“Con un fax del Direttore Amministrativo, si legge sul sito di Step1, l’Università di Catania sfratta Step1 e Upress dall’aula 24 dell’ex Monastero dei Benedettini. La motivazione: la presenza di barriere architettoniche di cui l’Ateneo si accorge solo oggi”.

Anche noi riteniamo – visto quanto accaduto a radio Zammù – di non trovarci, purtroppo, in presenza di un provvedimento a tutela dei diversamente abili, ma di fronte a una precisa strategia messa coerentemente in atto per “normalizzare” il mondo catanese dell’informazione

.A fare da apripista Radio Zammù. L’Università di Catania, nel Consiglio di Amministrazione di dicembre 2010, ha, infatti, deciso di indire una nuova gara a trattativa negoziata (a inviti, non un bando aperto, quindi) per affidare la gestione e la trasmissione su frequenza FM di Radio Zammù.

Alla gara non sono stati invitati, senza alcun avviso o spiegazione, né Blu Media cui era stata affidata la gestione sin dal 2007, né Radio Marte, concessionaria della frequenza 101, 00 su cui veniva trasmessa Zammù. Sia Blu Media, sia radio Marte, sia tutti i ragazzi della radio sono venuti a sapere della cosa per caso, e nessuno ha mai fornito loro una spiegazione ufficiale.

La gara, si è appreso a maggio, è stata vinta dal gruppo RMB di Belpasso, che ha una sede a Catania in via Siena 18, nello stesso immobile in cui è ospitata anche radio Studio 90 Italia di proprietà del Cavaliere Michele Recca, zio del Rettore.

Sempre a maggio, poi, è stato comunicato ai vecchi gestori e concessionari della frequenza 101, che dal primo giugno avrebbero dovuto sospendere ogni attività. Dunque adesso Zammù è muta.

Scheda su Radio Zammù

    Radio Zammù è nata nel 2006 sulla scorta di un laboratorio sulla radio on line organizzato per due anni nell’ambito del Medialab della facoltà di Lingue dell’Università di Catania. In realtà l’idea si sviluppa all’interno del progetto Step1, che Enrico Escher e Gianluca Reale avevano proposto alla Facoltà e che aveva portato alla nascita dell’omonimo giornale on line, anch’esso figlio dei laboratori del Media Lab. La facoltà di Lingue riuscì a mettere su lo studio nell’aula 24 del monastero dei benedettini. Poi da aprile 2007, grazie a un finanziamento sul progetto orientamento gestito dal Cof, vennero coperte le spese relative alla gestione (14mila euro, iva compresa, l’anno) e alla frequenza fm (18mila euro l’anno). Così fino a giugno 2009, quando l’Università ha comunicato che il progetto orientamento era finito e che, tranne qualche piccolo contributo per la frequenza, non era più in grado di finanziare la radio.

Ma tornerà a trasmettere su altre frequenze e da altri studi, non più dal monastero dei benedettini, ma da via Umberto, dove una volta il Rettore voleva fare la tv d’Ateneo. Non si sa però a partire da quando. Alcuni dei ragazzi che facevano parte della vecchia Radio Zammù – va, comunque, sottolineato che tutti i redattori hanno fatto, con encomiabile spirito di servizio, una grande esperienza, riconosciuta in tutta Italia – continueranno con i nuovi gestori.

Un gruppo molto consistente invece ha raccolto l’idea di dare vita a un nuovo progetto che varchi i confini dell’Università, per aprirsi alla città. Il progetto si chiama Radio Lab, e nasce nell’ottica di allargare la partecipazione a tutte le componenti della città che hanno qualcosa da dire. Naturalmente si occuperà anche di università, ma avrà un raggio d’azione molto più ampio.

C’è già stata una prima uscita, una diretta dalla Villa Bellini in occasione della manifestazione promossa dall’Arsenale di Cesare Basile. C’è stata un’altra diretta dai Benedettini per la Festa d’estate. La frequenza è sempre la stessa 101 FM.

«Stiamo lavorando per mettere a punto attrezzature e studi (stiamo allestendo uno studio anche da Zo, che collaborerà attivamente col progetto) e da settembre proporremo un palinsesto più strutturato. I ragazzi che hanno aderito hanno costituito un’associazione ad hoc.

Nel progetto ci sono Blu Media per la parte giornalistica e il gruppo Radio Amore che ospita, sulla frequenza 101, Radio Lab – spiega Gianluca Reale -.Mi auguro che radio Zammù continui ad esistere e fare egregiamente il lavoro svolto sin qui. Data l’attuale situazione, ognuno è liberissimo di scegliere l’opzione che preferisce. Io penso che provare a fare un progetto che esca da confini dell’Università (visto che rispetto all’informazione ci era stato detto di limitarci alle notizie che riguardavano l’Ateneo) sia una prova di maturità e una sfida avvincente, in una città che ha sempre più bisogno di voci libere e non condizionate da nessun interesse». Auspicio, che, dopo le notizie relative a Step1 e Upress, non possiamo che condividere pienamente.

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