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176 opere di altrettanti artisti attivi dal 1930 ad oggi , tutti siciliani doc, tutti “Made in Sicily”. Che è poi il titolo della mostra organizzata dall’Associazione culturale “Spaziovitale in“,  inaugurata il 16 luglio scorso alle Ciminiere di Catania.

Una metaforica vetrina della cultura figurativa in Sicilia“, la definisce il curatore Nicolò D’Alessandro, critico, grafico e pittore, che aggiunge nel testo di presentazione: “Chiarisco subito che il titolo della rassegna non è una evocazione regionalistica di presunti valori localistici. Ma muove da un atteggiamento giocoso che fa il verso ai Made in China, Made in Italy, Made in Taiwan, che danno l’idea non di un mercato senza confini ma di un luogo qualsiasi di produzione. Un titolo, a scanso di equivoci, per indicare una provincia di questo pianeta dove le logiche mercantili e consumistiche fanno da padrone ad un’umanità che arranca e sopravvive per districarsi, come meglio può, nel sistema capitalistico unidirezionale basato sulla mercificazione , anche delle idee per intenderci. La Sicilia, è bene chiarirlo ulteriormente sin dalle premesse, è un’area geografica qualunque. Terra di frontiera, terra di accatto e di tutte le avventure politiche.

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La mostra è una prima ricognizione dell’arte di questi anni, una grande festa, un “arteraduno” dove non c’è un primo e un secondo ma solo pari. Questa grande collettiva vuole combattere, infatti, “l’individualismo in cui gli artisti si sono adagiati da tempo” e ristabilire un principio di “normalità” e di giustizia contro consorterie e polemiche, restituendo visibilità a quegli artisti che, spesso, a torto, non ne avevano avuta ed escludendone altri che ne avevano avuta troppa (Così vengono ignorati, ad esempio, gli artisti presenti alla Biennale).

Fine delle ideologie, stravolgimento della storia, modificazione delle geografie, distruzione definitiva dei confini e delle barriere architettoniche degli Stati e dei Popoli. –scrive Nicolò D’AlessandroE dovremmo in tali condizioni assolvere e condannare, segnare la lista dei buoni e dei cattivi proprio nel territorio senza destini riconoscibili dell’arte? “.

Questa mostra, in un spazio come Le Ciminiere, vuole essere una specie di contenitore di lusso“, scrive ancora il curatore. Nessun trait d’union. Nessun collegamento tra i dipinti, le sculture. Che sia il fruitore e il suo sguardo a collegare i dipinti; lui, se lo vuole, a criticare,  scegliere, accettare o respingere. Cosa lega -tanto per citarne solo alcuni- “Le rondini e il cielo”di Francesco Coppa ai ” Cantieri in periferia” di Aurelio Caruso, la “Caduta” di Luciana Anelli alla “Collina in fiamme” di Geatano Lo Manto, all’ “Aranceto” di Santo Marino , a “Noi dormiamo ancora” di Franco Fasulo? Nulla, se non il fatto che gli artisti sono siciliani. Nulla se non il fatto – e non è poco, visto che viene, così, sconfitto l’individualismo – di essere gli uni accanto agli altri in questa vetrina speciale delle Ciminiere senza graduatorie, promozioni o bocciature. Anche se, tuttavia, il curatore è cosciente delle differenze tra gli artisti e nel testo introduttivo parla di “opere più deboli rispetto alle altre“, di “alcune sgrammaticature” e di “qualche ritardo sintattico evidente rispetto al tono alto di alcuni Maestri presenti”.

E tuttavia gli artisti che da tempo non dialogano tra loro riescono con questa mostra a interloquire alla maniera – secondo il curatore – de Il castello dei destini incrociati di Calvino. Trovano sui muri delle Ciminiere linguaggi perduti e ne inventano nuovi, sconfiggendo con la loro arte l’incapacità di comunicare. L’elemento unificante, il terreno d’incontro, diventa dunque il contenitore, la Galleria di arte moderna delle Ciminiere. Si tratta di una prima panoramica, che non vuol essere esaustiva, su 80 anni di attività di 176 artisti, alla quale, si spera, altre seguiranno. “Non è una mostra tematica (un appuntamento a tema) nella logica delle apparenze, dei generi, degli ismi.”

Gli artisti

Made in Sicily non “vuol essere una riunione sediziosa o supponente. Ma esprimere il tentativo di un grido di allerta, porsi interrogativi condivisibili sullo stato di salute del sistema dell’arte. E allora godetevi le opere con le suggestioni e le emozioni che sapranno darvi. Senza cercare liaison, collegamenti, analogie e associazioni, scuole, significati più o meno reconditi. Senza chiedere troppo, senza chiedervi troppo. O anche chiedendovi moltissimo, tanto da auspicare, insieme al curatore, un’alba di rinascita che diradi le tenebre dell'”incultura”, dell'”arroganza e della volgarità”.

Le opere di “Made in Sicily” resteranno in mostra alle Ciminiere fino al 18 settembre 2011, da martedì a domenica, dalle 18 alle 22. Catalogo “L’Altro Artecontemporanea”. Ingresso libero.

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