Festeggiare la ricorrenza dei 130 anni dalla fondazione con un libro, un convegno e una mostra. Con queste impegnative proposte l’Istituto tecnico ‘Archimede’ di Catania ha voluto ricordare la sua ormai lunga storia, anche

Il mitico laboratorio di aggiustaggio dell'Archimede

per farne un punto di partenza per progettare il suo futuro.

Una storia che ha preso le mosse nel 1876 da una sollecitazione fatta al Sindaco di Catania dall’allora Ministro dell’agricoltura, industria e commercio, il catanese S. Majorana Calatabiano perché si formasse un consorzio con la Deputazione provinciale e la Camera di Commercio per dare vita ad una Scuola di Arti e mestieri.

Il 1881 segna la prima tappa di questo percorso, con il decreto che ne sancisce la costituzione, come scuola serale, annessa all’Ospizio di beneficenza, orientata all’insegnamento del disegno tecnico e industriale.

Questa prima fase della storia dell’Istituto è stata ottimamente ricostruita nel volume di Federica Santagati, Arti e mestieri. Una scuola artistico-professionale a Catania fra Otto e Novecento, Bonanno 2010.

Per quanto parzialmente diversi siano stati i suoi sviluppi successivi, la studiosa catanese ha colto con precisione la caratteristica fondamentale di questa scuola: il suo essere fortemente radicata nel tessuto sociale ed economico della città, legando la formazione professionale e il mondo del lavoro.

E’ quanto ha sottolineato il prof. Giarrizzo, accademico dei Lincei, nel presentare il volume e quanto ha ribadito anche Claudia Guastella, che insegna Storia dell’arte nell’Università di Catania, ricordando come i più bei nomi della vita artistica della Catania del primo Novecento, siano passati dalle aule della Scuola, sia come docenti che come discenti.

Ha destato particolare interesse l’ipotesi, avanzata dalla Guastella, che l’architetto F. Fichera abbia progettato non solo l’edificio storico dell’Istituto, ma anche disegnato alcuni degli arredi, ancora in parte esistenti, prodotti dall’ebanisteria allora esistente nella scuola.

Questo capacità di farsi interprete e di essere protagonista della storia non solo della città, ma di tutta la provincia di Catania sapendone interpretare i ritmi di crescita e di sviluppo, la si ritrova in tutte le tappe successive dell’evoluzione dell’Istituto, nato come adesso lo conosciamo nel 1933.

Lo hanno ricordato gli alunni del corso di elettronica della V A dell’Istituto che, utilizzando i documenti dell’Archivio storico, hanno ricostruito la vorticosa crescita del numero degli alunni negli anni del secondo dopoguerra.

Essa è stata fronteggiata sia aprendo delle sedi distaccate in città e in provincia, e non solo (Giarre, Biancavilla, Acireale, Caltagirone, Belpasso, ma anche Augusta), sia attivando nuove specializzazioni nei settori delle telecomunicazioni, della chimica e infine dell’elettronica, oltre a quelli tradizionali della meccanica e dell’elettrotecnica.

Infine la mostra che, assemblando documenti storici, foto d’epoca e antichi strumenti dei vari laboratori, ha cercato di far ripercorrere e ricordare i momenti cruciali della vita dell’Istituto.

L’ultima sezione della mostra, in cui sono stati esposti un dimostratore satellitare, un modellino di casa capace di produrre energia dal sole e dal vento e due modelli di robot, racconta di una scuola che non vive di ricordi e nostalgie ma continua ad essere attenta alle evoluzioni delle tecnologie e sa dotarsi, con prontezza e in modo creativo, delle competenze e degli strumenti necessari per tradurle in cultura professionale.

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