L’UDI (Unione Donne in Italia) di Catania e la Convenzione per la Pace hanno scelto un’escursione cinematografica articolata in quattro tappe. L’accogliente Arena Argentina farà da cornice ad un viaggio spaziotemporale tra la Sarajevo convalescente del 2006, Londra e i quartieri ricchi di Gerusalemme, passando per i campi in cui trovarono rifugio migliaia di Etiopi, in Sudan a metà degli anni ’80.

Questo il calendario:

4 luglio     Il segreto di Esma di J. Zbanic (2006)
11 luglio   Vai e vivrai di R. Mihaileanu ( 2005)
18 luglio   Ladybird Ladybird di K. Loach (1994)
25 luglio   Kadosh di A. Gitai ( 1999)

Il disagio di essere “l’altro” in un luogo intriso di diffidenza e odio genera sofferenza e dolore. Sembra essere questo il leitmotiv dei quattro film proposti. In perfetta sintonia con la ragion d’essere della Convenzione per la Pace che, anno dopo anno, attraverso la voglia di condivisione e di confronto costruttivo dei soggetti associativi catanesi, arricchisce di genuina e intelligente alterità il capitale umano e sociale della città.

La formula della convenzione è stata scelta, non a caso, anche dall’UDI di Catania perché, come è spiegato nell’atto costitutivo:

La parola Convenzione indica un movimento (con-venire), una parità (convenire su qualcosa, pattuire e concordare), e una utilità condivisa e diffusa (una convenienza). Proponiamo che ci si muova verso un luogo simbolico delle proprie dimore politiche (che si raggiunga Catania dai molti luoghi della Sicilia) a segno di movimento e di identità (ciascuna infatti ha una casa e una identità individuale e associativa, che andranno mantenute). Che ci si muova per pattuire qualcosa (dare il via a una Convenzione delle donne di Sicilia come forma propria del movimento delle donne, fatto di molte differenze alle quali siamo affezionate e cui non intendiamo rinunciare). Che ci si muova, insieme e in accordo, per raggiungere una comune utilità, (il contrasto al femminicidio insieme alla parità effettiva).

Il contrasto alla violenza di genere è l’obiettivo prioritario della convenzione “Stop femminicidio”, nata il 28 aprile 2011 e già sottoscritta da varie associazioni e da donne presenti a vario titolo nella realtà sociale e politica siciliana.

I proventi del Cineforum (10 euro per tutti e 4 i film) saranno interamente devoluti al Centro Astalli di Catania che con competenza e lucidità assicura da anni assistenza alle donne migranti vittime di violenza e che hanno vissuto sulla propria pelle la ferocia di una tratta crudele.

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