COMUNICATO STAMPA

 

 

“Torrente Acquicella – Il progetto va rifatto”. Così titola la Sicilia il 26.09.2011 su un caso di straripamento concreto di regole ed eventuale di torrenti.

L’ annullamento del progetto e della conseguente gara per l’appalto dei lavori tempestivamente e correttamente eseguito dall’Assessore al ramo Arcidiacono, risulta già come prima conferma dell’avvenuto straripamento di regole da parte di organi comunali autori della procedura in discussione.

La ostinazione di simulare come urgenti ed utili interventi del tutto inutili prima che irregolari, è il secondo straripamento da parte di chi ha interesse a far credere al cittadino ignaro cose sbagliate.

Infatti l’alternativa di “creare dei meandri al corso del torrente in modo da rallentarne il corso e da evitare straripamenti in caso di piena” consiste nell’esatto contrario di un plausibile rimedio a fenomeni naturali.

Basta infatti leggere qualsiasi manuale di fisica elementare ed accorgersi che in tutti gli imprevedibili casi di piogge affluenti su un torrente, eventuali “meandri” di rallentamento, che si vorrebbero costruire con tantissimo e preziosissimo (solo per alcuni) calcestruzzo, non allargano affatto l’alveo torrentizio di raccolta e non ne rallentano per nulla il corso . Al contrario lo restringono ed accelerano il corso delle acque fino al loro straripamento.

Quindi, si aggrava ancora più il pericolo di danno territoriale per la portata insufficiente di torrente già ristretta per lo scarico abusivo ed indisturbato di immondizia contro il quale, da fin troppi decenni, non è mai stato provveduto con altro sito di scarico per gli abitanti della zona.

Nel corso di decenni, peraltro, il problema improvvisamente divenuto “urgente” del Torrente Acquicella non è mai stato tale; come è peraltro dimostrato dalla assoluta mancanza di qualsiasi allargamento periodico degli argini o della sola rimozione di detriti ed immondizia.

Le sole operazioni da eseguire con poche ruspe, con pochi soldi, per pochi giorni, se non per poche ore l’anno, al posto dello spropositato e costoso appalto preordinato da pochi autori a vantaggio di altrettanto pochi beneficiari come è dato desumere.

La documentazione degli atti della gara, tempestivamente revocata dall’Assessore Arcidiacono, mostra al riguardo tutta una serie di lunghe tubazioni e di profondi pozzi di deviazione ed infossamento delle acque che nulla hanno a che fare con la tutela naturale del torrente prescritta da una precisa norma, la Legge 431/85.

Il tentativo di una arbitraria deviazione in fossa e/o a lato delle acque del Torrente Acquicella, resta ancora una volta di completa e triste evidenza.

La contestuale urgenza di alcuni quadri comunali di assegnare dopo lunghi decenni ed in piena calura di Agosto, una “urgente” gara per lavori che in realtà avrebbero prosciugato l’Acquicella fino alla sua foce, fa sorgere il legittimo dubbio che tali fatti siano da porre in relazione al perentorio che il Commissario ad Acta del TAR ha da ultimo rivolto ad Acqua Marcia di presentare un suo progetto esecutivo per gli enormi edifici che vorrebbe costruire della foce del Torrente Acquicella.

La domanda finale rimane inquietante e rimarrà inevasa: Come farà la predetta ditta a presentare tale progetto edificatorio che possa mai risultare “esecutivo” stante un torrente non ancora prosciugato?

Comitato Cittadino Porto del Sole, Iniziativa di partecipazione democratica per la rinascita di Catania e del nostro Porto

Catania, 01.10.2011

www.portodesole.it

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