Ogni anno, l’acquisto dei libri scolastici rappresenta per molte famiglie un sacrificio non indifferente; nonostante i “tetti di spesa”, si raggiungono, infatti, cifre certamente significative. Almeno per chi frequenta la scuola dell’obbligo dovrebbe, perciò, essere garantita la gratuità dei testi. Certo, se non si vuole scadere nella demagogia, va detto che spesso cifre altrettanto importanti vengono spese per beni di natura assolutamente discutibile, ciononostante, provare a ridurre le spese scolastiche è, comunque, utile.

In parte tutto ciò viene fatto attraverso i “mercatini dell’usato” e grazie alle scelte di quei docenti che non cambiano i libri di testo se non quando, dal punto di vista didattico, risultano obiettivamente obsoleti.

In questo contesto, per venire incontro agli studenti e alle loro famiglie, l’ Istituto secondario di secondo grado “S. Mottura” di Caltanissetta, diretto dal prof. Salvatore Vizzini, ha realizzato un’originale iniziativa: vengono forniti dalla scuola a tutti gli alunni tutti i libri di testo chiedendo un contributo di 50 Euro per chi frequenta prime e terze classi e di 20 euro per tutti gli altri.

Il tutto, però, non si traduce in un salasso per la scuola. Infatti, il progetto, cominciato sei anni fa, è giunto progressivamente alla situazione attuale. Inizialmente la scuola ha comprato i libri solo per le prime classi, chiedendo a tutti gli alunni un contributo a fondo perduto di 110 euro.

Nell’anno successivo gli alunni hanno restituito i libri (ovviamente, chi li aveva ridotti in pessime condizioni ha risarcito l’intero prezzo di copertina), e la scuola ha comprato i testi per i ragazzi del secondo anno, ai quali è stato chiesto un contributo a fondo perduto di 90 euro.

Oggi, il risultato di questo percorso, considerando anche che una parte di libri, quelli più usurati, viene annualmente comprata, fa sì, senza che la scuola spenda nulla, il contributo dei ragazzi è ulteriormente sceso.  “Quest’anno- dice il Dirigente Scolastico- abbiamo fatto il bilancio complessivo dei sei anni e abbiamo certificato di aver raggiunto il pareggio, cioè la scuola ha recuperato tutti i soldi investiti e le famiglie in questi giorni vengono a scuola a ritirare tutti i libri compreso un diario dell’UE con una spesa di 50 o 20 euro”.

In sostanza, un’esperienza utile dal punto di vista economico, ma interessante anche perché spinge tutti i protagonisti verso una condivisione collettiva dell’intero percorso scolastico.

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