Pronta, attrezzata, mai inaugurata e già vandalizzata. E’ l’isola ecologica di via Maria Gianni, nel quartiere Picanello, costruita quattro anni fa dall’Ato 4 con fondi dell’Unione Europea. Entrare non è difficile, il cancello è forzato e mancano telecamere o altri sistemi di sorveglianza.

Dentro, i contenitori, mai usati, per batterie, vetro, carta e plastica. Oggetto di furto invece sono stati cavi elettrici, tubi per l’ irrigazione, infissi per porte e finestre. Chi ha voluto si è servito, come già denunciato sul Corriere del Mezogiorno,  Picanello, l’isola ecologica pronta e mai inaugurata preda di ladri e vandali
Ormai gli Ato sono in liquidazione, e -dopo l’approvazione del bilancio dell’Ato 4, che dovrebbe avvenire in questi giorni- la struttura sarà presa in carico dal Comune, che comunque non è innocente del suo degrado, dato che dell’Ato è stato uno dei componenti, insieme alla Provincia, che ha quindi anch’essa una parte di responsabilità.

Il Comune dovrebbe poi affidare l’isola in gestione alla IPI-Oikos, impresa aggiudicataria dell’appalto quinquennale di nettezza urbana.

Il vero nodo della questione è il seguente: liquidato l’Ato, chi si assumerà le spese per la sistemazione dell’isola e la riparazione dei danni? Il Comune ormai recita la litania del “non ci sono soldi”, l’impresa non vuole metterceli, perchè ad essa spetta gestire le strutture, non ripristinarle. Pretende quindi che le siano consegnate in buono stato.

Le somme necessarie al ripristino pare ammontino a circa centomila euro e l’assessore Torrisi sa che, se vuole risolvere il problema, deve cercare un accordo con la ditta, che pare disposta ad assumersi le spese di sistemazione, rifacendosi poi del suo credito “gradualmente, nel corso del contratto quinquennale.” (Barresi, La Sicilia, 18/07/11)

Come dire, io anticipo le spese, ma poi mi rifaccio. Su chi? Su noi cittadini, come sempre. Cittadini per i quali il Consiglio Comunale ha deciso nel frattempo l’aumento della Tarsu.

Come ha denunciato Citta futura, circolo di Rifondazione, non si può diventare vessatori nei confronti dei cittadini dopo aver sprecato ingenti somme pubbliche. Eppure nel progetto iniziale la funzione delle isole ecologiche avrebbe dovuto essere quella di accogliere pile usate, vetro, carta e plastica, opportunamente pesati per poter premiare i cittadini virtuosi con sgravi fiscali proporzionati al materiale conferito. Campa cavallo…

Leggi il servizio con filmato e galleria foto di Andrea Sapienza su SUD pressIsola (ecologica?) che non c’è

Foto di Emanuela Fisichella:

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