Da quasi tre settimane è entrato in vigore il nuovo piano viario, per la parte relativa al centro storico di Catania.

Il bilancio, non definitivo, è comunque ancora in chiaroscuro: sono state apportate delle modifiche sostanziali in alcune sue parti, come quelle concernenti la circolazione di via Dusmet; non è stato risolto il problema degli esercizi commerciali della zona interessata che lamentano significative perdite di clientela.

Fermo restando che siamo favorevoli a tutti quei provvedimenti che rendano più vivibile e godibile la città, due le questioni che non sembrano trovare soluzioni efficaci: i parcheggi di prossimità sono troppo distanti dal cuore della zona interessata; risulta assolutamente carente e mal strutturato il servizio pubblico che dovrebbe integrare o sostituire l’uso delle auto private.

Nel primo caso, provate ad immaginare, ad esempio, cosa significa in questo periodo iniziale della scuola andare a comprare libri in una libreria della zona e tornare con almeno due sacche piene di cultura scolastica alla macchina lasciata a piazza Alcalà o nei pochi stalli a pagamento disponibili intorno a Corso Sicilia.

Nel secondo caso, la zona tra Corso Sicilia e via Vittorio Emanuele è completamente isolata dalle linee di trasporto pubblico ed è servita da una sola navetta, il 902, che peraltro fa un giro abbastanza lungo e, di pomeriggio, dimezza le corse e quasi raddoppia i tempi di passaggio.

Sono proprio le carenze, le improvvisazioni e i ritardi messi in campo dall’AMT a costituire l’anello debole della catena che rischia di limitare fortemente i vantaggi altrimenti ottenuti.

La modifica del piano viario ha infatti sconvolto anche i percorsi di numerose linee di autobus, ma è mancata del tutto un’adeguata informazione agli utenti.

Le paline delle fermate interessate non sono state aggiornate; fino ad oggi risultano semplicemente oscurate da lugubri sacchi per la spazzatura e riportano laconicamente l’avviso: “percorsi in deviazione; paline in aggiornamento; dal 3/9/2011”.

E’ vero che i nuovi percorsi sono riportati regolarmente sul sito dell’Azienda, ma non risulta che i nostri anziani –frequentatori assidui degli autobus- siano dotati di ipad per la consultazione online.

Abbiamo chiesto alla postazione AMT di piazza della Repubblica se era prevista la stampa un foglietto informativo, sia pur provvisorio, ma ci hanno risposto di non saperne nulla.

In effetti questo comportamento, con un po’ di fantasia, potrebbe dimostrarsi un’ottima forma di finanza creativa, alla Tremonti: basterebbe mettere ad ogni fermata un addetto con delle schede a pagamento tipo gratta e vinci da vendere ai malcapitati passeggeri che cercano di capire dove diavolo debbono andare a trovare la nuova fermata del loro autobus: se azzeccheranno la risposta giusta, potranno utilizzare la scheda come un biglietto (di sola andata) gratuito.

Vista la passione dei catanesi per il gioco d’azzardo, potrebbe essere un modo facile per rimpinguare velocemente le esangui casse dell’Azienda.

L’altra grande favola messa in giro dall’Azienda è la mirabolante promessa di far passare, entro fine mese, il numero di bus circolanti da 130 a 220, rimettendo in circolazione vetture da tempo ferme.

Siamo andati nella storica rimessa di via Plebiscito per intervistare l’ing. R. Sanfilippo, presidente dell’Azienda nonché, a giorni alterni, capo di gabinetto del sindaco Stancanelli.

Ci ha spiegato che ciò è frutto di un intenso lavoro estivo di manutenzione straordinaria fondato sul metodo taglia e cuci, per cui da quattro vetture in disarmo se ne è ricavata una, se non nuova, almeno capace di stare in strada.

Lui stesso, la sera dopo l’orario d’ufficio e le domeniche, ha infilato spesso la tuta blu, per andare a dare una mano.

Una di queste vetture è stata anche acquistata dal Museo della scienza e della tecnica di Milano in quanto costituisce un compendio completo della storia degli autobus in Italia.

(Naturalmente si è dovuto provvedere all’affitto di numerosi carri-attrezzi per le prevedibili e numerose situazioni di emergenza.)

Fin ad ora comunque il miracolo non si è materializzato. Per il momento, l’unica cosa che è aumentata è la quantità di imprecazioni degli utenti delle linee che servono quartieri popolari e ad alta densità di popolazione a causa del raddoppio, in certe ore della giornata, dei tempi di passaggio fra un autobus e l’altro.

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