Comunicato stampa

 

 

 

Il Circolo di Catania di Libertà e Giustizia sulla nomina a Procuratore capo di Catania

 

Il circolo di Libertà e Giustizia di Catania condivide le gravi preoccupazioni espresse da un’ampia frangia delle associazioni e movimenti attivi nella città, nonché da insigni giuristi ed operatori del settore, in ordine alla nomina del nuovo Procuratore capo di Catania.

Coerentemente al suo orientamento politico-culturale – che pone in primo piano il valore della legalità, il rigoroso ed obiettivo esercizio della giustizia, nonché l’esigenza di una politica dettata dal rispetto delle regole e dalla trasparenza amministrativa – Libertà e Giustizia non può che essere preoccupata di fronte a una vicenda i cui contorni sono oscuri e i cui protagonisti sembrano operare più sulla spinta di influenze e interessi contrapposti, che in base all’esigenza di assicurare all’esercizio del diritto una guida indipendente, che obbedisca solo ai principi della correttezza e della imparzialità.

Non si possono sottacere, infatti, i gravi ed irreparabili rischi, per non parlare di alcune inquietanti certezze, insiti nell’eventuale nomina alla carica di Procuratore capo di un magistrato il cui comportamento non sia al di sopra di ogni ombra e sospetto di contiguità con potentati locali e/o organizzazioni mafiose, in una città come Catania, nella quale l’intreccio tra potere politico e criminale ha segnato il suo passato e incide ancora sulla sua vita pubblica ed economica.

Catania, ancor più del resto della Sicilia, ha la necessità di una magistratura realmente indipendente, imparziale e… al di sopra di ogni sospetto: ciò, ad oggi, non è sempre stato!

Il rischio che nella scelta del Procuratore possano prevalere delle logiche corporative avrebbe come conseguenza un esiziale deperimento di ogni speranza di rinascita morale, sociale ed economica della città e inoltre sancirebbe la perdita di ogni credibilità dell’indipendenza della magistratura da parte dei cittadini, in una città nella quale l’esigenza di Giustizia è più pressante che altrove.

Il Consiglio Superiore della magistratura è – a nostro avviso – perfettamente a conoscenza e consapevole della “situazione Catania”e della sua rilevanza: le ampie e approfondite informazioni sui candidati alla nomina, di certo in suo possesso, devono essere alla base di un procedimento di nomina del nuovo Procuratore capo che rappresenti, per tale organo costituzionale, l’occasione, reale e simbolica, per effettuare una precisa scelta di autonomia e responsabilità per Catania, con ciò manifestando alla Sicilia, e all’Italia tutta, la propria reale capacità e volontà di indipendenza da perniciose e distruttive influenze e logiche di potere.

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