti alla mia scrivania, continuano a sussurrarsi qualcosa all’orecchio. Non so cosa si dicano, ma il guardarli mi rincuora sempre”.

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